C.A.S.E. TOUR/ASSERGI, ARIA BUONA, TANTI GUAI: CALDAIE NON VANNO

Pubblicazione: 11 novembre 2011 alle ore 08:04

Il progetto C.a.s.e. di Assergi

A due anni e mezzo dal terremoto, il progetto C.a.s.e. è una realtà urbana e sociale giocoforza accettata dagli aquilani, che si sono abituati a queste palazzine antisismiche dai colori sgargianti.

Nelle 19 aree sono stati realizzati 185 edifici, per un totale di circa 4.500 appartamenti che a oggi ospitano poco più di 13 mila persone.

Alcuni abitano alloggi vicini alle loro case di un tempo, quelle che hanno perso, altri hanno cambiato completamente zona della città o addirittura paese.

Disagi e comfort si dividono quasi equamente, mentre le famiglie del capoluogo cercano di abituarsi a passare la vita in queste abitazioni.

Come si abita oggi nel progetto C.a.s.e.? Per avere il quadro della situazione e vagliare sentiti dire positivi e negativi, AbruzzoWeb ha lanciato una rubrica che periodicamente porta i lettori dentro le piastre e gli alloggi.

Tra problemi, speranze, disagi e comodità. Buona lettura.

C.A.S.E. ASSERGI - LA SCHEDA
Palazzine:  4
Appartamenti:  96
Persone a oggi:  230
Cosa va: Cosa non va:
1. Case confortevoli 1. Pessima manutenzione
2. Panorama mozzafiato 2. Riscaldamenti inefficienti
3. Pace e tranquillità 3. Mancanza di socialità

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di Laura Biasini

L’AQUILA - Totalmente immerso nella natura, il progetto C.a.s.e. di Assergi gode di un’autentica atmosfera di montagna.

Il panorama mozzafiato, l’aria frizzante trasmettono istantaneamente una sensazione di pace e tranquillità.

Si tratta di quattro palazzine bianche nascoste dal verde che si raggiungono proseguendo per circa un chilometro sulla strada che conduce all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Gli abitanti si sentono tutti fortunati ad avere “un tetto sulla testa” e comune è il senso di riconoscenza, ma altrettanto condivise sono le gravi problematiche che, numerosi, segnalano in maniera urgente.

Mancanza di punti di aggregazione per la socialità, problemi con il riscaldamento, impianti fotovoltaici e pannelli solari non funzionanti, pavimentazione esterna sconnessa, carenza di collegamenti. Questo lo scenario che viene presentato ad AbruzzoWeb dagli inquilini delle piastre di Assergi.

Ad accogliere la cronista la signora Luisa Bontempo, professoressa in pensione: “Noi qui stiamo bene, siamo tranquilli. Peccato si socializzi poco, in particolare d’inverno”, spiega.

“Il problema più grave - continua - è l’isolamento, specie per le persone anziane. Chi non ha l’auto è costretto a rimanere rintanato nel proprio ‘buchetto’. È un peccato che per le C.a.s.e. sia stata scelta una zona così lontana dal centro storico di Assergi, dove comunque i servizi sono pochi. È necessario spingersi fino a Camarda o a Paganica, ma per fortuna c’è un autobus”.

Si incontra poi la signora Annarita e la signora Luciana che scambiano due chiacchiere mentre  ammirano il panorama. “Un sogno! Una cartolina d’inverno ed un paradiso di frescura e tranquillità d’estate!”, affermano.

“Un difetto, però - sostiene la signora Luciana, pensionata - è la totale mancanza di punti di socializzazione”.

“Dal momento che molti appartamenti sono disabitati - prosegue - sarebbe bello se almeno uno venisse destinato all’uso comune! Così da poterci incontrare e riunire, per scambiare quattro chiacchiere, prendere un tè in compagnia!”.

La signora Annarita parla invece dei disagi legati al trasporto pubblico. “Vorremmo un autobus che passasse per l’autostrada, siamo anche disposti a pagare di più. Quello che c’è ora impiega quasi un’ora per arrivare al terminal! Abbiamo contattato anche l’Ama in proposito, perché è un problema serio soprattutto per i miei figli e per gli altri ragazzi che vanno a scuola”.

“Un paio di settimane fa - afferma ancora - finalmente sono venuti a montare la pensilina alla fermata. C’era stata una raccolta firme per evitare che, come l’anno scorso, i ragazzi aspettassero la propria corsa sotto una bufera di neve”.

La signora Luisa, invece, porta fuori a vedere la pavimentazione esterna della piastra che sul camminatoio che conduce sul retro è decisamente sconnessa: “Qualche tempo fa una delle lastre della pavimentazione si è staccata e per poco non ha preso in pieno un ragazzino che passava di sotto”, svela.

Molti altri i problemi rilevati poi dalla signora Franca. “Inizialmente ci avevano assegnato un appartamento a Paganica, poi ci hanno spostato qui e i disagi sono veramente moltissimi”.

“L’isolamento, la totale mancanza di servizi che sono lontanissimi - dice amareggiata - Personalmente, avendo la macchina non ho grossi problemi. Certo, quando ho bisogno di comprare il latte e il pane devo fare i chilometri! Ma è per le persone anziane e per i bambini che la situazione diventa davvero drammatica!”.

“È stata una decisione infelice quella di scegliere questo come sito per le Case - ammonisce poi - Mancano i punti di ritrovo per la socializzazione e il parco giochi per i bambini non è sufficiente, specie d’inverno, quando le condizioni climatiche non permettono di mettere il naso fuori dalla porta! Siamo investiti da bufere di neve e di grandine e spesso siamo costretti a barricarci dentro”.

“Per giunta - continua la signora - la tipologia di palazzine scelta per Assergi è del tutto sbagliata. Il vano scale non è riparato ma completamente esposto, le imposte sono di plastica invece di quelle più robuste in legno che, per esempio, hanno utilizzato a Paganica. Quando si alza il vento rischiano di venire divelte, e a qualcuno dei nostri vicini è già successo”.

“Il problema più serio riguarda il riscaldamento - si lagna la signora - Le caldaie funzionano male, si rompono spesso e la manutenzione è assolutamente carente”.

“L’accensione dell’impianto di riscaldamento è prevista di norma per la metà di ottobre - afferma - ma non si considera che qui fa freddo già da molto prima. A inizio ottobre c’è stata una tormenta di neve e siamo rimasti alcuni giorni al freddo. Abbiamo segnalato il problema ma la risposta non è stata immediata. Era necessaria un’ordinanza del sindaco”.

“A giorni - annuncia ancora la donna - partirà una raccolta firme per un altro problema veramente gravissimo: l’impianto fotovoltaico e i pannelli solari non funzionano. Il Comune e la Manutencoop negano e ci rispondono che non abbiamo prove per dimostrarlo. Ma quest’estate, ad agosto, nonostante il solleone, nessuno degli inquilini aveva l’acqua calda, ci è sembrata una prova sufficiente”.

“È una situazione paradossale, specie se si considera che questi dovrebbero essere per definizione complessi antisismici ecocompatibili. Ci sentiamo abbandonati, questa è la verità”, conclude.



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