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BUSSI: MINISTERO AMBIENTE IMMOBILE E DA EDISON NUOVO RICORSO CONTRO BONIFICA

Pubblicazione: 08 ottobre 2018 alle ore 06:30

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BUSSI SUL TIRINO - Sullo sfondo di un'area inquinata della quale ancora si attende l'avvio dei lavori di bonifica, finanziati da anni e ormai da mesi appaltati, va in scena un nuovo scontro politico sul futuro del sito d'interesse comunitario di Bussi sul Tirino (Pescara) e l'ennesima battaglia al Tar da parte di Edison, che si rifiuta di bonificare le aree per la cui contaminazione è risultata responsabile.

Se la Corte di Cassazione ha definitivamente mandato in soffitta il caso giudiziario durato più di un decennio, con l'inaspettata assoluzione di quattro imputati accusati di disastro ambientale e altri sei che si sono visti cadere in prescrizione i reati che gli venivano ascritti, la partita del risanamento, infatti, non è affatto chiusa, visto che oltre alla discarica Tremonti, circa due ettari di superficie oggetto del processo a carico degli ex vertici della Montedison, ci sono da bonificare altre due aree, la 2A e 2B, circa 9 ettari non sfiorati dal processo. 

Siti altrettanto inquinati per la cui bonifica i fondi, quasi 50 milioni di euro, sono disponibili ormai dal lontano 2011 e i cui lavori sono stati appaltati in via definitiva dal febbraio scorso ad un'associazione temporanea di imprese (Ati) capeggiata dal colosso belga Dec-Deme e composto da Safond Martini srl, Elios Ambiente srl, Sidra Società italiana dragaggi spa e Cooperativa San Martino soc.coop

Il battagliero sindaco, Salvatore Lagatta di Rifondazione comunista, nel giugno scorso rieletto alla guida del paese nonostante avesse contro partiti di centrodestra come di centrosinistra e anche Movimento cinque stelle, negli ultimi due mesi ha scritto ben due volte al Ministero dell'Ambiente, senza mai ricevere risposta, e neppure la richiesta di incontrare il ministro Sergio Costa, esponente grillino, è andato a buon fine.

E oggi, preso di mira dal consigliere regionale pentastellato Domenico Pettinari, che ha sollevato dubbi sulla legittimità dell'acquisizione delle aree inquinate della Solvay da parte del Comune - atto com'è ormai noto propedeutico alla bonifica finanziata dallo Stato - torna a ripetere come "il Comune di Bussi ha concordato ogni suo passo con Regione Abruzzo e Ministero dell’Ambiente".

In una nota, Lagatta si rivolge a Pettinari: "L'attuale ministro dell’Ambiente è un esponente del suo movimento e ogni ulteriore ritardo nell’esecuzione della bonifica può dipendere solo dal medesimo Ministero (come da noi illustrato al ministro nelle due lettere dell’11 luglio e del 5 settembre 2018, quest’ultima per conoscenza alla Procura delle Repubblica)".

"Come concordato con il Ministero e come previsto dalle vigenti norme, l’acquisizione delle aree inquinate da parte del Comune era propedeutico ed indispensabile all’utilizzo dei 45 milioni di euro stanziati fin dal 2011, anche per evitare l’ulteriore beffa di un sito privato bonificato con risorse pubbliche e restituito 'pulito' a Solvay", fa ancora osservare Lagatta.

"Legga con più attenzione il testo della convenzione con il Ministero dell’Ambiente, oltre a tutti gli atti che questa amministrazione ha stipulato con gli enti pubblici e privati negli anni in cui (noi sì) abbiamo lottato affinché 'non siano sempre i cittadini a pagare'. Capirà", dice ancora il sindaco rivolto a Pettinari, "che oggi un ulteriore ingiustificabile ritardo dipende dal Ministero dell’Ambiente".

"Bisogna avviare finalmente il risanamento ambientale e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi a partire dalla bonifica delle aree inquinate dalle aree 2A e 2B finanziate fin dal 2011, la cui gara è stata aggiudicata definitivamente a febbraio 2018, ma a tutt’oggi tutto è inspiegabilmente fermo", torna a denunciare poi il sindaco.

"Abbiamo sottolineato al ministro che, su esplicita richiesta del Ministero dell’Ambiente, il Comune di Bussi sul Tirino si è dovuto assumere la responsabilità di acquisire in proprietà il sito inquinato da bonificare oggetto della gara sopra citata, al fine di rendere possibile l’utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche all’uopo stanziate. Gli abbiamo segnalato anche che il protrarsi immotivato del ritardo nell’attivazione delle opere di bonifica rischia di creare pesanti e irreparabili conseguenze, non solo rispetto alle opere di reindustrializzazione che rischiano di bloccarsi, ma anche per l’eventuale danno materiale ed economico che, in assenza di immediate ed urgenti azioni da parte del competente Ministero, potrebbero crearsi nei confronti dell'amministrazione e dell’intera comunità locale", ha chiosato Lagatta nella nota.

Lo scorso 27 settembre, intanto, secondo Il Centro Edison ha presentato ricorso al Tar contro la deliberazione della Provincia di Pescara che l'ha individuata come responsabile dell'inquinamento delle aree 2A e 2B.

Ricorso al quale il Comune si è opposto e che, ha spiegato il sindaco Lagatta, "non tira in ballo il Comune, ma il Ministero che potrebbe vedersi contestare da Edison il rinfranco delle somme impiegate per la bonifica".

Il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, intanto, ha richiesto un incontro al ministro per l'Ambiente, Sergio Costa, per discutere delle problematiche riguardanti il sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino (Pescara). 

Lolli, inoltre, ha chiesto di "valutare attentamente lo stato dell'arte e individuare le necessarie iniziative da intraprendere per superare le odierne difficoltà". 



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