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BUSSI, RINVIATO IL PROCESSO
IN CASSAZIONE PER LO SCIOPERO
DI ALCUNI LEGALI DELLA DIFESA

Pubblicazione: 13 marzo 2018 alle ore 12:21

Il Palazzo di giustizia di Roma che ospita la Cassazione

ROMA - È stato rinviato a data da destinarsi il processo per l'inquinamento di Bussi sul Tirino (Pescara), previsto questa mattina in Cassazione dopo il ricorso degli imputati condannati in secondo grado dalla Corte d'Appello dell'Aquila.

Il rinvio è scattato per l'adesione allo sciopero di alcuni dei legali delle difese e degli avvocati di parte civile.

La data della nuova udienza sarà comunicata successivamente.

"Ha avuto l’esito tutto sommato atteso l’udienza in calendario questa mattina davanti la Corte di Cassazione - dice in una nota il Wwf Abruzzo - Questo perché tutti i difensori degli imputati condannati l’anno scorso in secondo grado dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, hanno aderito allo sciopero degli avvocati in programma per la giornata odierna e si sono astenuti dall’udienza".

"Al contrario tutti i legali delle parti civili erano regolarmente presenti in aula. C’è da aggiungere, per completezza di informazione, che l’udienza sarebbe stata comunque soggetta a rinvio per la mancata notifica a uno dei difensori".

Non c’è tuttavia il pericolo che il processo possa saltare, come spiega l’avvocato del Wwf Tommaso Navarra: "Il procuratore generale ha chiarito che non si verificava l’ipotesi prevista dal codice di autoregolamentazione, che chiede di non astenersi nel caso di processi prossimi alla prescrizione. Si deve infatti operare un ricalcolo alla luce dei precedenti rinvii per cui la data di prescrizione non è così imminente come era stato erroneamente ipotizzato. In ogni caso i termini oggi sono stati sospesi sino alla prossima udienza: il processo non corre alcun rischio di non arrivare a una definitiva sentenza".

"Sino ad ora - conclude Navarra - abbiamo sostenuto 84 udienze, vuol dire che sarà necessaria anche l’ottantacinquesima".

"È importante - chiosa il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio - che intanto vada avanti il procedimento in corso presso il Ministero dell’Ambiente, il cui prossimo appuntamento ci sarà a breve, per arrivare alla bonifica dei terreni contaminati. L’obiettivo finale non può che essere infatti il ripristino totale dei terreni contaminati".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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