ASL L'AQUILA: CGIL, ''SITUAZIONE DRAMMATICA, PERSI 100 POSTI OGNI ANNO''

Pubblicazione: 03 marzo 2018 alle ore 12:38

L’AQUILA - “La drammatica situazione riferita alla carenza di personale all’interno della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, denunciata da anni, è divenuta ormai assolutamente insostenibile, ogni anno vengono perse almeno 100 unità, con la conseguenza che, con la attuale dotazione organica, da un lato si continua a non rispettare la vigente normativa sui riposi obbligatori, con stress lavorativo e mancato rispetto delle mansioni dei lavoratori e dall’altro non si rispettano i livelli essenziali di assistenza”.

Lo denunciano in una nota Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone, Angela Ciccone della Fp-Cgil della provincia dell’Aquila e Anna Rita Gabriele della Fp-medici Cgil.

“Tutto ciò, nonostante ai lavoratori vengano imposti continui sforzi in termini di prestazioni di lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive. Risulta, infatti, dai tabulati dei lavoratori una eccedenza pari o superiore alle 300 ore, mai liquidate o concesse come riposo compensativo - scrivono i sindacalisti - Torniamo a ribadire che la spesa effettiva per il personale nella Asl 1 è passata da 197,7 milioni di euro del 2016, a 196,4 milioni di euro del 2017, che si traduce in un ulteriore impoverimento della spesa che, come più volte dichiarato anche dalla stessa Azienda, non è sufficiente a garantire i servizi pubblici essenziali”.

“Va ricordato che l’atto di programmazione regionale prevede, per il 2018, un tetto di spesa per il costo del lavoro pari a 196 milioni di euro e che per il rispetto di tale limite di spesa la Asl ha confermato il blocco del turnover al 50 per cento con le evidenti ripercussioni che tali imposizioni genereranno sull’intero sistema sanitario provinciale peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Azienda sanitaria e di conseguenza la qualità dei servizi”, precisano ancora.

“Per fare chiarezza bisogna però considerare che ad oggi la Regione Abruzzo ha confermato un blocco del turnover comunque all’80 per cento, che si traduce per il periodo 2017-2018 in un ulteriore taglio di personale già carente. Infatti, tenuto conto della media delle cessazioni dal servizio registrate nell’ultimo triennio, è più che ragionevole attendersi un numero di cessazioni dal servizio pari almeno a 120-130 unità lavorative annue. Di conseguenza questa Asl continua ogni anno a perdere forza lavoro nella misura pari o superiore alle 100 unità lavorative - aggiungono - Tale carenza ha gravi ricadute anche in termini di contrattazione aziendale, infatti, ad oggi, ancora non si riesce ad avere il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario ed altre indennità accessorie riferite a mesi di novembre e dicembre 2016”.

La Cgil ha inviato formalmente “un atto di diffida in nome e per conto dei lavoratori, chiedendo la liquidazione di quanto dovuto, non avendo a tutt'oggi ricevuto da parte dell’Azienda sanitaria locale concrete risposte utili alla definitiva risoluzione della vertenza”, fanno sapere i sindacalisti.

“Bisogna poi rilevare che una quota superiore al 12 per cento della attuale forza lavoro è composta da lavoratori precari; e nello specifico 280 lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato a cui si aggiungono 120 lavoratori assunti in somministrazione. In più un numero consistente di lavoratori precari risulta essere assunto dalle Cooperative. Le altre Asl della Regione attiveranno nei prossimi mesi le procedure di stabilizzazione del personale precario e le procedure concorsuali finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato, di contro, la Asl della provincia dell’Aquila subisce ulteriori tagli, senza alcuna previsione di stabilizzazione o attivazione di procedure concorsuali, nonostante una necessità di personale per oltre 500 unità lavorative. È necessario ricominciare a effettuare investimenti sul territorio che necessariamente devono partire da investimenti sul personale attraverso un processo di stabilizzazione dei lavoratori precari, attraverso l'attivazione di nuove procedure concorsuali e mediante la eliminazione del blocco del turnover, ridando diritti e dignità al lavoro ed una giusta retribuzione per il lavoro che quotidianamente viene svolto, con senso di responsabilità e dedizione a garanzia del mantenimento dei servizi essenziali”, concludono.

 



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