BYE BYE SOGNO DEL MINISTRO: D'ALFONSO
SI RICANDIDA IN REGIONE, MAXI CENA PER 200

Pubblicazione: 07 settembre 2017 alle ore 14:22

Nel fotomontaggio, Luciano D'Alfonso come Frank Underwood di House of Cards

PESCARA - La candidatura in Parlamento elle elezioni dell’anno prossimo non sarebbe più sicura e allora il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, vara a sorpresa il piano alternativo, quello della ricandidatura nel 2019.

In un ristorante di Spoltore (Pescara) in una cena rigorosamente a inviti con un menu molto apprezzato curato dallo chef stellato abruzzese Marcello Spadone del ristornate La bandiera di Civitella Casanova ieri sera ha riunito i fedelissimi o, comunque, personaggi che lui considera vicini alla sua persona e alla sua politica.

Sono intervenuti oltre otre 200 ospiti, rappresentanti di quella che è stata definita “la società abruzzese che conta”.

In campo sono scesi industriali, imprendtori, politici, amministratori e dirigenti e funzionari regionali che, secondo i maligni, sarebbero stati precettati. Ma anche studenti e cittadini.

All’ordine del giorno la costruzione di un futuro percorso regionale anche al di là di questa consiliatura: insomma, D’Alfonso ha voluto sondare il terreno, confrontandosi con pezzi ritenuti influenti della società abruzzese per capire se ci sono margini per una ricandidatura soprattutto di una conferma al timone dell’ente.

Questo alla luce di un triennio caratterizzato da luci e ombre a livello di risultati, ma anche da numerose turbolenze in seno alla maggioranza di centrosinistra.

Spaccature che hanno lasciato il segno e che costringono D’Alfonso a strategie di ricucitura anche perché le previsioni sono perfino peggiori della tornata 2013, quando il centrosinistra era favoritissimo e invece, in particolare in Abruzzo, vinse il centrodestra al Senato e il Cinque stelle alla Camera. Oggi le altre forze sono ancora più temibili in rapporto alla vittoria finale.

In ogni caso, da quanto appreso, alla sua ricandatura in seno al partito e tra gli alleati in pochi si opporrebbero.

Il govetatore ha parlato della esigenza di una programmazione delle scelte strategiche, in sostanza un’agenda di fine legislatura che sconfini anche nel quinquennio che parte dalle elezioni della primavera del 2019.

Un programma a lunga scadenza che ha riscosso l’approvazione dei presenti.

Il governatore non ha mai pronunciato la parola ricandidatura ma è evidente che l’evento preparato meticolosamente, oltre a fare il punto della situazione, è finalizzato a pianificare il futuro.

Non si sa per quale motivo il governatore abbia cambiato idea o sia stato indotto a farlo, visto che fino a qualche settimana fa era data per sicura una candidatura in posizione “utile” in Parlamento con la prospettiva di un incarico di governo nella prospettiva di una vittoria del centrosinistra.

“Lavorerò per fare in modo che in Abruzzo torni un incarico di governo - aveva detto appena un mese fa - abbiamo bisogno di un interprete che ci difenda dalla confusione che arriverà da Roma nei prossimi 30 mesi”.

Sul progetto D’Alfonso a Roma c’era anche il piano per arrivare con il suo vice, Giovanni Lolli, ancora al timone fino alle elezioni, da fissare alla scadenza naturale del 2019.

Tra i presenti sono stati avvistati alcuni assessori e consiglieri come lo stesso Lolli, Dino Pepe, Silvio Paolucci, i consiglieri dem Camillo D’Alessandro, Luciano Monticelli e Alberto Balducci e quello di Centro democratico Maurizio Di Nicola, l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, quest’ultimo alla ricerca di una collocazione, il direttore generale della Regione, Vincenzo Rivera, che ha ricevuto le lodi del presidente.

Presenti anche i capi dipartimento Fabrizio Bernardini, Angelo Muraglia ed Emidio Primavera, la responsabile dell’Avvocatura Stefania Valeri, il direttore generale dell’ente idrico Ersi, Tommaso Di Biase, il commissario dell'Autorità di Bacino della Regione Abruzzo, Luciano Di Biase, l’ex segretario del presidente Claudio Ruffini, quest’ultimo a sorpresa, il dirigente del Comune di Pescara ed ex braccio destro dalfonsiano Guido Dezio, l’amministratore del Crab e sindaco di Rapino, Rocco Micucci, il presidente di Tua, Tullio Tonelli.

E ancora il commissario dell’Arap, Giampiero Leombroni, la presidente dell’Istituto zooprofilattico di Teramo Manola Di Pasquale, il presidente della società aeroportuale Saga, Nicola Mattoscio, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, il direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Rinaldo Tordera, il presidente del Parco Gran Sasso-Laga, Tommaso Navarra, il professor Fabrizio Marinelli, il rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico, il presidente di Abruzzo Sviluppo, Manuel De Monte, il capogruppo dem al Comune di Pescara, Marco Presutti, la segretaria di Giunta, Daniela Valenza, gli avvocati aquilani Stefano Rossi e Roberto Colagrande.

Tra i non invitati illustri, senza dubbio l’assessore Donato Di Matteo e il capogruppo all’Emiciclo Sandro Mariani. (b.s.)



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