BELLE ARTI: CRESCONO ISCRITTI ACCADEMIA L'AQUILA,
MIELI ESORTA GLI STUDENTI, ''PIU' LIBRI E MENO WEB''

Pubblicazione: 07 febbraio 2017 alle ore 13:55

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L'AQUILA - "Non sono venuto all'Aquila per sentire o fare piagnistei, è una città provata ma con i numeri e le possibilità per rialzarsi, sono un ottimista e credo che quanto abbiate passato possa aiutarvi meglio a risalire".

Parole pragmatiche ma di speranza quelle di Paolo Mieli, giornalista e scrittore intervenuto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Accademia di Belle Arti con una lectio magistralis su "Gli intellettuali e il regime", estratto dal suo ultimo libro In guerra con il passato. Le falsificazioni della storia.

L'Accademia conta 400 iscritti, di cui 141 sono nuovi, in crescita rispetto allo scorso anno quando furono 92.

"Lieto di intervenire per dialogare con dei futuri creativi, per vincere le guerre dobbiamo prima regolare un conto bellico con il passato, fare chiarezza ed eliminare alcune menzogne", ha aggiunto parlando alla platea di docenti e studenti, con i quali continuerà a dialogare grazie all'istituzione di un corso per la creazione di format televisivi, tenuto da Greta Salvi, autrice di programmi di storia economica.

"Non sono qui a parlare di passato e delle sue falsificazioni, - spiega - ma di Gabriele D'Annunzio, abruzzese, intellettuale, artista e scrittore, un grande anticipatore della modernità. Tentato più volte dalla politica è passato alla storia come uomo di grande cultura, anche oggi, che gli intellettuali facciano il loro lavoro, senza farsi incantare e irretire dal mondo politico".

Un giovane Mieli nel 1971 fu tra i firmatari di una lettera pubblicata dal settimanale L'Espresso, con la quale si esprimeva solidarietà ai colleghi accusati di istigazione a delinquere per il contenuto di alcuni articoli, ritenuti diffamatori.

AbruzzoWeb, ha chiesto allo scrittore ma soprattutto al giornalista quanto oggi politica e società riescano ancora come allora ad influenzare, o, peggio, ad "imabavagliare" l'informazione: "Sono cambiati i tempi - dice - ma da allora sono cambiato anche io. La situazione è totalmente ribaltata, oggi abbiamo una informazione vasta grazie alle sue molteplici fonti e anche grazie al web, dove riusciamo a trovare qualunque cosa".

Parlando dell'Aquila, Mieli ha detto che "lo stress è notevole. L'Aquila è la città più allenata del mondo in tal senso, ma la resilienza dei suoi cittadini è il modello per combattere il clima di paura che si è innestato in tutta Europa. Questa città, viva e con un cuore pulsante cade in ginocchio e e si rialza, cade e si rialza, sono sicuro che questa storia finirà bene".

"Quando ci sono crisi a ripetizione come qui in Abruzzo - aggiunge - bisogna ricordarsi sempre di non rubare, altri scandali portano solo a uno scollamento forte dell'opinione pubblica".

Per Mieli "non bisogna fare piani demagogici ma dare risposte a lunga gettata per i prossimi 20 anni guardando lontano. Le classi dirigenti sono avvezze alle promesse a breve termine pensando alle elezioni e a essere rieletti, piani a effetto da far vedere subito, per colpire e ammaliare ma non sempre di buona riuscita".

Secondo l'editorialista del Corriere della Sera, la falsificazione della storia, tema del suo ultimo libro, non può essere collegata alla situazione dell'Aquila, "perché credo che l'informazione nel suo complesso fatta non solo di carta stampata ma soprattutto di televisione, radio e tanto web sia molto ricca e molto documentata".

Rivolgendosi agli studenti, infine, li ha esortati a studiare, "perché oggi si studia poco. Leggete, leggete i libri di carta, lasciate stare ogni tanto il web. Questi strumenti che ci mettiamo in tasca non aiutano il cervello, bloccano le stimolazioni. Pensate ragazzi, usate la testa e ottemperate agli studi come a un vostro dovere, non esistono solo i vostri diritti. Imparate, crescete, per essere degli uomini e delle donne migliori, non pensando solo 'Cosa ci farò con questo diploma?' Createvi da soli, vi tornerà utile!".

Presenti all'inaugurazione, tra gli altri, il sindaco Massimo Cialente, il prefetto Giuseppe Linardi, il presidente dell'Accademia Roberto Marotta.



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