AUTOSTRADA TIRANA-DUBROVNIK, L'ABRUZZO DICE SI' E D'ALFONSO ESULTA

Pubblicazione: 06 dicembre 2017 alle ore 12:15

foto Lilia D'Alesio
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PESCARA - “Vogliamo rendere priorità la realizzazione dell'autostrada Tirana -Dubrovnik, che arma e vivifica la Euroregione Adriatico-Ionica, una infrastruttura di circa 300 chilometri che viaggia in parallelo ad un'altra opera da noi molto attesa, ovvero il prolungamento delle reti Ten-T alla linea ferroviaria Ancona-Bari. Il Parlamento europeo ha riconosciuto come priorità l'una e l'altra, adesso vanno concepite le progettazioni”.

Lo ha detto ieri il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso all'università “D'Annunzio” durante il Seminario di studio ‘Albania. Laboratorio Tirana’ che ha visto anche la partecipazione del sindaco di Tirana Erion Veliaj, che ha fatto visita anche al municipio. 

“L’autostrada consentirebbe - ha aggiuto D’Alfonso, che ricopre anche la carica di vicepresidente vicario dell'assemblea generale dell’Euroregione Adriatico-Ionica - da un lato un avvicinamento fisico della penisola balcanica all'Italia, dall’altro un rafforzamento dell'interoperabilità e relazionalità tra le due sponde dell'Adriatico, al punto da ottenere da parte degli Stati interessati il pieno accoglimento del progetto di estensione del corridoio trasportistico Baltico-Adriatico dal porto di Bari al porto di Ancona, dando così attenzione ulteriore all'emendamento approvato dal Parlamento europeo il 28 ottobre 2015 concernente il prolungamento del corridoio all'intera dorsale adriatica”.

“Si tratta di due opere da mettere in campo per raggiungere definitivamente gli obiettivi di integrazione della rete trasportistica europea e di coesione territoriale nello spazio europeo Adriatico-Ionico”, ha detto ancora il governatore che poi ha concluso sottolineando che “Oggi sono presenti due dirigenti di Anas International per la progettazione della Tirana -Dubrovnik. Il nostro sostegno alla realizzazione di questa infrastruttura ci aiuterà nel supportare l'estensione delle reti Ten-T alla linea adriatica, che non è un’opera soltanto italiana ma dedicata a tutta l'Euroregione”.

SINDACO DI TIRANA, ''STUDENTI PER GUARDARE AL FUTURO, ABRUZZO E ALBANIA IMPARANO L'UNO DALL'ALTRA''

Molto animata la partecipazione degli studenti delle facoltà di Economia, Architettura e Lingue, al fine di saldare e conoscere le più svariate possibilità di interscambio tra due realtà molto vicine. 

“Partire dall’università e dagli studenti per guardare al futuro - le parole di Veliaj ad AbruzzoWeb - perché sono numerosissimi gli studenti albanesi anche qui in Abruzzo, si tratta di un potenziale che preannuncia una grande crescita nel momento del loro ritorno in Albania”.

Anche gli ex studenti abruzzesi investono in Albania, come ha fatto il giovane imprenditore, Daniele Petrocco, che ha in questi giorni avviato un’attività nel centro di Tirana, “un progetto - ha dichiarato a questo giornale - per veicolare le eccellenze enogastronomiche d’Abruzzo verso i Balcani. Ho aperto un ufficio nell’Istituto di Cultura, ci sono molti albanesi di ritorno in Albania che sono rimasti catturati dal made in Abruzzo, ma ci sono anche tanti abruzzesi che lavorano lì”.

“Vogliamo creare a Tirana - ha annunciato l’imprenditore - il Parco d’Abruzzo, che sarà un bosco orbitale. Abbiamo fatto del male in Albania alla natura perché ritenevamo che tutto l’esistente fosse negativo perché prodotto dai comunisti ma gli alberi non hanno un’ideologia ed oggi abbiamo l’opportunità di ridonare alla natura ciò che le abbiamo ingiustamente tolto”.

“L’Albania - secondo il primo cittadino di Tirana Erion Veliaj - può insegnare all’Abruzzo come sia necessario avere meno burocrazia e più innovazione nell’amministrazione pubblica. Noi abbiamo tasse bassissime e una burocrazia assai rapida. Dall’Abruzzo, invece, possiamo imparare come preservare la città e gestire momenti di crisi, sia finanziarie ch ad eventi naturali come i terremoti”.

Del resto, quello tra l’Albania e l’Abruzzo è un legame storico testimoniato dall’isola linguistico-culturale di Villa Badessa (Pescara), considerata come un'autentica “oasi orientale” in cui si mantengono il rito bizantino e tutte le tradizioni religiose a esso collegate, assieme al patrimonio artistico ed alcune vestigia architettoniche e urbanistiche.

Veliaj ha quindi fatto visita alla comunità di Villa Badessa, dove è stato accolto dai canti liturgici tradizionali in lingua arbereshe e dalla preparazioni dei piatti arbereshe che costituiscono un forte legame con la terra degli antenati, come il tepsi, il collivi ed il pipecchio.

“Una piccola ma stretta comunità - ha commentato - ma che per noi ha un valore inestimabile perché questa terra d’Abruzzo nella storia ci ha sempre accolti ed ancora ci accoglie con la mente, il cuore e le braccia aperte”.



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