BEVE ACQUA DEL RUBINETTO E SI SENTE MALE, PROCURA DI
TERAMO APRE FASCICOLO PER ADULTERAZIONE ALIMENTI

Pubblicazione: 16 giugno 2018 alle ore 19:45

TERAMO - La Procura teramana ha aperto un fascicolo sulla donna di 60 anni di Casemolino di Castellalto (Teramo) che nei giorni scorsi è finita al pronto soccorso per dei malori dopo aver bevuto l'acqua del rubinetto di casa.

L'ipotesi di reato contestata, per il momento ad ignoti, come racconta Il Centro, è quella prevista dall'articolo 440 del codice penale: ovvero l'adulterazione di sostanze alimentari.

Il pm Stefano Giovagnoni ha delegato alle indagini i carabinieri forestali che già da qualche giorno hanno avviato l'acquisizione dei primi atti, a cominciare proprio dalle analisi fatte da Asl, Arta e Ruzzo il 19 maggio, subito dopo la segnalazione della donna.

Secondo quelli dell'azienda sanitaria ci sarebbe stato uno sforamento dell'alluminio la cui presenza sarebbe risultata superiore al limite di legge e di benzo(a)pyrene.

Di diverso avviso la Ruzzo Reti che nei giorni scorsi, proprio su questo caso, aveva diffuso una nota in cui sottolineava che "dalle proprie controanalisi, effettuate il 19 maggio scorso, alle ore 11 nell'abitazione da cui erano stati segnalati problemi e alle 12 nel fontanile della stessa via D'Annunzio, non sono emerse criticità, fatta eccezione per un livello di intorbidimento di poco superiore al limite consentito (3,9 e 1,5 contro il limite di 1 fissato dalla legge) e riconducibile ai lavori eseguiti a Poggio San Vittorino, nei giorni precedenti, sulla condotta principale tronco Roseto".

Per quanto riguarda il potabilizzatore, nella stessa nota, la Ruzzo escludeva "qualsiasi collegamento dato che l'impianto non è in funzione da circa due mesi. Si esclude inoltre che la causa sia da imputare al serbatoio della frazione di Casemolino che, in ogni caso, prudenzialmente, subito dopo la segnalazione è stato lavato. Le analisi sono state eseguite anche nei giorni successivi al 19 maggio sempre con esito negativo".

Ruzzo Reti ricorda, in ogni caso, che l'interruzione dell'erogazione idrica può causare un decadimento della qualità dell'acqua, nel momento stesso della reimmissione, a causa delle potenziali infiltrazioni nella rete di sostanze esterne quando la condotta non è in pressione. Si procede alla pulizia delle condutture proprio per evitare possibili contaminazioni dell'acqua".



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