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BALLOTTAGGIO GIULIANOVA: LA SFIDA TRA COSTANTINI E TRIBUIANI, SI VOTA DALLE 7

Pubblicazione: 09 giugno 2019 alle ore 07:45

GIULIANOVA - È il giorno dell'ultima parola per i cittadini di Giulianova chiamati di nuovo alle urne, dalle 7 alle 23, per il ballottaggio, come altri 135 comuni italiani, dopo le elezioni amministrative dello scorso 26 maggio.

E dovranno scegliere tra un civico di centrodestra, Jwan Costantini, che potrebbe essere appoggiato anche senza apparentamenti ufficiali, dalla sinistra fuori dai giochi, e Pietro Tribuiani che, se eletto, potrebbe regalare alla Lega anche la conquista di Giulianova, terzo comune sopra i 15 mila abitanti delle amministrative abruzzesi, dopo quelle di Pescara e Montesilvano.

Una sfida avvincente quella che si consumerà oggi nella città adriatica, antico feudo della sinistra tornato al voto dopo le dimissioni, nell'ottobre scorso, del sindaco Francesco Mastromauro di Articolo 1, che aveva lasciato per candidarsi al Consiglio regionale, senza centrare l'elezione.

In campo dopo il primo turno sono rimasti Costantini, ex coordinatore locale di Forza Italia che ha rotto con gli azzurri e ha deciso di correre in solitaria, ottenendo un sorprendente 30,98% pari a 4.050 voti, appoggiato da sei e composite liste civiche. Tra esse c'è Azione politica di Gianluca Zelli che si era alleata con il centrodestra alle regionali del 10 febbraio, ha eletto l'aquilano Roberto Santangelo, per poi rompere dopo pochi giorni dalla vittoria, con la maggioranza di Marco Marsilio, viste le briciole riservategli nella composizione della giunta, subendo infine il "tradimento" di Santangelo, che non ci ha pensato nemmeno ad andare all'opposizione, come indicato da Zelli, ottenendo così la vicepresidenza del Consiglio.

Ad inseguire il leghista Pietro Tribuiani, con il 28,9%, pari a 3.783 voti. Ad appoggiarlo i salviniani che primeggiano con il 16,5%, il movimento Idea di Gaetano Quagliariello che ha ottenuto un ottimo, 8,4%, Fratelli d'Italia 3,1% e infine Forza Italia, che ha preso un imbarazzante 1,6%

A separare i due contendenti appena 267 voti. Ed è già da parte dei due contendenti caccia ai voti degli esclusi l ballottaggio. Anche se nessun apparentamento è stato fatto.

In primis quello del terzo arrivato, Franco Arboretti, candidato dell'associazione Il Cittadino Governante e di altre due liste civiche,che ha sfiorato il secondo turno con 25,83%. Bisogna vedere se i suoi elettori rimarranno a casa o andranno in gita fuori porta, oppure si franno persuadere dalla corte spietata, e casa per casa, che stanno  a cui questi giorni dedicandosi sia Costantini che Tribuiani.

Nessuna indicazione di voto neanche dal Partito democratico, uscito a pezzi dal primo turno: Gabriele Filipponi, ex capogruppo in consiglio comunale, che ha ottenuto un misero 6,97 % E non eleggerà, nel suo ex feudo, nemmeno un rappresentate in consiglio. I suoi 911 voti, potrebbero essere però anch'essi determinanti.

Eppure il Pd ha invitato tutti i cittadini ad andare alle urne e scegliere il miglior programma: “Seppur nella neutralità, il Pd giuliese – si legge in una nota – tiene a ricordare l’importanza degli strumenti democratici di voto a disposizione della cittadinanza. È importantissimo che i cittadini possano scegliere in piena autonomia i propri rappresentanti. La democrazia si basa sulla partecipazione; se non si va a votare questa smette di esistere”.

E in molti ritengono che l'indicazione sia in realtà quella di votare il "meno peggio", ovvero Costantini, pur di impedire al centrodestra ufficiale di vincere anche a Giulianova. Per consetire al pd, uscito male dalle elezioni ammistrative, di poter dire che l'onda leghista, almeno il questo tratto dell'adriatico, si è arrestata.

Del resto in lista con Costantini ci sono anche esponenti che provengono dalla sinistra giuliese,ed hanno reti di realzioni nel Pd e dintorni di tutto rispetto.

C'è infine il Movimento 5 stelle che con Mauro Di Criscenzo ha preso un deludente 7,2% pari a 893 voti. M5s, come è suo costume, si è tirato fuori dai giochi. Sarà interessane vedere però se gli elettori pentastellati andranno eventualmente a votare il candidato del loro alleato di governo, la Lega appunto.



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