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ASL L'AQUILA: ''CARENZA PERSONALE E LISTE D'ATTESA'', CGIL SCRIVE A NUOVO MANAGER

Pubblicazione: 13 agosto 2019 alle ore 11:37

L’AQUILA - “Carenza di personale sanitario stimabile in oltre 1000 unità lavorative, liste di attesa che per alcune visite specialistiche superano i 450 giorni, la chiusura del punto nascita di Sulmona, la declassificazione dei presidi ospedalieri, la riduzione dei posti letto, il mancato avvio di un modello di integrazione tra ospedale e territorio”.

È questa la fotografia della sanità pubblica della provincia dell’Aquila scattata da Francesco Marrelli, segretario della Cgil del capoluogo e Anthony Pasqualone, della FP-Cgil provinciale, che in una lunga lettera aperta al nuovo direttore generale della Asl 1, Roberto Testa, scrivono delle riflessioni “sulla grave situazione della sanità pubblica”.

“Il nostro territorio - spiegano -, che rappresenta per estensione il 50% della regione Abruzzo è attraversato dalla crisi e dal sisma del 2009 e vede oggi una drammatica riduzione dei servizi alla persona”.

“Dal suo insediamento sarà nostra determinazione aprire immediatamente un confronto sui tanti e da tempo irrisolti problemi della Asl perché non siamo più disponibili ad attendere decisioni calate dall’altro, che rischiano di pregiudicare definitivamente un sistema sanitario che riteniamo strategico alla salvaguardia delle popolazioni che vivono i territori delle aree interne dell’Abruzzo”, si legge ancora nel testo della lettera. 

LA LETTERA COMPLETA 

Egregio dott. Roberto Testa, Nel farle le nostre congratulazioni per la nomina a direttore generale della Asl n.1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, vogliamo rendere note le nostre riflessioni sulla grave situazione della sanità pubblica provinciale. Il nostro territorio, che rappresenta per estensione il 50% della regione Abruzzo è attraversato dalla crisi e dal sisma del 2009 e vede oggi una drammatica riduzione dei servizi alla persona. E’ un territorio che rischia un inesorabile l’abbandono delle aree montane a causa della scarsità di servizi pubblici e di lavoro, elementi fondamentali in un Paese che si richiama ai valori indissolubili della Costituzione. La politica in questi ultimi dieci anni ha concentrato il suo operato nel rispetto della spesa, della quadratura dei bilanci, dei diktat che arrivavano dal ministero della Salute e da quello dell’Economia e Finanza. Tutto ciò ha prodotto una carenza di personale sanitario stimabile in oltre 1000 unità lavorative, liste di attesa che per alcune visite specialistiche superano i 450 giorni, la chiusura del punto nascita di Sulmona, la declassificazione dei presidi ospedalieri, la riduzione dei posti letto, il mancato avvio di un modello di integrazione tra ospedale e territorio: si vedano per esempio i gravi ritardi nell’attivazione delle Case della Salute. Nella sostanza: le scelte assunte a seguito di tali imposizioni sono andate a discapito delle fasce più deboli, arrivando anche alla privazione del diritto universale alla salute e alla cura non potendo, chi vive in povertà, rivolgersi alle strutture sanitarie private in mancanza del servizio pubblico. Lei sarà chiamato a riorganizzare l’Azienda sanitaria. Riorganizzare vuol dire “trovare il modo in cui un sistema è strutturato al fine del corretto espletamento delle sue funzioni”, cioè salvaguardare la dignità del lavoro e provvedere a garantire servizi sanitari alla collettività. Pertanto le chiediamo di rimettere al centro della sua azione la persona, cioè le lavoratrici e i lavoratori che per troppi anni hanno vissuto condizioni massacranti di lavoro pur di assicurare la continuità del servizio, e gli utenti, ovvero coloro che si rivolgono al sistema sanitario pubblico che deve garantire la qualità delle prestazioni. La fase transitoria di gestione della Asl nulla ha prodotto in questi mesi in termini di difesa del sistema sanitario pubblico, con conseguente grave vulnus per il nostro territorio, rischiando di compromettere ulteriormente un sistema già fragile che al contrario avrebbe bisogno di nuovo impulso, di più personale, arrivando almeno a colmare l’attuale carenza della dotazione organica; di maggiori investimenti in tecnologia e soprattutto di un’idea di organizzazione finalizzata ad avvicinare il più possibile i servizi alla persona. L’immobilismo delle Direzioni generali, aggravato ulteriormente in questo ultimo anno, ha prodotto nuovi disagi per il personale di ruolo, precarietà nella tipologia di assunzione, disuguaglianze nel trattamento delle lavoratrici e dei lavoratori, con conseguente contrazione dei diritti, e un’inesorabile perdita di posti di lavoro. Contestualmente sono aumentati i tempi per le liste di attesa, nel periodo estivo continuano le chiusure e gli accorpamenti dei reparti, la sospensione di alcuni servizi come lo screening gratuito mammografico, ed è sensibilmente peggiorata la percezione della popolazione in termini di qualità ed efficienza del servizio sanitario pubblico. Da parte nostra le chiediamo innanzitutto il rispetto delle regole e del contratto nazionale di lavoro per garantire i diritti alle lavoratrici e ai lavoratori, c’è bisogno di una maggiore autonomia dalla politica che renda l’azione del direttore generale improntata al soddisfacimento degli interessi e dei bisogni della collettività e discontinuità con la vecchia gestione. Lei dovrà assumere scelte ispirate dalla competenza e dalla concretezza al fine di dare le dovute risposte in termini di erogazione di servizi essenziali e dovrà improntare la sua azione al rispetto per i lavoratori migliorandone le condizioni di lavoro e di vita. Il coinvolgimento delle parti sociali e degli attori che vivono il nostro territorio è essenziale per una corretta gestione che vuole essere incentrata sui principi della partecipazione e della legalità ed al superamento delle disuguaglianze. La nostra priorità è rimettere al centro il lavoro e i servizi che rendano attrattivo e funzionale l’intero Sistema sanitario provinciale pubblico, e ciò può avvenire solo mediante una progettualità seria e duratura che tenga conto dello stato emergenziale in cui versa il nostro sistema sanitario. La Cgil in questi anni si è contraddistinta per serietà e coerenza nella difesa del lavoro e dei servizi, assumendo decisioni, se necessarie, conflittuali con le precedenti gestioni, in piena autonomia dalla politica. Dal suo insediamento sarà nostra determinazione aprire immediatamente un confronto sui tanti e da tempo irrisolti problemi della Asl perché non siamo più disponibili ad attendere decisioni calate dall’altro, che rischiano di pregiudicare definitivamente un sistema sanitario che riteniamo strategico alla salvaguardia delle popolazioni che vivono i territori delle aree interne dell’Abruzzo. 
  



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