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ANCORA ROVENTI POLEMICHE SU FESTIVAL DEGLI INCONTRI, DIRETTRICE ARTISTICA E FUMETTISTA IN CITTA' INVITATI DA ALCUNI CITTADINI, DURE CRITICHE AL PRIMO CITTADINO, ''SOLIDARIETA' A CHI NON L'HA VOTATO''

BARBAGALLO E ZEROCALCARE A L'AQUILA: ATTACCO A BIONDI, ''LABORATORIO FASCISTA''

Pubblicazione: 22 gennaio 2020 alle ore 20:25

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L'AQUILA - "Non voglio fare polemiche con il sindaco Pierluigi Biondi, ma  il suo messaggio di benvenuto di ieri se lo poteva risparmiare, dopo aver affondato il Festival degli incontri per motivi ideologici, dopo i violentissimi attacchi che abbiamo subito". E ancora, in crescendo, "ho l'impressione che sia qui in corso un laboratorio fascista".

E per fortuna che Silvia Barbagallo, direttrice artistica della kermesse da 700 mila euro di fondi post sisma,  che doveva essere svolta a ottobre a L'Aquila, e poi cancellata dopo un rovente scontro con il Comune, e il sidaco in primis, non voleva fare polemiche. 

Non poche sono infatti le cannonate partite in una gremita sala conferenze della libreria Colacchi, in corso Vittorio Emanuele.  

Con lei il popolarissmo disegnatore Zerocalcare, al secolo Michele Rech, e l'ex presidente del Tsa Annalisa De Simone, ideatrice del Festival, a moderare il giornalista Nello Avellani.

Barbagallo e Zerocalcare sono venuti in città per rispondere all’appello rivolto da un gruppo di cittadini aquilani, a seguito dello strappo con il Comune dell'Aquila che aveva portato alla cancellazione del festival, con il niet del sindaco Biondi,  alla partecipazione di due personaggi in particolare, lo scrittore Roberto Saviano e appunto Zerocalcare, di "sinistra" e "divisivi", per poi virare le critiche sulla poca chiarezza del programma stesso, per i costi che ammontano a ben 700 mila euro per una  kermesse di soli 4 giorni, bollata come un "lunapark della sinistra".

Ieri, in un video messaggio, Biondi ha cercato di smorzare i toni addirittura auspicando il contributo della direttrice artistica per la candidatura dell'Aquila a Capitale della cultura, ribadendo, ancora una volta, come non sia mai stato possibile confrontarsi con lei in merito al programma del Festival. 

I fondi comunque sono stati salvati dal ministro della Cultura Dario Franceschini, anche se non si sa quando e come il festival sarà svolto.

In sala anche tanti esponenti poltici del centrosinistra , come l'ex presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, la deputata Pd Stefania Pezzopane, l'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, solo per citarne alcuni.

Tanti i fan di Zerocalcare, e anche lui non ha fatto mistero di essere "divisivo".

"Sono stato coinvolto in qualità di casus belli - ha affermato - ma non credo che il sindaco abbia mai letto i miei fumetti, nel senso che Saviano è molto piu famoso di me. Per fortuna non è stato accettato il compromesso di bilanciare la mia presenza e quella di Saviano: sarei stato io a dire no. Se inviti un antifascista, devi invitare un fascista? Questa logica dell'equidistanza mi fa orrore. Comunque non mi vivo questo sindaco, sono di Roma".

"C'è chi non l'ha votato, questo sindaco, a loro va la mia solidarietà. Non mi stupisce che un politico cerchi di affermare le sue idee. Con questa logica però qui non è stato massacrato solo questo Festival, anche il festival della montagna, che era una splendida manifestazione". 

Zerocalcare non ha poi voluto rilasciare dichiarazioni, e al termine dell'incontro è  stato assalito dai fan che chiedevano un autografo in calce ai suoi fumetti cult.

A entrare nel merito delle vicenda e a togliersi non pochi sassolini dalle scarpe, Barbagallo e De Simone.

Questo il passaggio più duro: "E' stato faticoso  subire attacchi di una violenza inaudita da parte del sindaco Biondi. Non si era mai vista una situazione del genere per chi fa palinsesti culturali. La vicenda del festival della montagna è un'altra cosa che ci ha colpito moltissimo. Ci è sembrato quasi che ci sia a L'Aquila un laboratorio, scusate il temine, di città fascista. E questo dall'esterno, vi posso dire, è una cosa inquietante. Se in tre mesi vengono abbattuti due festival, c'è una visione della cultura abbastanza preoccupante".

Sul costo ritenuto eccessivo, Barbagallo ha spiegato innazitutto che "lo stanziamento non l'ho deciso io, ma il ministero, in base ai parametri che ha inteso adottare. Con il sindaco non mi sono mai incontrata, è vero, ma il programma è stato costruito anche senza professionalità fondamentali, visti i fondi e contratti bloccati. I grandi festival hanno bisogno di squadre adeguate. E qui a L'Aquila non sono mai state contrattualizzate".

Alla domanda di Avellani sulle ragioni politiche dello scontro, Barbagallo ha poi lanciato altre accuse.

"Il conflitto,  inutile girarci intorno  -  ha affermato  - è  nato sui nomi non digeriti dal sindaco, quello di Zercalcare e Saviano. Ma io ho rivedicato la libertà della direzione artistica,  e ovviamente ho confermato i due nomi. Non c'era la ragione di cancellarli, tenuto conto del loro prestigio.  E questo ha portato all'uccisione del festival. Quello che fa riflettere é  che in altre città il Comune si mette sempre  a disposizione degli organizzatori dei grandi eventi. Qui invece ci è stato negato tutto. Se hai i tempi stretti e molti soldi da gestire, non si possono mettere i bastoni tra le ruote. A luglio il contenuto c'era, ed era di grande spessore, ma il contenitore no, per responsabilita del Comune, che non ci ha indicato gli spazi e la  logistica, e poi con il sindaco che ci ha lanciato accuse e offese gravissime, mettendo in dubbio anche la mia professionalità e le mie competenze". 

Prende la parola De Simone: "ho iniziato a parlare del festival due anni fa, con il sindaco Massimo Cialente,  poi con il sottosegretario Gianluca Vacca. Ci sono polemiche sui costi. Non era detto che in governo stanziasse un milione di euro per il decennale e per due soli grandi eventi, la riqualificazione del polo museale, 300 mila, e 700mila appunto per il festival. Una grande opportunità, con i tanti  eventi  in programma, ci sarebbe stata una partecipazione da tutto il Paese, con una  campagna promozionale mirata ed efficace a livello nazionale, pronta ad essere attivata. Non  capisco perché questo non sia stato preso in considerazione dal sindaco". 

Guardando al futuro De Simone ha spiegato che "questo governo con il ministro Dario Franceschini e l'interesse di Stefania Pezzopane, sono stati messi per fortuna in sicurezza i fondi, che ora sono in capo alla presidenza del Consiglio, c'è  già stata un'interlocuzione con  il sottosegretario Vincenzo Spadafora, che ha delega ai Grandi eventi. Contiamo che il lavoro creativo e organizzativo  già fatto sia mantenuto e conservato. Nel giro di un mese avremo informazioni piu precise". 

E la chiosa,  "la politica del localismo non ci  porta da nessuna parte. Quando si hanno adeguati soldi pubblici, bisogna puntare alto. Per questo serve affidarsi a professionisti con esperienza sul campo, per alzare l'asticella".

Prende la parola  Pezzopane: "Stava passando l'idea di una città diversa da quella  che è e da quella che e sempre stata. Mai è accaduto che un sindaco censurasse un festival. E nessuno si può permettere , come ha fatto Biondi, di dire che questa è una citta di nobili, e i plebei non possono entrare. Noi tutti apparteniamo alla categoria dei cittadini, Biondi se ne facesse una ragione, la città va governata, non comandata". 

E ha confermato:  "i soldi ci sono, spostati dai Beni culturali alla presidenza del Consiglio dei ministri, in modo tale che non ci siano termini perentori per l'utilizzo. Franceschini vuole che vengano usati bene. Ora va costituto un comitato, lo faranno Franceschini e il sottosegretario Spatafora, e  l'attuale gruppo è pienamente  legittimato a proseguire il percorso".



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