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AUTONOMIA: PD, ''ABRUZZO RISCHIA DI PERDERE MILIONI''

Pubblicazione: 09 agosto 2019 alle ore 12:52

PESCARA - Sul progetto di autonomia differenziata proposto dalla Lega, il Partito Democratico dice no e parla di pericoli, per l'Abruzzo e il Mezzogiorno.

Questa mattina a Pescara, gli esponenti del Pd, unitamente a hanno spiegato le motivazioni della loro contrarietà.

Queste le parole del segretario regionale Michele Fina del Pd: "A proposito di autonomia differenziata ieri il ministro Salvini, nell'avvio della crisi di Governo ci è venuto a dire che è ora di dire basta ai no per la ricerca del petrolio, ed è venuto a dirlo nella Regione di Ombrina Mare e con questo ha voluto dire che c'è bisogna di tornare indietro invece che andare avanti".

"Con l'autonomia differenziata - ha spiegato Fina - l'Abruzzo subirebbe un taglio di milioni e milioni di euro. Matteo Salvini ha iniziato questo tour per spiegare al sud come suicidarsi. Come fare in modo che, dopo il referendum di Veneto e Lombardia, miliardi e miliardi di entrate fiscali rimangano al nord, e finiscano unità e solidarietà nazionale e le nostre scuole, la nostra sanità e le nostre infrastrutture non siano più finanziate per permetterci di unire il Paese".

"Questo è un messaggio sadico, e se ci sarà una campagna elettorale noi risponderemo al fianco dell'Abruzzo, al fianco del nostro simbolo che vuole essere il Guerriero di Capestrano tricolore. Voglio spiegare - ha detto ancora Fina - che la sinistra in Italia, dalla Costituente in poi è il partito delle autonomie e del rispetto dei territori, ma la parola autonomia è il contrario della parola secessione perché prevede una unità nella quale ogni parte svolge una sua funzione".

"E quindi che si debba riordinare lo stato e rivedere alcune competenze e riportarle al centro va benissimo, ma ora invece stiamo parlando di una aggressione che il presidente di Veneto e Lombardia hanno fatto al Governo perché vogliono sia rispettato quello che loro hanno approvato nel loro referendum e in pratica una sola cosa: mantenere il 90% delle risorse fiscali al nord, il che significa dati Svimez di qualche giorno fa, un aumento dell'emigrazione da parte del sud, e un impoverimento del meridione e quindi la secessione nei fatti".

"Hanno cambiato nome - ha concluso Fina -, ma l'autonomia differenziata è la secessione".



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