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GOVERNATORE ASSICURA SCELTA NUOVO PROFILO IN TEMPI RAPIDI: ''IMPOSSIBILE SODDISFARE RICHIESTE AD PERSONAM''. OPPOSIZIONE, ''REGIONE INCHIODATA A NOMINE''. CREPA IN MAGGIORANZA, UDC FURIOSA PER ESCLUSIONE

ASL: ZAVATTARO DICE NO E MARSILIO S'INFURIA CENTRONISTRA: ''INCHIODATI A NOMINE''

Pubblicazione: 04 settembre 2019 alle ore 17:16

L’AQUILA - "Il mondo non finisce con Zavattaro".

Lo ha detto il governatore, Marco Marsilio, piccato all’indomani del gran rifiuto del direttore generale individuato come nuovo manager dell’Asl teatina.

Un caso, quello di Zavattaro, esploso proprio nel giorno in cui la maggioranza si è riunita all’Emiciclo nel secondo tavolo di verifica politica. Un summit giudicato privo di tensioni, ma che non ha risolto la spinosa questione delle nomine di oltre 145 caselle nei vari enti e società partecipate. Un vertice che ha provocato anche la reazione stizzita dell’Udc, escluso.

"Ci sono altri profili nella rosa – aggiunge Marsilio a proposito di Zavattaro – Certo è curioso che una persona che partecipa a un bando ponga nuove condizioni che non siamo in grado di soddisfare. Sono stupito".

Ora il governatore assicura una soluzione rapida con l’individuazione di un altro nome. E assicura anche che la vicenda non inciderà sulla nomina di Roberto Testa a capo dell’Asl aquilana. Di certo la tensione è palpabile. Il manager è stato chiarissimo: "Non ho più novità da giorni, direi anche da settimane, cioè da quando ho avuto i primi contatti con la Regione Abruzzo. Avrei dovuto avere un riscontro certo e definitivo rispetto alle richieste da me formulate in ordine ad alcune condizioni che potessero rendere fattibile un incarico in un’azienda in grande difficoltà. Ma questo non è accaduto e il discorso è chiuso".

Zavattaro, che oggi coordina tutto il comparto Salute del Friuli Venezia Giulia, aveva chiesto di integrare il contratto con una serie di obiettivi programmatici, anche con lo scopo di certificare lo stato dell’arte. Ma la Regione ha ritenuto di non poter modificare, ad personam, i termini del bando.

LA CRISI

Sulla vicenda si è ovviamente tuffata a capofitto l’opposizione. "Ma è mai possibile – ha attaccato il deputato dem Camillo D’Alessandro - inchiodare una Regione sulle nomine, tra l’altro di uno, Zavattaro, assolutamente non rimpianto da nessuno quando è stato alla Asl, che ora pretende anche di avere uno stipendio più alto, notizia mai smentita. Andrebbe sbattuto fuori dalla porta dell’Abruzzo. Dovrebbe essere onorato lavorare per la nostra Regione, ma ormai dal romano Marsilio a Zavattaro l’Abruzzo è diventata terra di conquista. Ho letto che Zavattaro vorrebbe una preventiva certificazione dei debiti: ha ragione, cominciamo da quelli che ha lasciato lui. Ciò che mi sconvolge è la faccia tosta di questi nuovi signorotti a cui non interessa nulla dell’Abruzzo assetati come sono di poltrone mentre dovrebbero almeno, contemporaneamente, pensare anche a governare".

"Basta farsi una camminata in Regione – aggiunge D’Alessandro -, nella maggior parte degli uffici tutto è fermo alla ordinaria amministrazione, con assessori assenti , senza progetti e guida. Dopo la sentenza del Tar sui trasporti che si fa ? Dopo il copia incolla della programmazione sanitaria di Paolucci, dopo le istanze territoriali e le promesse elettorali che si fa? Sulla Zes e sulle Autorità portuali che si fa ? Sulle emergenze idriche che si fa ? Tutto bloccato fino  a quando non concordano il colore della pelle dell’ultimo sgabello".

"La maggioranza ha diritto a nominare chiunque, ma nessuno ha diritto ha giocare con ricatti e freni sulla azione di governo, come si legge ogni giorno, senza vergogna. Non hanno la facoltà di governare, ma il dovere. Le uniche cose fatte e deliberate sono attuazioni del lavoro derivante dalla precedente legislatura, a partire dal Masterplan unica risorsa finanziaria a cui quattordici mesi di governo nazionale della Lega non hanno aggiunto neanche un euro".

Duro anche il commento di Silvio Paolucci, capogruppo Pd in Consiglio regionale: "Abruzzo sempre più nel caos, la Giunta lenta si spacca sull’indicazione di un manager della sanità, Zavattaro, che non aveva alcuna intenzione di essere indicato e che non trova le risposte che cercava (quali?)".

"La situazione è tragica, oltre che imbarazzante – incalza Paolucci– Non è mai accaduto che la Regione Abruzzo si sia fermata a causa di una maggioranza bulimica solo rispetto a posti chiave ed incarichi di piccolo cabotaggio. Le riunioni, finora tutte infruttuose, sulle circa 75 poltrone da occupare, danno la precisa misura dell’attaccamento alle questioni di interesse generale di questa classe dirigente, che non governa, e fa approfondimenti solo sugli equilibri di potere e non sulle vertenze che interessano gli abruzzesi".

"Si stanno occupando delle infrastrutture dalla rete ferroviaria a quella autostradale e portuale? – incalza Paolucci - Hanno un’idea sul tema e gli effetti delle autonomie? Che stanno facendo sulla sicurezza degli edifici scolastici e su quella degli invasi del sistema idrico regionale, con la fragilità di una parte delle nostre infrastrutture? C’è, insomma, qualcosa che li interessi più delle nomine? Una maggioranza che finora si è giustificata mettendo avanti il passato salvo poi rinominare praticamente tutti i direttori individuati dall’Amministrazione precedente, smentendo nei fatti sé stessa".

"Inerzia, confusione e figuracce, l’ultima su Zavattaro – conclude l’ex assessore alla Sanità - e su un confronto in maggioranza tutt’altro che chiuso per via dei nuovi nomi tirati fuori dal cilindro nella riunione di ieri, dove è risuonato anche il nuovo stop della Lega alle ultime pretese azzurre che vorrebbero Morra allo Zooprofilattico e la disapprovazione dell’Udc, che torna a fare la spina nel fianco degli alleati per via dei giochi in corso. Uno spettacolo triste, dove ognuno pensa alla sua posta, Asl, Ater, Sangritana, Abruzzo Sviluppo, Consorzi e che non ha un regista. Marsilio anche ieri non era presente, malgrado sulla politica nazionale sia sempre pronto a pronunciarsi e mobilitarsi, specie se si tratta di scendere in piazza con la Meloni ma contro il nuovo governo, sottovalutando forse il fatto che se davvero vuole occuparsi dell’Abruzzo dovrà invece a dialogarci".

UDC ALL'ATTACCO

E anche nella maggioranza c’è qualche crepa, pur dopo un vertice, quello politico di verifica che si è svolto ieri all’Emiciclo, considerato positivo e senza tensioni. L’Udc va all’attacco per essere stato escluso.

"È con profondo rammarico  che abbiamo appreso dell’ennesima riunione del tavolo politico di centro destra convocata dal Presidente della Regione, Marco Marsilio, al quale non siamo stati invitati – dicono il segretario regionale, Enrico Di Giuseppantonio e Marianna Scoccia, capogruppo del partito in Consiglio Regionale - Vogliamo ricordare ai nostri alleati che l’Udc è parte integrante della coalizione di centro destra in tutti i territori del nostro Paese ed in Abruzzo ha fatto parte, contribuendo alla vittoria, della medesima coalizione – sottolineano il segretario Di Giuseppantonio e il consigliere capogruppo Scoccia -. Non si comprende, quindi, la ragione per la quale si tende ad escludere una forza che ha una storia importante ed una sua dignità oltre ad avere una indubbia forza elettorale".

"Auspichiamo, pertanto, che il presidente Marsilio ed i coordinatori regionali dei partiti facciano definitivamente chiarezza su quello che dovrà essere il ruolo dell’Udc. Per noi lealtà, coerenza e correttezza sono dei valori irrinunciabili ma la nostra dignità non ha prezzo. Dopo sei mesi vorremmo capire se siamo parte della coalizione che ha permesso a Marco Marsilio di vincere le elezioni. Diversamente ne prenderemo atto".

In attesa di una chiarificazione, il segretario Di Giuseppantonio ha annunciato che entro la prossima settimana  convocherà la riunione del Direzione Regionale del Partito,  per un esame approfondito della situazione politica. Il capogruppo Scoccia illustrerà le attività politiche ed amministrative della Regione Abruzzo.



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