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CALCIO: DEL PINTO, L'AQUILANO DA SERIE A,
''E' DURISSIMA TRA I MERTENS E GLI HIGUAIN''

Pubblicazione: 24 dicembre 2017 alle ore 09:00

Lorenzo Del Pinto
di

L'AQUILA - “Mi fa riflettere e mi fa male il fatto che all'Aquila, che è il più grande cantiere d'Europa, non si riesca a tenere una squadra di calcio in serie C”.

Ha anche indossato la fascia di capitano del Benevento in serie A, Lorenzo Del Pinto, classe 1990, il 'lupo' nato all'Aquila e cresciuto anche calcisticamente nella vicina Scoppito di suo papà Luciano, pure lui futbolista.

Eppure, nella sua voce si avverte una tensione mista a delusione per come stanno andando le cose sia nel capoluogo d'Abruzzo colorato di rossoblù, sia alla prima esperienza sua e dei giallorossi sanniti nella massima serie dopo le promozioni dalla Lega Pro alla B e dalla B alla A.

Con quell'unico punto tra i grandi, entrato nella storia del pallone nostrano, ma pure di fuori confine, anche e soprattutto per essere stato conquistato nel 2-2 contro il Milan allo scadere grazie a un gol del portiere Brignoli, che li relega malinconicamente, o forse rabbiosamente, conoscendo i nervi sempre a mille del centrocampista ex L'Aquila Calcio, all'ultimo posto in classifica.

“La serie A è un'altra cosa rispetto alla B - ammette Del Pinto in un'intervista natalizia a cuore aperto ad AbruzzoWeb - e per noi si sta dimostrando durissima, ma non dobbiamo né possiamo mollare. Ho notato le enormi differenze di categoria fin dai primi allenamenti: i livelli di preparazione, il carico di lavoro, completamente diversi da quelli tra i cadetti. Cambia tutto, decisamente”.

“Sto vivendo questa esperienza giorno per giorno, consapevole di dover lottare come ho sempre fatto - spiega dal suo punto di vista - Sono partito da lontano, ho fatto e continuo a fare esperienza e ora vivo un'esperienza unica".

Certo, non sfugge, "mancano i risultati, ma qui la piazza ha capito le nostre difficoltà in campo e continua a sostenerci, d'altra parte qui si vive di calcio ogni giorno”, nonostante la parte più accesa del tifo sia tuttavia entrata da poco in aperta polemica e abbia cominciato a protestare con forza per le situazione.

“Chi mi ha impressionato di più in campionato fino a questo momento? Il Napoli, senza dubbio sia a livello tattico che tecnico - risponde - Contro gli azzurri ho anche avuto modo di rivedere Marco Ianni (ex calciatore classe 1982 che è nello staff dei partenopei, ndr), aquilano come me”.

Ovvia, ma non banale, l'emozione provata allo Juventus Stadium di Torino contro la Vecchia Signora: da tifoso juventino, Del Pinto è stato “felicissimo di aver messo piede in quello stadio contro quei colori”.

“Peccato per il 2-1 finale. E pensare che abbiamo giocato bene e siamo pure andati in vantaggio con la punizione di Ciciretti”, suo compagno di squadra anche nell'Aquila Calcio.

Quella L'Aquila Calcio che non smette mai di seguire e che lo “sorprende”, in negativo.

“Vedo che le cose non vanno benissimo in serie D e sinceramente non riesco a capire come in una realtà come quella di una ricostruzione post-terremoto non si riesca a mantenere una squadra almeno in terza serie - ribadisce - È qualcosa che mi dispiace enormemente, è bruttissimo vederla così, perché con la maglia rossoblù ho vissuto un periodo bellissimo della mia carriera”.

“Forse - le sue parole su questo argomento - bisognerebbe rifondare e ricominciare dal settore giovanile. Comunque questa situazione fa male”.

“A Scoppito torno tutte le volte che posso, passerò lì anche il Natale per poi tornare subito giù perché c'è il campionato che chiama, è casa mia - afferma quindi - Noi aquilani siamo attaccatissimi alla nostra terra, pure se a Benevento mi trovo benissimo. È una città che per certi aspetti, su tutti quello 'caratteriale', mi ricorda molto L'Aquila”.

“Al di là di come finirà l'esperienza in massima divisione, posso dire che è assolutamente straordinaria - conclude Del Pinto - Sto imparando tanto e provando a riempire il più possibile il bagaglio di conoscenze che soltanto questo campionato riesce a darti".

Nel frattempo, nei giorni scorsi ha beccato un premio, quello per "Miglior giocatore rivelazione" in serie B nella scorsa stagione agli 'Italian Sport Awards - La notte dei Campioni dello Sport Italiano - Gran Galà del Calcio'.

"La serie A, un campionato che, sì, non sarà più quello di qualche anno fa, ha ancora grandissimi giocatori, Higuain, Mertens, Dzeko. E a livello tattico non è secondo a nessuno. Qui da noi, al primo errore vieni punito subito, ma riesci lo stesso a mettere in difficoltà pure le grandi squadre”, conclude.

 



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