L'ENTE IN UNA NOTA RESPINGE ACCUSE DI OMISSIONI, ''MADRE PRESUNTA VITTIMA
HA DETTO CHE EPISODIO POTEVA ESSERE RISOLTO CON INTERVENTO MIRATO''

BULLISMO, UFFICIO SCOLASTICO AVVIA VERIFICA INTERNA SU CASO L'AQUILA

Pubblicazione: 16 maggio 2018 alle ore 19:15

L'Ufficio scolastico regionale
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L'AQUILA - L’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo ha avviato una verifica interna per fare luce sul "presunto caso di bullismo" ai danni di un 12enne all'Aquila, "vessato e minacciato dai compagni sulla chat di classe di Whatsapp", denunciata nei giorni scorsi dall’associazione Genitori per la Scuola presieduta da Pierluigi Lomarco.

In particolare, i vertici regionali hanno chiesto un’approfondita relazione all’Ufficio scolastico della provincia dell’Aquila.

Oggi, intanto, dopo che AbruzzoWeb ha contattato sia l'Ufficio scolastico sia la scuola ricevendo un "no comment", l'Usr ha diffuso una nota in cui rispedisce al mittente le accuse di omissioni: "L’Ufficio scolastico regionale, gli Ambiti territoriali e le singole istituzioni scolastiche sono impegnati quotidianamente al fine di arginare il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo mantenendo altissima l’attenzione con la collaborazione delle famiglie e di tutti gli attori coinvolti nell’opera di prevenzione. Tutte le segnalazioni ricevono la debita considerazione", si legge nel comunicato.

"In relazione al presunto caso di bullismo perpetrato ai danni di un non specificato alunno dell’IIS Mazzini-Patini, questo Ufficio sottolinea che la segnalazione è giunta da una associazione, denominata 'Genitori per la Scuola' il cui presidente di si è qualificato a scuola quale presidente dell’associazione e non di genitore", continua la nota.

"Nel colloquio con la docente vicaria, tuttavia il presidente dell'associazione ha omesso di fornire alla stessa elementi utili ad individuare il caso o a circoscriverlo, in quella sede riferiva invece che la madre della presunta vittima riteneva che il caso poteva essere risolto con l'intervento mirato e concordato dei docenti della classe che, a suo dire, erano stati messi al corrente".

"Nonostante l’attenzione ricevuta - prosegue l'Ufficio scolastico nella nota - il presidente dell’associazione si è rivolto all'Ufficio scolastico regionale che ha preso immediatamente in carico la vicenda coinvolgendo l'Ufficio territoriale di riferimento e la dirigente della Istituzione scolastica che ha prontamente relazionato sulla vicenda".

"Da tutto ciò è emerso che non vi è stato alcun comportamento omissivo da parte di Usr, Usp e dirigente scolastico, semmai è stato il presidente dell’associazione a non fornire dettagli che potessero aiutare a comprendere meglio la vicenda preferendo inviare una nota alla stampa".

"Nel caso specifico - afferma dal canto suo la dirigente della scuola media Mazzini-Patini, Filomena Mammarella - una associazione di genitori non può arrogarsi il diritto di sostituirsi ai singoli genitori, soprattutto quando si tratta di affrontare e dirimere questioni delicate".

Lomarco, ex dipendente dell’Ufficio scolastico, interpellato dalla mamma del 12enne si è rivolto ad AbruzzoWeb con una lettera aperta nella quale ha affermato che né la donna né la stessa associazione avevano avuto risposte dalla istituzione scolastica. Tanto che l’associazione ha consigliato alla mamma del ragazzo di rivolgersi alla Procura della Repubblica dell’Aquila.

A denunciare gli episodi nella scuola media aquilana è stata la mamma del ragazzo che ha deciso di rivolgersi all’associazione per fermare i soprusi, preoccupata per le frasi rivolte contro il figlio e temendo che le violenze potessero sfociare in aggressioni fisiche. Inizialmente, Lomarco le ha consigliato un approccio “morbido, vista l’età dei protagonisti della vicenda”, ma dopo il silenzio delle due istituzioni scolastiche interessate che “hanno ignorato e-mail e telefonate”, ha suggerito alla donna suo malgrado di denunciare il caso alla Procura della Repubblica.

Le vessazioni nei confronti del giovane, se compravate, non costituirebbero un caso isolato: negli ultimi mesi sono stati molti gli atti di bullismo nelle scuole scoperti dalle forze dell’ordine e finiti sui giornali.

Per porre un freno a questo fenomeno, numerosi Istituti del capoluogo abruzzese hanno deciso di organizzare convegni e campagne di sensibilizzazione, rivolti a studenti, insegnanti e genitori, con lo scopo di far comprendere ai ragazzi le conseguenze dei propri gesti e per insegnare alle famiglie e ai professori come riconoscere i segnali preventivamente.



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