''LA BELLEZZA E' SIMMETRIA ED ARMONIA'', PROFESSIONISTA AQUILANO PROTAGONISTA DI UN CONVEGNO CHE SI TERRA' IL 17 NOVEMBRE A VILLA LETIZIA

ARTE E SCIENZA: IL CHIRURGO PAOLO VITTORINI ''SCULTORE DEL CORPO E DELL'ANIMA''

Pubblicazione: 02 novembre 2018 alle ore 07:30

Paolo Vittorini
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L’AQUILA - “La bellezza è un insieme di equilibri, non esiste la perfezione, l’importante è riconoscersi nel proprio corpo e piacersi. In questo senso il chirurgo è ‘lo scultore moderno’, colui che modella, plasma e ridona armonia ad un’opera d’arte: il corpo umano”.

Tra medicina, creatività ed arte, Paolo Vittorini, responsabile del servizio di Chirurgia plastica e ricostruttiva e direttore del centro di Chirurgia ricostruttiva post obesità patologica della casa di cura privata Villa Letizia dell’Aquila, da oltre vent’anni si occupa di Budy Sculpting, disciplina che si basa su una rilettura in chiave moderna del concetto di Scultura.

Una commistione quella tra Arte e Chirurgia estetica, che sarà al centro di un convegno, il quarto corso Aicpe (Associazione italiana chirurghi plastici ed estetici) 2018, intitolato "Videochirurgia, scultura corporea", che si terrà il 17 Novembre nel presidio ospedaliero Villa Letizia a Preturo e che è organizzato proprio dallo "scultore corporeo" Paolo Vittorini, in collaborazione con la dottoressa Adriana Pozzi (segretario Isaps) e la professoressa Adriana Cordova (presidente Sicpre), con la partecipazione del Maestro scultore Oliviero Rainaldi.

La bellezza, dunque, per il chirurgo aquilano “è simmetria ed armonia” e, attraverso questa speciale disciplina chirurgica, “è possibile ridefinire le linee del profilo di una persona, secondo una concezione estetica trasmessa nel rispetto della sacralità del corpo e della vita”.

Vittorini, oggi professionista di fama nazionale ed internazionale,  ripercorre il suo percorso, dal sogno di fare il medico, nato guardando papà Claudio, noto chirurgo aquilano, fino alla Scultura corporea, con centinaia di interventi l’anno di chirurgia ricostruttiva, di cui l’80 per cento su pazienti provenienti da fuori regione e anche dall’estero, tra cui la Gran Bretagna.

 Nel 2009, all’indomani del sisma che ha distrutto gran parte della città, Vittorini è stato chiamato per andare a lavorare nella Capitale, ma ha deciso di restare: “Non si abbandona una nave in difficoltà, è stato bellissimo non lasciare una struttura che mi aveva dato tanto”, ricorda.

Figlio d’arte, Vittorini ha sempre avuto nel proprio Dna l’amore per il bisturi e la passione per la Medicina: “Già a 10 anni il mio unico desiderio era quello di fare il chirurgo, forse perché avevo subito l'influenza di un padre che è stato un grande chirurgo, Claudio Vittorini”, a cui è intitolato il reparto dell’attuale Chirurgia dell’ospedale San Salvatore, diretto da Vicentini.

“Questo per tutta la mia famiglia è un grande onore, papà è stato un grande maestro per me e da lui ho imparato tutta la tecnica chirurgica”, racconta ad AbruzzoWeb.

La decisione di intraprendere gli studi per la Chirurgia Plastica “è arrivata al quinto anno di medicina, quando ho dovuto scegliere e a me piaceva trovare una specializzazione che mi permettesse di creare, lavorare con le mani, modellare e rendere felici tutte quelle persone che in una determinata fase non erano soddisfatte del proprio corpo - prosegue Vittorini - In quel momento della mia vita, poi, ho avuto un altro grande maestro, un chirurgo italo-brasiliano che mi ha dato il tecnicismo dell'estetica, infine, facendo una sintesi tra questi due insegnamenti, sono partito e sono diventato ‘Doc’, come amano chiamarmi colleghi e pazienti. Poi è la gente a giudicarti e a dire se hai talento o no, ma la soddisfazione più grande è vedere il sorriso delle persone con cui lavori”.

“Il talento ti viene dal cielo, poi il successo è un lavoro, una persona può avere talento, ma se non viene nutrito da qualche maestro che ti trasmette un discorso etico lavorativo non si va da nessuna parte ed è quello che io cerco di trasmettere ai miei figli, alla mia famiglia e ai medici della mia equipe; ci vuole un continuo lavoro di superamento dei propri risultati, perché è il particolare che fa la differenza, nella chirurgia come nell'arte e nella scultura”, spiega.

“Il corpo umano è qualcosa di veramente meraviglioso perché attraverso le mani, la capacità e l'intelletto, può essere modellato a proprio piacimento. Per un chirurgo ridare forma a un corpo, e allo stesso tempo ridare una funzione ad un organo che non funzionava più correttamente, è una delle più alte forme moderne di arte”, precisa ancora. 

Vittorini sottolinea che “la materia prima per poter modellare un corpo è il grasso, proprio perché manipolabile. Fino a qualche anno fa, il grasso era considerato un tessuto di scarto, oggi, grazie ad una rivalutazione scientifica, si è riappropriato del proprio valore soprattutto nel  campo della chirurgia rigenerativa, che ci sta dando grandi risultati e sarà il futuro della chirurgia”.

Questo però non vuol dire che bisogna eccedere, come ci tiene a precisare il professionista e specialista aquilano: “Ovviamente se è in eccesso influenza tanti organi, per esempio tiroide e pancreas, creando delle patologie, per questo è fondamentale ridurre il peso, per migliorare insulina, diabete e ipertensione, ma quando parliamo di un grasso giusto, e quindi di una persona che ha degli eccessi localizzati, a quel punto si può andare ad eliminare in maniera mirata da un cuscinetto, da un fianco o da una culotte de chevale e riposizionarlo nel viso o nelle rotondità del lato b”.

Vittorini oggi dirige il primo centro in Abruzzo finalizzato ad affrontare “le patologie della grande e grave obesità”, un problema di estrema attualità; stando ai dati nazionali, infatti, “viviamo in un Paese nel quale il 10 per cento della popolazione è obesa e un 30 per cento è in sovrappeso, dunque va considerato che il 40 per cento degli italiani soffre di problemi legati a disturbi dell’alimentazione. Per questo è fondamentale capire come si vorrebbe vedere un paziente, seguirlo in un percorso e alla fine vedere i risultati e gioire insieme a lui. È questo il segreto di un buon risultato”, conclude.



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