AUMENTANO GLI SFRATTI IN ABRUZZO, LA MAGLIA NERA ALLA PROVINCIA DI PESCARA

Pubblicazione: 09 giugno 2018 alle ore 09:43

PESCARA - "Il Ministero dell'Interno fornisce i dati sugli sfratti dell'anno 2017 da cui emerge che in Abruzzo gli sfratti aumentano,con la sola eccezione nelle province di Chieti e Teramo dove gli sfratti emessi e le richieste di esecuzione diminuiscono rispetto al 2016. Pescara si conferma come la città più morosa d'Abruzzo, dove aumentano in modo esorbitante le sentenze di sfratto emesse e gli sfratti eseguiti con forza pubblica. C'e' ancora molto da fare nell'ambito delle politiche abitative".

Lo afferma in una nota Walter Rapattoni, segretario Unione Inquilini di Pescara.

"Prendiamo atto - dice - di una leggera diminuzione delle sentenze, delle richieste di esecuzione e degli sfratti eseguiti anche se per molte città come specificato dal Ministero dell'Interno i dati sono incompleti, ma resta necessario che il Comune e il governo avviino piani casa veri basati sul recupero e sull'autorecupero dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico e privato oggi inutilizzato".

In Abruzzo la situazione non è rosea (in conseguenza dei drammatici dati di Pescara).

Nel 2017 le sentenze di sfratto emesse in Abruzzo sono state 2.274 con un aumento del 80,19%. Le richieste di esecuzione sono di 2.087 con un aumento del 82,11% e quelli eseguiti 783 con un aumento del 11,70%.

Analizzando nello specifico i dati in provincia di Pescara la situazione diventa drammatica: sentenze di fratto emesse 1.660 con un aumento del 169,48% ; richieste di esecuzione 1.305 con un aumento del 388,76% ; sfratti eseguiti 451 con un aumento del 34,63%.

"A fronte di questi dati chiediamo di dare risposte alle famiglie che avrebbero diritto a una casa popolare e che aspettano in graduatoria da anni e di usare la leva fiscale al fine di ridurre gli affitti. Serve, infine, un grande investimento per riconvertire il patrimonio pubblico non utilizzato ai fini della residenza sociale. La politica e le istituzioni non possono piu' temporeggiare, e' tempo di agire!", sottolinea Rapattoni.



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