BIODIVERSITA': ESPOSTO SOA A CORTE CONTI E BRUXELLES SU USO FONDI EUROPEI

Pubblicazione: 10 gennaio 2018 alle ore 15:14

PESCARA - La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus ha depositato ieri un esposto alla Corte dei Conti e alla Commissione Europea sull'uso di 4,3 milioni di euro di fondi comunitari dei piani di Sviluppo Rurale 2007-2013 e 2014-2020 della Regione Abruzzo destinati, sulla carta, allo studio e alla tutela della biodiversità. 

"Il primo punto - si legge in una nota della Soa - riguarda lo sperpero del denaro, tre milioni di euro, usato tra il 2011 e il 2014 con il PSR 2007-2013 per la redazione dei Piani di gestione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e delle Zone Protezione Speciale (Zps) che coprono quasi il 35% del territorio regionale grazie all'enorme biodiversità presente. Un dato che viene considerato un punto di forza dall'Unione Europea che concede le risorse e che è usato strumentalmente dalla stessa regione; ente che poi, però, rivolge i fondi altrove senza credere con i fatti nel patrimonio unico che abbiamo con il risultato che ogni volta si devono rincorrere le procedure d'infrazione sull'ambiente". 

"Ebbene, decine di importanti ed approfonditi studi multidisciplinari realizzati da Università, ricercatori ed esperti (la stessa Soa vi ha partecipato) - si prosegue nella nota - per conto dei comuni e degli enti gestori dei parchi, alcuni dei quali presentati anche in consessi scientifici nazionali ed internazionali, rimangono da quattro anni in qualche cassetto della Regione Abruzzo che non li vuole adottare e approvare nonostante la legge parli chiaro sulle competenze e sugli obblighi. Uno sperpero di denaro a cui segue una beffa ancor più grave: non poter far arrivare sul territorio i fondi europei necessari per la corretta gestione di queste aree, destinati a chi in quelle zone ci vive". 

"Basti pensare alla mancata attivazione della cosiddetta 'indennità Natura2000' - continua la nota - rivolta agli agricoltori i cui terreni ricadono in aree vincolate e ai diversi canali di finanziamento che non è possibile attivare per gli interventi di miglioramento ambientale diffuso e per la crescita sociale delle aree marginali. Nei Piani vi erano elencate, infatti, una miriade di attività compatibili da sostenere anche attivamente. Non ci si può lamentare se poi nelle aree interne si sentono solo i vincoli e non si vedono le opportunità, non attrezzandosi con gli strumenti adeguati per concorrere a livello comunitario nel reperimento dei fondi". 

"Sempre - si legge ancora - nel Psr 2007-2013 era prevista la spesa di 300 mila euro, in parte sicuramente effettuata, per la realizzazione di una Banca dati della Biodiversità che doveva fungere da supporto alle politiche regionali sia in agricoltura che in altri settori. Ad esempio, per la localizzazione di una cava o di una discarica la Banca dati renderebbe possibile capire se l'intervento interagisce con qualche specie d'interesse e se è compatibile. Ebbene, non vi è traccia della reale esistenza di questa banca dati e del suo utilizzo concreto da parte degli uffici regionali a distanza di quattro anni". "Infine, per quanto riguarda il Psr 2014-2020, la Soa ha segnalato la recente Determinazione Direttoriale n. 549 del 21/12/2017 con la quale si attribuisce un milione di euro ai progetti più svariati in difformità rispetto a quanto indicato alla Commissione Europea nel Piano di Sviluppo Rurale stesso. Fondi destinati prioritariamente allo studio della rara biodiversità della regione, dal Gracchio corallino al Calandro, dal Nibbio reale (i cui dati di svernamento esistono esclusivamente grazie all'azione volontaria della Soa!) alla Coturnice, dalla Testuggine palustre al Cervone, dalla Lontra alla Lampreda di ruscello, vengono, a nostro avviso illegittimamente, destinati ad altro". 

"Oltre 497 mila euro per l'acquisto di centraline meteo, 250.000 euro agli studi sulle specie di interesse venatorio che dovrebbero essere gestite in forma ordinaria, dal cinghiale al cervo per arrivare agli storni alle nutrie, 42.700 per un software per macchine agricole irroratrici di fitofarmaci", conclude la nota. 



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