C.A.S.E. TOUR/SASSA N.S.I., INGANNEVOLMENTE VIVE

Pubblicazione: 02 ottobre 2011 alle ore 09:00

A oltre due anni dal terremoto, il progetto C.a.s.e. è una realtà urbana e sociale giocoforza accettata dagli aquilani.

Nelle 19 aree sono stati realizzati 185 edifici, per un totale di circa 4.500 appartamenti che a oggi ospitano poco più di 13 mila persone.

Alcuni abitano alloggi vicini alle loro case di un tempo, quelle che hanno perso, altri hanno cambiato completamente zona della città o addirittura paese.

Disagi e comfort si dividono quasi equamente, mentre le famiglie del capoluogo cercano di abituarsi a passare la vita in queste abitazioni.

Come si abita oggi nel progetto C.a.s.e.? Per avere il quadro della situazione e vagliare sentiti dire positivi e negativi, AbruzzoWeb ha lanciato una rubrica che periodicamente porterà i lettori dentro le piastre e gli alloggi.

Tra problemi, speranze, disagi e comodità. Buona lettura.

C.A.S.E. SASSA N.S.I. - LA SCHEDA
Palazzine:  18
Appartamenti:  400
Persone a oggi:  1.304
Cosa va: Cosa non va:
1. Appartamenti gradevoli 1. Vita sociale assente
2. Convivenza tranquilla 2. Manutenzione scarsa
3. Spazi pubblici ampi 3. Trasporti carenti

GUARDA LA FOTOGALLERIA

di Cristina Alexandris

L'AQUILA - La situazione del nucleo di Sassa, uno dei principali insediamenti del progetto C.a.s.e., è il quarto più grande, si presenta visibilmente movimentata.

Mentre un gruppo formato da una decina di anziani nei pressi di alcune panchine su un ampio spazio verde parla sommessamente, altrettanti bambini dall'altra parte di un edificio, giocano a voce squillante nel giardinetto a loro dedicato sorvegliati da alcune madri.

GUARDA LA FOTOGALLERIA

Qualcuno torna con le buste del supermercato, qualcun altro esce, i cestini della spazzatura sono colmi oltre l'orlo, le macchine vanno e vengono dai parcheggi semivuoti; un autobus passa, qualcuno lo prende.

C'è vita, insomma, nei 12.350 metri quadrati che compongono l'insediamento e a un occhio esterno appare una realtà visibilmente brulicante ma, si apprenderà in seguito, ingannevolmente viva.

Affollata sì, ma di gente che tira dritta per la propria strada, si dirà, e non partecipe nella vita sociale del complesso residenziale.

Questo quanto emerge dalle parole di chi vive nell'insediamento e vorrebbe pretesti aggregativi e da quelle di chi ha fatto e sta facendo qualcosa per donare a queste abitazioni un'immagine e un carattere diversi da quelli di "luogo dormitorio".

Gli appartamenti, in ultima analisi, risultano "deliziosi" a tutti, ma, nonostante ciò, i problemi sono ovunque, piccoli e variegati.

A partire dai collegamenti degli autobus che impediscono ai più anziani una fruizione comoda e veloce del mezzo per raggiungere il centro, fino alle perdite d'acqua sui muri o dei rubinetti, passando per il fatto che si sta come "il tonno in scatola" e che alcune mattonelle dislivellate hanno finito per "rompere l'aspirapolvere".

Piccoli problemi domestici "cui si farebbe volentieri a meno" ma, nonostante ciò, "dire che si sta male è un peccato".

"Qui ci troviamo fondamentalmente bene, la convivenza è tranquilla, però il posto non è troppo collegato" afferma un gruppo di anziane signore nei pressi dell'insediamento.

"Ci vorrebbe più manutenzione, soprattutto per i bambini - afferma invece K.U. mentre sorveglia i bambini giocare - ci sono infatti tante aree verdi, il complesso è molto grande ma la manutenzione è scadente. Inoltre benchè qui sia pieno di bambini piccoli, la struttura è per grandicelli".

"Personalmente dentro non abbiamo nessun problema, la raccolta differenziata funziona bene, io rimpiango solo il passato, la malinconia nasce da quello anche perchè prima vivevo a Pettino", aggiunge la signora.

"Certo - afferma la madre - se le avessero fatte più grandi queste case si sarebbe stati meglio anche perché i tempi sono lunghi, il concetto di provvisorio è relativo, stiamo come il tonno in scatola, se si dovessero liberare le case più grandi, dovrebbero agevolare gli spostamenti".

A questa parole interviene un'altra donna, che afferma: "Bisogna considerare che ci sono degli appartamenti vuoti, risulta che alcune persone vivono qua e poi in realtà non ci sono oppure vivono ad esempio a Roma e vengono solo ogni tanto tenendo l'appartamento occupato, ci sono degli enti preposti a cui abbiamo chiesto spiegazioni a riguardo ma ancora non le abbiamo ottenute".

"Ovviamente - affermano i coniugi Di Bartolomeo - ci troviamo male perché rivogliamo la nostra casa, tutto sommato però nel nostro appartamento non c'è nessun problema, prima però abitavamo in centro e soffriamo la lontananza".

"Le case sono gradevoli. Ultimamente si sono verificate delle perdite d'acqua all'esterno che stanno rovinando anche parte dell'interno ma a parte questo si sta bene, il problema non è dentro le case ma fuori".

Queste le parole di Graziella Cucchiarelli, la creatrice della pagina di Facebook "Creiamo luoghi abitati e non solo occupati" nonchè fondatrice di un'associazione nata con lo scopo di creare pretesti aggregativi all'interno di questo insediamento di Sassa.

"La gente vive nelle C.a.s.e. in maniera rassegnata come se non fosse possibile cambiare il corso delle cose e poi si lamenta che non c'è vita sociale", spiega la donna.

"Personalmente - commenta la Cucchiarelli - ho fatto un lavoro incredibile appena arrivata in questo insediamento: ho fatto una scheda di rilevazione di bisogni, visto quali fossero le necessità e successivamente creato un'associazione che avesse lo scopo di far conoscere e interagire le persone però il discorso è: una volta fatto questo, dove sono gli abitanti?"

"Non sottovalutiamo il fatto - aggiunge la donna - che qui ci sono poco meno di 1.500 persone ma quando si organizza qualcosa anche di carattere banalmente ricreativo, al massimo giunge un centinaio di persone".

Indicando un tendone presente in uno spazio verde davanti l'ingresso del complesso, la Cucchiarelli spiega: "Qui a marzo abbiamo fatto l'inaugurazione dell'associazione che abbiamo chiamato "Ji prati della Cirella", per l'occasione abbiamo invitato il coro della Portella e la risposta è stata buona ma adesso ognuno deve diventare una cellula attiva ci questo organismo altrimenti rimaniamo una ventina di persone e da sole non riusciamo a migliorare la qualità di questa vita di cui tutti si lamentano".

Di carattere decisamente più tangibile, invece, le rilevazioni del signor Valiva che spiega: "Qualche giorno fa un fulmine è caduto qua vicino e ha causato problemi con l'acqua calda ma adesso è tutto apposto" aggiungendo che gli unici problemi che rimangono sono quelli relativi alla temperatura, "troppo alta in estate" per via della natura degli appartamenti, interamente in legno.

"Bisogna tener conto che sono casette fatte in tre mesi, - afferma altrettanto concretamente la signora Angela C. - appena entrata qui, con tutta la condizione di emergenza post terremoto, mi è sembrato un paradiso. Certo, subito dopo hanno iniziato a spuntare i problemi, ad esempio nel corridoio che mette in comunicazione le scale con l'ascensore c'è una botola dove soprattutto in inverno piove molto e c'è spesso vento".

"In estate si soffre molto il caldo - afferma la signora - poi i nipoti litigano per gli spazi ristretti ma la cosa peggiore è che siamo isolati; la mattina ci sono molti autobus ma quello che passa qua arriva a L'Aquilone dove c'è lo smistamento, quindi per raggiungere il centro ci vuole veramente troppo tempo se non si ha la macchina e così molti anziani rimangono bloccati qua".

Altre cose non vanno, secondo la signora Angela: "Le mattonelle si muovo, ci ho rimesso anche ottanta euro di aspirapolvere perchè il filo è rimasto impigliato tra le pistrelle, inoltre prima abitavo in centro quindi ora soffro l'isolamento. Alcuni contenitori pubblici della spazzatura, poi, sono sempre pieni e i rubinetti hanno perdite ma nonostante ciò dire che stiamo così male è un peccato anche perchè è stata da subito una sistemazione di cui essere grati".

Alcuni anziani inoltre lamentano il fatto che non ci sia nè un giornalaio nè qualche negozio nell'immediata vicinanza, al di là di quelli nel centro commerciale L'Aquilone e dell'ambulante della frutta "che arriva due volte a settimana".

Tranne rare eccezioni di qualche "vicino prepotente" e insolito straniero, però, la convivenza nell'insediamento risulta tranquilla a tutti.

Addirittura troppo, secondo quanti sostengono, come la Cucchiarelli, che la vita potrebbe migliorare di molto con un'interazione più attiva e partecipe tra gli abitanti.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui