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DOMENICA SFIDA TRA CIVICO CENTRODESTRA E CANDIDATO LEGA, SINISTRA USCITA A PEZZI TENTATA DA APPOGGIARE IL PRIMO; CACCIA AI AI 3.376 VOTI DEL TERZO ARRIVATO ARBORETTI INCOGNITA MOVIMENTO 5 STELLE

BALLOTTAGGIO GIULIANOVA: TRA COSTANTINI E TRIBUIANI SINISTRA TENTATA DA 'MENO PEGGIO'

Pubblicazione: 05 giugno 2019 alle ore 21:04

GIULANOVA - Un civico di centrodestra Juan Costantini, che potrebbe essere appoggiato anche senza apparentamenti ufficiali, dalla sinistra fuori dai giochi. Pur di impedire alla Lega e ai suoi alleati, di appuntarsi sul petto, con il candidato sindaco Pietro Tribuiani, anche la conquista di Giulianova, terzo comune sopra i 15 mila abitanti delle amministrative abruzzesi, dopo quelle di Pescara e Montesilvano. 

Questo lo scenario che rende avvincente la sfida di domenica dei ballottaggi della città adriatica. 

Antico feudo della sinistra tornato al voto dopo le dimissioni, nell'ottobre scorso, del sindaco Francesco Mastromauro di Articolo 1, che aveva lasciato per candidarsi al Consiglio regionale, senza centrare l'elezione.

In campo dopo il primo turno sono rimasti Jwan Costantini, ex coordinatore locale di Forza Italia che ha rotto con gli azzurri e ha deciso di correre in solitaria, ottenendo un sorprendente 30,98% pari a 4.050 voti, appoggiato da sei e composite liste civiche. Tra esse c'è Azione politica di Gianluca Zelli che si era alleata con il centrodestra alle regionali del 10 febbraio, ha eletto l'aquilano Roberto Santangelo, per poi rompere dopo pochi giorni dalla vittoria, con la maggioranza di Marco Marsilio, viste le briciole riservategli nella composizione della giunta, subendo infine il "tradimento" di Santangelo, che non ci ha pensato nemmeno ad andare all'opposizione, come indicato da Zelli, ottenendo così la vicepresidenza del Consiglio. 

Ad inseguire leghista Pietro Tribuiani, con il 28,9%, pari a 3.783 voti. Ad appoggiarlo i salviniani che primeggiano con il 16,5%, il movimento Idea di Gaetano Quagliariello che ha ottenuto un ottimo, 8,4%, Fratelli d'Italia 3,1% e infine Forza Italia, che ha preso un imbarazzante 1,6%

A separare i due contendenti appena 267 voti. Ed è già da parte dei due contendenti caccia ai voti degli esclusi l ballottaggio. Anche se nessun apparentamento è stato fatto. 

In primis quello del terzo arrivato, Franco Arboretti, candidato dell'associazione Il Cittadino Governante e di altre due liste civiche,che ha sfiorato il secondo turno con 25,83%.

Ed ora i suoi 3.376 voti sarebbero determinanti. Peccato però che Arboretti ha già all'indomani del voto chiuso ad ogni ipotesi di apparentamento, spiegando che Tribuiani è esponente della Lega e il candidato Costantini è stato fino all’inizio della campagna elettorale coordinatore di Forza Italia per poi "trasformarsi in candidato di un inventato polo civico che raccoglie vecchi e logori esponenti del centro-destra e del centrosinistra. Si sono divisi solo perché entrambi volevano la poltrona di candidato sindaco, ma poco o nulla li differenzia per ciò che concerne i programmi e la visione della città". 

Bisogna vedere se i suoi elettori rimarranno a casa o andranno in gita fuori porta, oppure si franno persuadere dalla corte spietata, e casa per casa, che stanno  a cui questi giorni dedicandosi sia Costantini che Tribuiani. 

Non ha dato indicazioni voto nemmeno il Partito democratico, uscito a pezzi dal primo turno: Gabriele Filipponi, ex capogruppo in consiglio comunale, che ha ottenuto un misero 6,97 % E non eleggerà, nel suo ex feudo, nemmeno un rappresentate in consiglio. I suoi 911 voti, potrebbero essere però anch'essi determinanti. 

Nemmeno il Pd non ha fatto apparentamenti e non ha fornito un’indicazione diretta di voto. Ma questo il punto, ha invitato tutti i cittadini ad andare alle urne e scegliere il miglior programma.

“Seppur nella neutralità, il Pd giuliese – si legge in una nota – tiene a ricordare l’importanza degli strumenti democratici di voto a disposizione della cittadinanza. È importantissimo che i cittadini possano scegliere in piena autonomia i propri rappresentanti. La democrazia si basa sulla partecipazione; se non si va a votare questa smette di esistere”.

E in molti ritengono che l'indicazione sia in realtà quella di votare il "meno peggio", ovvero Costantini, pur di impedire al centrodestra ufficiale di vincere anche a Giulianova. Per consetire al pd, uscito male dalle elezioni ammistrative, di poter dire che l'onda leghista, almeno il questo tratto dell'adriatico, si è arrestata. 

Del resto in lista con Costantini ci sono anche esponenti che provengono dalla sinistra giuliese,ed hanno reti di realzioni nel Pd e dintorni di tutto rispetto. 

C'è infine il Movimento 5 stelle che con Mauro Di Criscenzo ha preso un deludente7,2% pari a 893 voti. M5s, come è suo costume, si è tirato fuori dai giochi. Sarà interessane vedere però se gli elettori pentastellati andranno eventualmente a votare il candidato del loro alleato di governo, la Lega appunto. Oppure, visti tormenti del vacillante governo giallo-verde daranno il loro sostegno, per sfregio, all'avversario Costantini. 



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