L'IMPRESA TRENTINA FU ANCHE SCALATA, SENZA SUCCESSO, DALLA NDRANGHETA
IL FORZISTA ROBERTO TINARI PRESENTA UN ESPOSTO IN PROCURA

C.A.S.E. L'AQUILA: INDAGINE SUL MARCIUME,
LA PALAZZINA FATTA DALLA FALLITA COSBAU

Pubblicazione: 01 giugno 2017 alle ore 06:51

Il marcio nell'alloggio C.a.s.e. di Coppito 2
di

L'AQUILA - È la Cosbau Spa, grande società di costruzioni del Trentino Alto Adige oggi fallita, ad avere realizzato la palazzina 1 del quartiere del Progetto C.a.s.e. di Coppito 2 evacuata ieri perché a rischio crollo dopo aver scoperto seri difetti di costruzione.

È quanto emerge dalle schede di realizzazione delle new town della Protezione civile.

Cosbau ha realizzato anche la palazzina 2, a questo punto la prima che dovrà essere sottoposta a controlli urgenti per vedere se ci siano le stesse carenze, in particolare l'assenza di guaina protettiva dei primi 20 centimetri del pilastro in legno, che hanno portato allo sgombero deciso da parte del Comune dell'Aquila.

Ma Cosbau ha realizzato anche 2 edifici a Cese di Preturo, un edificio a Paganica2, 4 edifici a Pagliare di Sassa e 3 edifici a Sant’Antonio, tutti ugualmente da controllare.

All'epoca del maxi appalto per la costruzione delle "piastre" antisismiche, Cosbau era un colosso dell'edilizia che fatturava fino a 190 milioni di euro l'anno.

Nel 2013 il tracollo, accelerato dal blocco dei pagamenti proprio degli appalti aquilani disposto dalla Protezione civile tre anni prima.

Sempre nel 2010 la Carron Spa ha fittato il ramo d'azienda di Cosbau e lavori in Trentino per 60 milioni di euro.

Tra il 2010 e 2011 il nome di Cosbau era divenuto famoso anche per un tentativo di scalata, mai andato in porto, da parte di soggetti, poi condannati, riconducibili alla criminalità organizzata, in particolare alla ndrangheta, che puntavano proprio alle ghiotte commesse ad affidamento diretto della prima emergenza post-terremoto 2009.

Curioso come nel nucleo di Coppito 2 avessero lavorato, ma in altre palazzine rispetto a quella coinvolta, anche le tre ditte Iter, Sled e Vitale, oggi pure tutte e tre fallite, che in associazione avevano realizzato le palazzine del quartiere di Cese di Preturo dove sono crollati i balconi portando a un processo con 37 indagati.

L'evacuazione è scattata ieri dopo che, come raccontato dalla dirigente comunale Enrica De Paulis, in un controllo di manutenzione è stato scoperto il piede delle travi portanti di legno marcio per un'infiltrazione di acqua piovana dal momento che la ditta costruttrice non ha installato la guaina impermeabile a protezione dei primi 20 centimetri, con un concreto rischio di cedimento.

La piastra sgomberata di 24 alloggi era occupata da 23 famiglie per complessive 67 persone, ospitate in via temporanea all'hotel Amiternum nell'attesa di reperire ulteriori alloggi C.a.s.e. sicuri dove traslocheranno tra lunedì e martedì.

È l'ennesimo episodio di difetti di costruzione negli alloggi realizzati dopo il terremoto del 2009, 4.450 appartamenti in 19 new town costati 1 miliardo di euro, di cui 350 milioni del Fondo di solidarietà dell'Ue. Costruite con tempi record dopo appalti ad affidamento diretto, hanno ospitato, nei periodi di massima emergenza, fino a 15 mila persone.

Negli anni scorsi, sempre per cattiva realizzazione, sono crollati dei balconi nelle C.a.s.e. di Cese di Preturo, portando a un'inchiesta giudiziaria con 37 indagati, attualmente trasferita al tribunale di Piacenza, sede di una delle aziende realizzatrici.

APERTA L'INCHIESTA

Come anticipato da AbruzzoWeb, la procura della Repubblica dell'Aquila ha aperto un'inchiesta per individuare le cause dell'indebolimento di alcuni strutture della palazzina 1 degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. di Coppito 2, da cui ieri sono state evacuate 23 famiglie per un totale di 67 persone.

Per ora l'inchiesta è stata affidata al pubblico ministero di turno ieri, Roberta D'Avolio, ma sul magistrato che indagherà la parola definitiva spetta al capo della procura, Michele Renzo.

La D'Avolio ha condotto l'inchiesta, passata poi per competenza a Piacenza, sul crollo di un balcone in legno in una palazzina del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo (L'Aquila) che ha causato il sequestro di altri 800 balconi in altre circa 500 alloggi prefabbricati di altre cinque cosiddette "new town".

Il crollo avvenne, secondo le perizie dell'allora corpo Forestale, per l'utilizzo di materiale scadente.



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