CALL CENTER INPS L'AQUILA: LA MOSSA DEI SINDACATI
CGIL CISL UIL, ''CONTRATTI TLC ANCHE A COOPERATIVE''

Pubblicazione: 05 ottobre 2017 alle ore 19:14

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L'AQUILA - A due mesi di distanza dall'ultimo tavolo in Regione Abruzzo all'Aquila, i sindacati Cgil, Cisl e Uil del capoluogo d'Abruzzo tornano a parlare del contact center Inps-Inail-Equitalia, che dà lavoro a 560 persone, il comparto occupazionale più grande in città.

E lo fanno in una conferenza stampa nella sede Cgil di via Saragat, con Francesco Marrelli e Marilena Scimia affiancati da Piero Francazio (Uil) e Tonino De Simone (Cisl).

I sindacalisti hanno ribadito, tra l'altro, quanto già espresso più volte in precedenza: vogliono la stabilizzazione degli interinali e l'uniformità dei contratti, per quest'ultimo capitolo significa far passare i contratti da cooperative a telecomunicazioni (Tlc).

Una richiesta che arriva, tuttavia, a margine di due passaggi fondamentali della vicenda: l'apertura delle buste, lo scorso 2 ottobre, contenenti le offerte per il bando di gara Inps che riguarda il nuov affidamento di una commessa oggi ancora, in proroga, a Transcom e in subappalto dall'azienda Lavorabile; e la composizione della commissione che deve occuparsi della verifica delle offerte.

Transcom, insieme ad Almaviva e Covisan, fa parte di una delle quattro cordate che partecipano alla gara.

“Ci troviamo in una situazione di difficoltà con questo contact center - ha detto Francazio - Più volte abbiamo parlato con Lavorabile, ma ogni volta, alle nostre richieste su interinali e uniformità di contratti, la risposta è sempre stata negativa”.

“Vogliamo salvare tutti i posti di lavoro - ha aggiunto l'esponente Uil - ma è evidente che questa trattativa sarà molto lunga, difficile e complicata, visto che con chi vincerà la gara dovremo parlare sia delle persone che, allo stato attuale, potrebbero perdere il posto, ma soprattutto della differenza normativa e salariale per chi ha il contratto delle cooperative, che è più basso di circa di 177 euro lordi rispetto a chi ha il contratto telecomunicazioni”.

“La preoccupazione da parte sindacale riguarda l'applicazione effettiva di due elementi - le parole di Marrelli - il primo è quello della continuità del rapporto di lavoro nel momento in cui si aprirà la fase di cambio di appalto, il secondo è della territorialità. Ecco perché serve il coinvolgimento delle istituzioni, cioè Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell'Aquila”.

Istituzioni, tranne la Provincia, che gli stessi sindacati, Cisl compresa nonostante fino a pochi giorni prima De Simone fosse acerrimo nemico della strategia oggi sposata in pieno di Cgil e Uil, hanno incontrato lo scorso 4 agosto in sede regionale proprio all'Aquila, con promessa, non mantenuta, di nuovo incontro entro la fine dello stesso mese.

In quella sede, però, la linea politica e tecnica individuata era stata approvata, pur tra qualche polemica e incomprensione, ma poi sconfessata proprio dai sindacati.

Il tutto dopo l'ennesimo tavolo in sede regionale per le cui convocazioni a far pressioni costanti nei mesi più caldi della battaglia in difesa del contact center numericamente più grande dei dieci sparsi in tutta Italia (oltre 2 mila gli addetti), era stata l'associazione [email protected] per L'Aquila, nata all'interno dello stesso contact center che in questi giorni ha visto l'ingresso del sindacato Cisal comunicazione, con oltre 150 iscritti attualmente quello più numeroso e che "intende avere una rappresentanza al tavolo delle trattative che consenta finalmente ai lavoratori di decidere sugli accordi che li riguardano eleggendo direttamente i loro rappresentanti”.

Un ingresso che ha fatto arrabbiare non poco Cgil, Cisl e Uil, che ai lavoratori hanno sostanzialmente "suggerito" di non iscriversi, anche se nella conferenza di questa mattina i rappresentanti delle tre sigle storiche non hanno tirato fuori la questione.



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