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I NUMERI DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE E GLI EFFETTI DEI FINANZIAMENTI EUROPEI SUL FRONTE DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE

AUTO ELETTRICHE NEI CAPOLUOGHI D'ABRUZZO: ANCORA POCHE, MA NEL 2019 FORSE LA SVOLTA

Pubblicazione: 13 aprile 2019 alle ore 09:15

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L'AQUILA - Le quattro città capoluogo abruzzesi, ad eccezione di Pescara, sono nella bassa classifica per quanto riguarda la mobilità sostenibile, e per numero di mezzi pubblici, automobili e scooter a trazione totalmente elettrica, ed anche per numero di colonnine di ricarica. 

A dirlo il rapporto "Le città elettriche", il primo rapporto sulla mobilità sostenibile in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE, e che ha analizzato i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: inquinamento, tasso di motorizzazione, integrazione tra trasporto pubblico, car sharing, spostamenti a zero emissioni, ovvero su mezzi elettrici, ma anche in bicicletta o a piedi, e infine la qualità dei Piani Urbani sulla mobilità. 

Pescara nella classifica generale, risulta essere il primo dei capoluoghi abruzzesi al 55° posto, più distanti e in bassa classifica Chieti (83°) L'Aquila (89°) e Teramo (99°). 

E nelle quattro città capoluogo, ha calcolato il Rapporto, circolano 57 auto e scooter elettrici. In tutto l'Abruzzo sono poi presenti 77 colonnine di ricarica. 

Una piccolissima percentuale, dunque, quella dei mezzi elettrici, rispetto al parco macchine circolante.
Questo però avviene un po' in tutta Italia, anche perché il costo delle auto elettriche è ancora troppo elevato, sopra i 30 mila euro, anche con gli incentivi che il governo sta per varare. 

Il 2019 potrà essere anche in Abruzzo l'anno della svolta. Grazie all'adozione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (Pums) e ai relativi fondi europei Por Fers investiti dalla Regione a ottobre 2018, per l'acquisto anche di autobus elettrici. I primi due già circolanti sono stati consegnati a L'Aquila e Chieti, e ne seguiranno altri, con contestuale istallazione di colonnine di ricarica. 

Entro il 2019 solo a L'Aquila è previsto l'acquisto di altri 10 autobus completamente elettrici, che saranno alimentati, nelle intenzioni dell'Ama, la società comunale dei trasporti, grazie ai pannelli fotovoltaico i di un capannone della sede centrale, sul cui tetto c'è ora pericoloso amianto. 

Nella stessa direzione si stanno muovendo anche gli altri comuni capoluogo. E altre città abruzzesi, non contemplate però nel rapporto di Legambiente. 

"La mobilità elettrica nelle sue diverse forme - spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente - è già oggi competitiva nelle aree urbane ed è arrivato il momento di una scelta di campo per aiutare la sua diffusione in tutte le forme in condivisione auto, motorini e bici, e nel trasporto pubblico. Il motore a combustione può e deve scomparire in Italia a partire dalle città. E se dal mondo l'uscita dal fossile è stata stabilita al 2050, se non prima per rispettare l'accordo di Parigi (1,5 gradi), nelle città, nelle città moderne, il motore a combustione va spento tra il 2030 e il 2035".

Tornando a snocciolare la classifica generale delle città ad emissioni zero: al primo posto troviamo Milano, anche in virtù delle 960 vetture metropolitane, 535 tram e filobus in servizio, 30 autobus elettrici e idrogeno. E un piano che prevede che il trasporto pubblico diventerà tutto elettrico, entro il 2030. Seguono Bologna e Trento.

Menzioni speciali a Firenze, dove circolano 70 taxi elettrici, ad Ostuni in Puglia, dove ai tanti turisti viene data la possibilità i noleggiare quadricicli elettrici a nolo per un minimo di sei ore fino ad un massimo di un anno intero, per escursioni dedicate con guide naturalistiche e culturali. 

Per il Comune di Sardana in Sardegna, per una stat up che intende sfruttare il surplus di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile fotovoltaica, attualmente ceduta alla rete da parte dei numerosi impianti domestici e commerciali, per alimentare le auto elettriche.

Infine la Regione Lazio, che ha stretto un accordo con Enel X per migliorare per la mobilità elettrica nelle aree protette regionali, e dunque anche nel Parco Nazionale D'Abruzzo Lazio e Molise, con la realizzazione di una capillare rete di ricarica. 

In fondo alla classifica ci sono Verbania, Vibo Valentia e Foggia, che invece non hanno certo buone pratiche di cui andare fiere. 

Un occhio di riguardo, nell'indagine è riservata al numero di mezzi elettrici circolanti. 

Per quanto riguarda poi i mezzi ad emissione zero, questo il quadro nei quattro capoluoghi abruzzesi: a Pescara circolano 19 auto e scooter elettrici, a Teramo 18, a L’Aquila 11 a Chieti 9.
Una piccola percentuale, rispetto al parco macchine circolante, ma questo avviene un pò in tutta Italia, anche perché il costo delle auto elettriche è ancora troppo elevato, sopra i 30 mila euro, anche con gli incentivi che il governo sta per varare. 

Altro indicatore significativo, da questo punto di vista, è il numero di colonnine di ricarica, il "distributore" che se non è capillare ne territorio, rappresenta un forte disincentivo ad acquistare auto elettriche.

In Italia, buona notizia, le colonnine, sono passate da 2.368 a 5.507, in un solo anno, di potenza superiore a 11 kw, per automobili e ricariche veloci, e di potenza inferiore a 11 Kw, a ricarica lenta, ottimale per due ruote. Le regioni con maggior numero di colonnine di ricarica veloce è la Lombardia (1.134), seguito da Trentino-Alto Adige (709), Veneto (528), e Toscana (524) 

L'Abruzzo è invece terz'ultimo, con sole 48 postazioni, precedendo solo la Basilicata e il Molise.
Per le colonnine a ricarica lenta, sotto gli 11 kw, prima è la Toscana (699), seconda la Lombardia (499) e terzo il Lazio, (234).

Anche qui Abruzzo è quintultima con appena 29 colonnine, davanti a Calabria, Campania, Basilicata e Molise.

 



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