BONIFICA BUSSI: SI TEMONO NUOVI RITARDI,
MA FILIPPI E' SICURO, ''MIA AREA E' PULITA''

Pubblicazione: 03 dicembre 2016 alle ore 08:00

Alberto Filippi e Luciano D'Alfonso
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BUSSI SUL TIRINO - Si temono nuovi forti ritardi per la bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino (Pescara), dopo la riunione della Conferenza dei servizi del 30 novembre al ministero dell'Ambiente nella quale è stato cristallizzato che è clamorosamente indietro l'attività di caratterizzazione da parte di soggetti pubblici e privati proprietari delle aree e che è sostanzialmente inservibile lo studio realizzato dal deceduto commissario Adriano Goio.

Esclude, intanto, ogni ipotesi di inquinamento nel sito dove deve insediarsi, l'imprenditore veneto Alberto Filippi, che proprio lunedì scorso a Pescara ha sottoscritto il protocollo con Regione e Comune che rappresenta il primo passo verso l'agognata reindustrializzazione.

"Quando delle istituzioni mi certificano che mi viene data un'area a norma e sono istituzioni che controllano e hanno un'autorità all'interno dei propri poteri - dice ad AbruzzoWeb - io non metto in discussione che possa essere inquinata".

"Per me è un assioma, se mi dicono che mi danno un terreno pulito non lo metto nemmeno in dubbio, non credo che per un'area bonificata debba andare a chiamare il ministero dell'Ambiente, se le istituzioni danno un terreno mi fido di loro", aggiunge.

"Che con Solvay il matrimonio non s'aveva da fare lo avevamo capito, non siamo gente che decide di fare la corte a una fanciulla, poteva dircelo prima perché far perdere tempo e soldi non è molto corretto, ma non siamo gente che piagnucola - aggiunge Filippi - Una volta preso atto abbiamo chiuso quella porta e cercato di capire se potessero esserci altre strade".

"Serenità, serietà e accoglienza", sono tuttavia le parole d'ordine dell'imprenditore veneto con un passato da parlamentare della Lega Nord, prima alla Camera e poi al Senato, che senza mezzi termini afferma che "se trovo ostilità posso ancora andare a investire altrove".

"Non ho mai mollato, però il grande merito di avermi tenuto legato all'Abruzzo va riconosciuto in primis a Luciano D'Alfonso che ha veramente dato tutto il suo impegno per far sì che non abbandonassimo il progetto in questa regione per andare in altri Stati, il più allettante dei quali era l'Austria. Immagino che D'Alfonso abbia fatto questo - ammette l'imprenditore - anche perché aveva i denti del mastino attaccati alla caviglia, che corrisponde al nome di Salvatore Lagatta", sindaco di bussi.

Tra le condizioni poste da Filippi, "l'incentivo pubblico e l'energia", quello che definisce un "cocktail di elementi" essenziale a far sì che l'investimento resti in Italia.

Sfumato l'accordo con Solvay, che gli avrebbe garantito lo sfruttamento della centrale idroelettrica, il patron della Unichimica si aspetta che si tenga conto del fatto che "una buona fetta dei costi delle nuove produzioni viene determinata dai costi energetici", come d'altra parte previsto dall'accordo di programma.

Filippi sarà in Abruzzo all'inizio della prossima settimana insieme al presidente della società finlandese Primex Pharmaceuticals, Kari Sarvanto, per cui Uniholding produrrà di dispositivi anestetici innovativi, e prevede che entro 24/36 mesi la produzione sarà avviata.

Il fronte ambientalista, intanto, invoca trasparenza e torna ad accusare di ritardi e inefficienze sia il Governo che Goio: "Ricordiamo che sui Siti nazionali di bonifica e quindi anche su Bussi, il ministero è competente per legge dal 2008 - si legge in una nota del Forum dell'Acqua - Il commissario delegato esercitava la sua azione solo su alcune aree del sito, seppur significative, come la discarica Tremonti e le discariche 2A e 2B. Ora anche questa competenza è tornata al ministero".

"Ricordiamo che, dopo otto anni, dovremmo trovarci a discutere di collaudi delle bonifiche. Non dovremmo certo stare a magnificare l'approvazione di pochi piani di caratterizzazione (o l'invio delle lettere di richiesta degli stessi). Stiamo parlando, cioè, dell'elenco delle analisi da fare!", sbottano.

E infatti nella Conferenza dei servizi, in cui sono stati approvati i piani di caratterizzazione delle aree della Rete ferroviaria italiana (Rfi) e di quelle della Isagro Spa, il ministero ha chiesto alla Edison di concludere le operazioni entro novanta giorni, mentre scadono il 10 dicembre i termini assegnati agli altri soggetti privati che stanno svolgendo le attività di caratterizzazione negli altri siti.

D'altra parte il lavoro di sintesi, dopo dieci anni di commissariamento, è piuttosto improbo visto che lo stesso Ministero "ha sostenuto - dice il Forum - che è difficile reperire la documentazione, perchè in larga parte cartacea e solo in parte elettronica, con un singolo funzionario che sarebbe 'depositario' delle varie conoscenze sulle procedure attivate dal commissario negli anni", cioè l'ingegnere aquilano Mario Dari Salisburgo, stretto collaboratore di Goio.

"Addirittura ci è stato detto che sono venuti in possesso della caratterizzazione sulla discarica Tremonti, pagata dal commissario delegato 980 mila euro, il 28 novembre 2016, cioè 2 giorni prima della conferenza dei servizi!", aggiungono gli ambientalisti.

Una documentazione subito "liquidata come inservibile" visto che l'Arta si sarebbe rifiutata di validarla, avendo ottenuto le analisi dal commissario ma senza avere partecipato al campionamento.

Il Forum dell'Acqua ha così chiesto al ministero di "mettere nero su bianco che il lavoro del commissario è, in tutto o in parte, inservibile, spiegandone le ragioni, altrimenti non si capisce come si fa ad annullare quel lavoro".

La dirigente ministeriale Laura D'Aprile, che dall'8 agosto su incarico del governo Renzi si occupa dell'annosa vicenda seppur senza poteri commissariali, secondo gli ambientalisti ha poi "confermato che si va avanti con il bando pubblicato a suo tempo dal commissario Goio per la bonifica della discariche 2A e 2B con circa 40 milioni di euro".

Gara bandita ormai un anno fa, il cui espletamento pare abbia trovato un ulteriore ostacolo dalle dimissioni del Responsabile unico del procedimento, il funzionario della Provincia dell'Aquila Massimo Di Battista, individuato dalla D'Aprile, che ha rinunciato per motivi personali e che ancora non viene sostituito.

"Non vorremmo, e lo diciamo noi che su Goio, da vivo, abbiamo espresso le critiche più feroci assieme a pochi altri chiedendone anche le dimissioni, che ora, da morto, diventi l'unico capro espiatorio di tutti i mali che affliggono il sito", chiosa il Forum H20.



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