• Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

BANCHE, ''MPS DEVE ESSERE NAZIONALIZZATO''
''MA C'E'CHI VUOLE RISPARMI DEGLI ITALIANI''

Pubblicazione: 23 dicembre 2016 alle ore 07:36

di

L’AQUILA - “È ora che lo Stato nazionalizzi alcune banche, tra cui il Monte dei Paschi di Siena che, volendo, si potrebbe salvare senza problemi, magari per ricominciare ad acquistare titoli di Stato oltre a ripristinare la separazione tra banche commerciali e banche di investimento".

L'auspicio ad AbruzzoWeb arriva da Alessio Farinella, esperto di mercati finanziari e referente economico per la Toscana della Mosler Economics-Modern money theory, per il quale "a essere a rischio è tutto il sistema bancario italiano, nell’ottica di distruzione economica del nostro Paese” proprio nel momento in cui, per fare da scudo alle banche, il governo italiano sta chiedendo al Parlamento di autorizzare fino a 20 miliardi di debito pubblico in più per il 2017 e mentre c’è chi ancora si lecca le ferite dopo il crac di Banca Etruria, Carichieti, Carife e Banca Marche.

Tutto questo in un clima tesissimo, tra incubo bail-in e a un passo dalle conversioni dei bond subordinati in azioni e della tranche di aumento di capitale destinata a risparmiatori e azionisti.

“Non si capisce perché il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, trovi senza problemi i soldi per comprare i titoli italiani sul mercato secondario, ma poi improvvisamente, se c'è da salvare il Monte dei Paschi di Siena, chiude il portafoglio - spiega Farinella - In fondo, non hanno un problema tecnico nel farlo. Lui stesso ha ammesso, in risposta alla domanda di un giornalista, che la Bce non può finire i soldi, e questo è normale per una banca centrale, ma allora mi chiedo come mai si debba ricorrere a tirare fuori i soldi dal debito pubblico italiano e quindi in area euro dalle tasche dei cittadini per salvare una banca. L’unica risposta che mi viene in mente è: per togliere altri soldi dai risparmi privati”.

Secondo l'esperto, “l’obiettivo delle grandi forze sovranazionali è chiarissimo: sottomettere il sistema bancario per spolpare ancora l’Italia. D’altra parte, è stato fatto di tutto per portare le banche a una situazione terribile, togliendo loro la ‘museruola’, permettendo la quotazione in borsa, le speculazioni, la vendita di prodotti finanziari stramarci, cioè tutte quelle azioni che non sono da banca”.

Passaggio importantissimo in quest’ottica, la crisi finanziaria del 2007-2008, “che ha svelato la modalità di intervento delle banche centrali negli ‘affari’ bancari, modalità un po’ ‘strana’: mettiamo i soldi, quindi ci date le schifezze tossiche che avete in pancia, noi vi diamo denaro fresco e voi potete continuare a fare i vostri porci comodi. La volontà, insomma, era di mandare avanti il sistema con le stesse storture che hanno prodotto una crisi mondiale”.

Questo perché, è la convinzione del tecnico, "il disegno finale, o se vogliamo essere ‘buoni’ un disegno con obiettivi quantomeno intermedi, è di distruggere gli Stati. E tra i modi a disposizione per fare questo, c’è senza dubbio la distruzione dei sistemi bancari nazionali. E se guardiamo ai numeri, ci rendiamo conto che il 97 per cento della moneta che circola è a credito - continua ancora - Dunque, dopo che in Europa sono state tolte le sovranità monetarie e fiscali agli Stati, dopo aver imposto austerità, pareggio di bilancio, tagli feroci allo stato sociale, uno dei ‘piatti’ più succulenti rimasti è proprio il settore bancario. Tolto quello, cosa rimane? Ogni ‘pezzo’ è stato imbrigliato con un preciso obiettivo. Non c’è alcun dubbio”.

C’è poi da considerare un aspetto che si incastra alla perfezione in questo quadro: le banche, come ammette Farinella, "sono ormai totalmente sganciate dall’economia reale".

“Le banche sono tendenzialmente pro-cicliche, quindi erogano o non erogano prestiti a seconda dello stato di salute dell’economia, nel nostro caso un’economia distrutta - rimarca ancora - E allora, scatta un meccanismo per cui si tende a prestare a chi non ne ha bisogno, perché ha un rating buono, mentre chi avrebbe bisogno di credito per magari mandare avanti un’azienda, viene ignorato e lasciato fallire. E c’è ancora chi crede che una banca sia buona perché magari ha molti sportelli!. Ma una banca funziona se è legata al territorio, se è parte del sistema di sviluppo di un territorio, non se ha un tot di sportelli".

"Se poi aggiungiamo che in una nazione con 4 milioni di partite Iva che non fanno profitto su un totale di 4,5 milioni di partite Iva, in una nazione diventata grande grazie alle piccole e medie imprese nonostante tutto ancora competitive, cosa può uscire di buono? E pensare che era proprio questo modello economico che si volevano distruggere negli anni ’80, quando arrivò il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia...”, evidenzia.

Eppure, fa notare Farinella, anche nella ‘gabbia’ dell’Euro, in cui si è padroni di poco o nulla, “potrebbero essere fatte molte cose, compresa la messa in circolazione di moneta, con tagli diversi da quelli emessi dalla Banca centrale europea, sul territorio nazionale. In Germania, per esempio, circola una moneta da 5 euro - ricorda - Per capirci, le vie di fuga dall’Euro, che è di fatto una moneta senza Stato che gli Stati non più sovrani devono prendere in prestito e restituire con gli interessi, ci sono, ma manca la volontà politica”.

“Ed è normale che sia così, visto che a governarci sono soprattutto ‘camierieri’ a libro paga di grandi potentati economici sovranazionali”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui