BUSSI, RESPINTO SECONDO RICORSO TOTO E LAGATTA CRITICA LOLLI SU INVESTIMENTI

Pubblicazione: 08 novembre 2017 alle ore 20:31

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BUSSI SUL TIRINO - Il tribunale amministrativo (Tar) del Lazio ha bocciato ieri il secondo ricorso sulla gara di appalto per la bonifica delle discariche 2A e 2B nel sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino (Pescara) presentato dalla Toto Holding Spa, colosso abruzzese che fa capo a Carlo Toto, che ha più volte manifestato il proprio interesse a investire sull'area.

Lo rende noto il Forum abruzzese dell'Acqua.

In un primo ricorso, respinto anch'esso dal Tar e che è ora pendente davanti al Consiglio di Stato, la società aveva impugnato la gara bandita nel dicembre 2015 dal commissario, lo scomparso Adriano Goio, alla quale non aveva tuttavia neppure partecipato, considerandola un atto illegittimo, visto che non solo il commissario non ne aveva la competenza, ma essa si limitava all'aspetto ambientale trascurando quello della reindustrializzazione.

Stavolta, fa sapere il Forum dell'Acqua in una nota, "i giudici non sono entrati nel merito dei motivi del ricorso giudicandolo irricevibile per tardività nella sua promozione rispetto ai termini di legge".

Si legge nella sentenza: "Sulla base dei principi già enunciati nella sentenza n. 3700 del 2017 e, comunque, tenuto conto dei rilievi in essa formulati, la presente impugnativa non può che essere riconosciuta - al pari della precedente - come tardivamente proposta e, dunque, deve essere dichiarata irricevibile, ai sensi dell’art. 35 c.pr.amm.".

Il ricorso chiedeva di annullare il verbale della riunione urgente convocata dal Ministero dell'Ambiente il 1° febbraio scorso, in cui il dirigente della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, di fronte alla presa d'atto della mancanza di risorse necessarie agli interventi, aveva dato la disponibilità dell'ente a coprire la differenza tra i fondi necessari e quelli disponibili attraverso le risorse del Masterplan.

Tutto questo, però, "dimenticando - era scritto nel ricorso di Toto - che la somma indicata è destinata esclusivamente alla bonifica della discarica Tremonti".

Bonifica, comunque, ancora al palo, visto che il responsabile unico del procedimento Enrico Bentivoglio, nonostante le sollecitazioni anche pubbliche della dirigente del Ministero dell'Ambiente Laura D'Aprile, che da agosto 2016 gestisce la delicata partita dopo la fine della decennale gestione commissariale, ancora non riunisce la commissione che deve procedere ad aggiudicare definitivamente i lavori da circa 50 milioni di euro al colosso belga Dec-Deme, scelto in via preliminare nell'aprile scorso.

Sulla bonifica e la reindustrializzazione di Bussi, intanto, torna ad intervenire il sindaco Salvatore Lagatta.

Replicando al vice presidente della Regione Giovanni Lolli, che al Messaggero ha dichiarato che "per quanto riguarda Solvay abbiamo risolto il problema con grande successo" visto che "si è installata una ditta, la Chimica Bussi, che ha riassunto tutti i dipendenti", il sindaco in una nota domanda se "Lolli parla come Solvay o ppure parla come Chimica Bussi".

"Se invece parla come vice presidente della Regione, dovrebbe riflettere prima di parlare", dice Lagatta, "Solvay e Chimica Bussi sono due società, che hanno fatto 'legittimamente' un accordo tra privati. La Regione e il Comune invece avevano individuato un altro percorso: un accordo di programma che oltre a prevedere una reindustrializzazione preveda anche alcune opere di bonifica e messa in sicurezza. Tutto è saltato ed oggi sappiamo perché".

"Dichiara sempre Lolli, che la società Chimica Bussi ha presentato un progetto di 25 milioni che porterà nuova occupazione. Se Lolli si riferisce al clorito, sappia che per aprire queto impianto a Bussi bisogna chiudere quello di Brescia", fa notare Lagatta.

"Faccio fatica ad immaginare un Ministero dello Sviluppo impegnato a finanziare un progetto che come 'atto propedeutico' prevede il licenziamento di oltre 50 lavoratori. Il vice presidente Lolli, tra l’altro, contraddice se stesso, visto che alcuni giorni fa a proposito della Intecs Spa ha dichiarato che non è possibile dare finanziamenti pubblici a chi licenzia", chiosa il sindaco.



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