COMUNE SI ACCODA: SINDACO LAGATTA PLAUDE A INIZIATIVA, '' DATO MANDATO A LEGALE''. AVVOCATO CRISITNA GERARDIS: ''ORA STATO FA PAGARE CHI INQUINA''

BUSSI: MINISTERO E REGIONE CHIEDONO DANNI E BONIFICA A EDISON, ISTANZA DA 1,5 MLD EURO

Pubblicazione: 10 aprile 2019 alle ore 14:49

BUSSI SUL TIRINO - Il Ministero dell’Ambiente e la Regione Abruzzo hanno citato in giudizio Edison Spa ed alcuni imputati del processo penale relativo ai fatti di disastro ambientale e di avvelenamento delle acque nel territorio di Bussi sul Tirino (Pescara).

Gli esiti del processo penale, sebbene non abbiano consentito l’applicazione della pena agli imputati riconosciuti autori dei delitti per cui si procedeva, fondano l’instaurata azione civile, poiché sono stati riconosciuti come avvenuti sia il disastro ambientale sia l’avvelenamento delle acque.

Lo rendono noto il ministro Sergio Costa, del Movimento cinque stelle, e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia in un comunicato congiunto.

All'iniziativa dei due si unisce il Comune di Bussi che col sindaco, Salvatore Lagatta, plaude all'iniziativa e, raggiunto da AbruzzoWeb, afferma che "ho già dato mandato all'avvocato di inserirsi nello stesso procedimento, altrimenti se l'avessimo fatto da soli sarebbe costato troppo alle casse del Comune".

Edison, in una nota, ha detto di ritenere "infondata" la richiesta di risarcimento dei danni, ricordando che "ci sono altri soggetti responsabili della bonifica, privati e pubblici, e auspica che tutti facciano la loro parte".

Ministero dell’Ambiente e Regione Abruzzo hanno quindi avviato una causa risarcitoria per ottenere il ristoro del danno ambientale e, per quanto riguarda la Regione Abruzzo, anche del danno all’immagine - spiegano Costa e Marsilio - oltre che il ripristino dello stato dei luoghi, attraverso interventi di riparazione ambientale ovvero compensativi dei territori coinvolti.

La domanda formulata nell’interesse del Ministero dell’Ambiente è quantificata in oltre un miliardo di euro, in base a una consulenza svolta dall’Ispra nel processo penale, mentre quella nell’interesse della Regione Abruzzo in oltre mezzo miliardo di euro.

Ministero dell’Ambiente e Regione chiedono a Edison Spa di provvedere alla bonifica integrale delle aree di Bussi e dell’intera Val Pescara, colpite dalle conseguenze di decenni di contaminazione ambientale. Sono coinvolti i terreni e le acque di falda e superficiali dei fiumi Tirino e Pescara.

"Chi inquina paga. Non è un principio astratto ma si sostanzia con questa azione concreta che per noi è fondamentale - dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa - Nel passato l’intero territorio della val Pescara è stato avvelenato mettendo a rischio la salute di circa 400 mila persone".

"Lo Stato non può rassegnarsi a una sentenza penale che ha lasciato un senso di ingiustizia e questi territori senza il dovuto intervento di bonifica. Che quest’azione risarcitoria sia l’inizio di un riscatto per l’intera regione e un esempio per tutto il Paese", conclude il ministro.

"La Regione Abruzzo reagisce con forza per tutelare il futuro degli abitanti della zona della Val Pescara e di tutti coloro che vorranno visitare le bellezze naturalistiche della nostra regione – dichiara il governatore Marsilio –. Il giudizio penale ha acclarato precise responsabilità ed è giusto e necessario che si provveda alla bonifica delle aree interessate".

"Una causa del genere è destinata a fare storia, ha pochi precedenti: lo Stato intende fare rispettare un principio comunitario, 'chi inquina paga', evitando di far pagare il costo del danno ambientale alla collettività, ai cittadini. La sostanziale unicità di questo procedimento risiede nella sua complessità e nella rilevanza del disastro ambientale, già emerso nel processo penale conclusosi, in un territorio verde d'Italia, in una zona ricca di acqua e aree protette. Il tribunale ora dispone di tutti gli elementi per dare attuazione a quel principio e gli abruzzesi, e non solo, possono guardare con fiducia al futuro di Bussi". 

È il commento di Cristina Gerardis, avvocato dello Stato e protagonista di gran parte della vicenda giudiziaria sulla mega discarica dei veleni della Montedison di Bussi sul Tirino. 

L'avvocato Gerardis è stata anche direttore generale della Regione Abruzzo dal 2015 al 2017, subito dopo la prima sentenza della Corte d'Assise di Chieti. 

In giornata è arrivata una nota da Edison, nella quale viene precisato che ritiene "infondata" la richiesta di risarcimento dei danni causati dalla contaminazione riscontrata nell'area di Bussi inoltrata dal Ministero dell'Ambiente e ricorda che "ci sono altri soggetti responsabili della bonifica, privati e pubblici, e auspica che tutti facciano la loro parte".

Edison si dice "pronta a onorare i propri obblighi e a affrontare, come avvenuto in passato, con serenità e serietà l'iniziativa del Ministero dell'Ambiente, rispetto alla quale non mancherà di intraprendere tutte le possibilità di difesa a propria tutela". Il gruppo ritiene che "la valorizzazione economica del danno indicata nella richiesta del Ministero dell'Ambiente sia basata su stime e parametri infondati e su elementi errati e non accertati". 

Il gruppo sottolinea inoltre che "il ministero richiede attività di bonifica solo a Edison, che è peraltro l'unico soggetto a essersi fatto carico - anche economicamente - delle azioni di ripristino del territorio. La società ha già avviato - viene spiegato nella nota - le attività propedeutiche alla bonifica che si è impegnata a portare a termine, come da progetto presentato al ministero dell'Ambiente nel 2018 e progressivamente integrato accogliendo le richieste di tutti gli enti competenti".



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