ASL CHIETI, L'ALTRO PROJECT FINANCING:
ITER IN CORSO PER BUNKER DI RADIOTERAPIA

Pubblicazione: 24 luglio 2017 alle ore 07:00

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CHIETI - "Speriamo che almeno questo project proceda speditamente...".

Ormai ci scherza su, ma fino a un certo punto, Pasquale Flacco, direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, paragonando i tempi infiniti del primo project financing proposto alla sua azienda sanitaria, quello per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti da 225 milioni di euro e 500 posti letto, alla nuova proposta da 24 milioni, questa volta per la fornitura all’ospedale teatino attuale di oncologia all’avanguardia, con tanto di nuovi bunker per moltiplicare le prestazioni.

Anche quest'intervento sbandierato con orgoglio a fine giugno, insomma, si realizzerà grazie alla finanza di progetto: una strada che, con sempre maggiore determinazione, viene percorsa in Abruzzo per l'edilizia sanitaria, complice la mancanza di risorse proprie a disposzione delle Asl e della Regione.

Responsabile unico del procedimento è l’ingegnere Vincenzo D’Amico, dirigente della Asl teatina, che sta ora valutando la congruità della proposta presentata il 13 aprile scorso dal raggruppamento temporaneo d’imprese (Rti) costituito dalla Medipass di Bologna e dalla Sim project di Pescara.

Grazie all'intervento, il nosocomio di Chieti si doterà di una Pet Tac e una risonanza magnetica per verificare la stadiazione dei tumori, di una Tac simulazione per la fase di preparazione alla terapia radiante, e si aggiungerà la realizzazione di due nuovi bunker da 260 metri quadri quadrati adiacenti l’attuale reparto di Radioterapia.

Il primo project financing che, invece, finora è corso tutt’altro che spedito, e a cui si riferisce la battuta di Flacco, è quello presentato dalla Icm del gruppo Maltauro, per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti, al posto del Santissima Annunziata. Iter avviato tre anni, fa e ancora nella fase di dichiarazione di pubblica utilità.

Pochi giorni fa il responsabile unico del procedimento, Emidio Primavera, che ha preso il posto del dirigente dell'azienda Filippo Manci, revocato dopo che la partita è passata dalla Asl teatina alla Regione, motivata dalla necessità di accelerare i tempi di un pratica che si trascina da circa 3 anni, ha chiesto un ulteriore mese di proroga per completare finalmente l’iter, visto che non è stata centrata la scadenza del 30 giugno, fissata, forse troppo ottimisticamente, in una riunione presieduta il 22 maggio scorso dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso.

Non è chiaro, però, come la nuova finanza di progetto si concilierà con quella relativa all’ospedale nel suo complesso, che prevede la ricostruzione da zero della struttura, e dunque anche degli spazi più funzionali dedicati alla radioterapia.

Le tempistiche di questo secondo è più circoscritto project, salvo sorprese, dovrebbero essere, però, più brevi e produttive.

La valutazione della proposta dovrebbe concludersi, infatti, entro un mese, quindi nella seconda metà di agosto, e poi potrà partire la gara europea dove il Rti proponente avrà un diritto di prelazione.

La proposta prevede che il privato si faccia carico dell’intero investimento, rifacendosi poi, e con guadagno, grazie a una percentuale delle tariffe delle prestazioni sanitarie erogate per i prossimi 11 anni e 6 mesi. Il privato fornirà anche il personale specializzato e si farà carico delle manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Dovrà realizzare il nuovo polo oncologico in 18 mesi, a far data dall’affidamento definitivo.

Quanto il privato ci guadagnerà non è dato, a oggi, sapere, perché è proprio questo l’oggetto della valutazione del rup e del suo staff. Da quanto si apprende, però, una prima quantificazione è stata già respinta, in quanto ritenuta troppo onerosa per la parte pubblica e troppo sbilanciata per la parte privata.

Il vantaggio per la Asl teatina sarà, comunque, quello di stringere i tempi per la realizzazione del nuovo reparto, rispetto a quelli delle normali procedure, in mancanza tra l’altro di risorse proprie da investire, visto i pesanti debiti e disavanzi della Asl.

Occorre, tuttavia, valutare con attenzione i costi in prospettiva, ovvero l’effettiva convenienza e opportunità di affidarsi a un operatore privato, che per sua natura tende alla massimizzazione del profitto.

Resta il fatto che attualmente sono circa 1.200 i pazienti che si rivolgono all’unità operativa teatina, dove si effettuano 700-800 trattamenti l’anno.

Nei primi tre mesi del 2017 la Radioterapia teatina ha eseguito trattamenti su 305 pazienti per un totale di 13.480 prestazioni, riscendo ad abbattere le liste di attesa.

Il nuovo reparto ospitato nei bunker consentirebbe di far funzionare contemporaneamente quattro macchine in grado di sottoporre a terapia fino a 1.400 pazienti l’anno, potenziando dunque le prestazioni e salvando molte vite umane.



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