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AUTOSTRADE: LOLLI, ''CHIAMEREMO ABRUZZO A SCENDERE IN PIAZZA''

Pubblicazione: 08 ottobre 2018 alle ore 13:00

Giovanni Lolli

PESCARA - Le autostrade tra Abruzzo e Lazio A24 e A25 "sono dello Stato e non può pagare l'Abruzzo con i propri soldi".

Lo afferma il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che in una conferenza stampa ha giudicato "gravissimo lo scippo di 200 milioni" caricati, come previsto nel decreto Genova, sul Masterplan dell'Abruzzo.

"Se questo abominio non viene cancellato chiameremo l'Abruzzo a scendere in campo".

Lolli ha sottolineato che i 750 milioni di Masterplan sono già impegnati per il 70%. 

"Dei 753 milioni di progetti del Masterplan dell'Abruzzo - ha spiegato Lolli - 700 sono già convenzionati; e di questi 536 milioni di euro sono stati già caricati sulla banca dati unitaria del ministero. L'Abruzzo per una volta è virtuoso, infatti ha la percentuale larghissimamente più alta d'Italia di questo impegno".

"Dove dovremmo tagliare - chiede Lolli - sul dissesto idrogeologico? o sulle strade provinciali? Qui la cosa è gravissima".

Mercoledì, riferisce Lolli, è stata fissata una riunione al Ministero della Coesione "dove vado anche io, insieme al dg della Regione Vincenzo Rivera".

Lolli annuncia inoltre l'intenzione di convocare lunedì prossimo un'assemblea con tutti i beneficiari dei progetti del Masterplan, i sindacati, e Confindustria "per decidere tutti insieme come reagire a questo scippo. Io - aggiunge - non mi devo candidare e vorrei fare un fine carriera con dignità".

Inoltre a Di Maio e a Salvini dice: "Come dicono loro, prima i cittadini ma anche siamo buoni, istituzionali, ma non siamo fessi".

"Spero di non arrivare a tanto ma qualora ci mettessero all'angolo, andiamo a Roma", aggiunge Lolli sottolineando che con le dovute differenze e con la dovuta gravità di quello che è successo a Genova "cosa sarebbe successo se avessero detto ai Liguri il ponte ora ve lo pagate voi?".

Il dg Rivera ha precisato che si tratta di un "rallentamento di flussi di cassa e non di un definanziamento".

Viene chiesto all'Abruzzo di anticipare la somma per la messa in sicurezza immediata dell'A24 e dell'A25 e questa somma verrebbe restituita dal 2021 con 50 milioni l'anno.

Ma - fa notare Lolli - c'è il problema di chi e come anticipare queste somme che spettano per l'80% alla Regione Abruzzo e il 20% alla regione Lazio. Contatti ci sono stati con il presidente Nicola Zingaretti. Il Lazio, fa osservare Lolli, è però più indietro rispetto alle convenzioni del Masterplan.

Sindaci e soggetti attuatori dei progetti del Masterplan Abruzzo in allarme in merito a quanto contenuto nel decreto Genova in cui si prevede che 250 milioni di euro necessari alla messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 siano anticipati dalle Regioni Abruzzo (200 milioni) e Lazio (50 milioni), a valere sulle assegnazioni per gli interventi nell'ambito dei patti di sviluppo.

Dei 753 milioni di fondi Fsc assegnati all'Abruzzo per il Masterplan, 700 milioni sono già convenzionati e, di questi, 536 sono già stati caricati sulle piattaforme ministeriali, e contemporaneamente gli assegnatari hanno inserito i finanziamenti nei loro bilanci, ricevendo in alcuni casi anche anticipi. "È chiaro, quindi, che, se la norma del Decreto non dovesse essere modificata in Parlamento, si verificherebbe una situazione di caos indicibile, con un altissimo rischio di contenziosi" dice il presidente vicario della Regione Abruzzo.

La messa in sicurezza della A24 e A25 "è una priorità", sottolinea Lolli, tanto che a luglio, prima del crollo del ponte Morandi a Genova, c'è stata una riunione con i tecnici del ministeri della Coesione e dei Trasporti e anche della Regione Lazio. Lì era emersa la difficoltà del concessionario Strada dei Parchi "a farsi anticipare dalle banche il finanziamento statale, stanziato e non ancora erogato. In quella sede - continua Lolli - le Regioni avevano dato la disponibilità a rinviare alcuni progetti", nel caso dell'Abruzzo si era parlato del prolungamento della tangenziale di Pescara e dell'acquisto di nuovo materiale rotabile, destinando le relative risorse ai lavori sulle autostrade.

"Nel Decreto Genova, però - dice Lolli - di tutto questo non c'è traccia e si parla solo di anticipazioni di cassa quasi interamente a carico della nostra Regione".

Dall'ammontare totale dei fondi destinati al Masterplan, ancora fuori convenzioni 53 milioni di euro. In particolare, 10 milioni difesa suolo, 10 milioni per Collemaggio, due milioni a Ortona per il collegamento con il porto, due milioni sulle piste ciclabili, 11,5 milioni per il depuratore di Pescara, 7 milioni per Passo Corese.

"In questa storia - sottolinea Lolli - c'è una serie di evidenti anomalie: la prima riguarda la natura dell'intervento di messa in sicurezza delle autostrade, che è di competenza statale, in quanto è lo Stato che incassa il canone di 56 milioni di euro l'anno dal concessionario, non certo la Regione. Stabilito questo, va anche precisato che siamo perfettamente consapevoli dell'urgenza degli interventi e proprio per questo, già prima del crollo del ponte Morandi a Genova, avevamo discusso con il Governo delle iniziative da intraprendere.

Con il precedente esecutivo eravamo riusciti a ottenere lo stanziamento dei 250 milioni (in rate da 50 milioni l'anno a partire dal 2021), una parte dei quali è già nelle casse del concessionario, a cui è stata data la possibilità di trattenere l'ammontare dei canoni relativi agli ultimi 2 anni, pari a circa 110 milioni di euro, destinandoli ai progetti per la messa in sicurezza dell'infrastruttura. Oggi, invece, scopriamo che anche questa somma non è stata tenuta in considerazione nei conteggi fatti dal Governo".



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