CALL CENTER L'AQUILA: 100 ESUBERI A ECARE, SINDACATI ''NO DELOCALIZZAZIONI''

Pubblicazione: 09 novembre 2017 alle ore 09:31

L'AQUILA - "Le preoccupazioni da noi espresse sono state confermate dall’azienda, in quanto se la commessa Poste riguarda Roma, una riduzione dell’attività anche parziale, mette in seria difficoltà la sostenibilità del sito abruzzese. Secondo l’azienda, il sito dell’Aquila mantiene un costo alto, sostenibile solo con la piena saturazione delle attività. Saturazione che al momento l’azienda non può assicurare".

Lo affermano in una nota Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl-Telecomunicazioni, dopo l'incontro sulle sorti del call center Ecare di ieri al Ministero dello sviluppo economico, chiesto dagli stessi sindacati, con l'azienda, il governo e il vice presidente della Regione Abruzzo, con delega alle attività produttive, Giovanni Lolli.

Gli esuberi nel call center dell'Aquila sarebbero quantificabili in 100 unità sulle 400 totali, in un settore ormai nevralgico per il capoluogo, dove sono quasi 2 mila gli addetti.

I sindacati hanno fatto presente al Mise e alla Regione che "la nuova proprietà ha il compito e il dovere di portare valore aggiunto, attraverso nuove commesse e investimenti così come era stato annunciato".

"Si è poi sottolineato che per qualsiasi soluzione c’è il fattore tempo che al momento non è possibile determinare e questo rappresenta un grave problema, tanto più che E-Care ha utilizzato tutti gli ammortizzatori sociali nell’arco del quinquennio e non ha la possibilità di accedervi oltre".

"A tutti sono note le difficoltà che la città sta ancora attraversando anche in termini di collocazione occupazionale", continuano i sindacati nella nota, "per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministero dello Sviluppo un intervento rapido e persuasivo, sia per favorire un afflusso di attività capace di saturare l’attuale monte-ore lavorativo, sia per verificare la possibilità di attivare nuove proroghe di eventuali ammortizzatori".

"Nel frattempo l’azienda si deve impegnare a varare un vero e proprio piano industriale che sappia offrire una prospettiva futura nella quale si investe, soprattutto su attività di forte valore aggiunto, anche con l’aiuto di fondi previsti, per la formazione continua".

"E-Care non ha intrapreso alcun impegno specifico, se non qualche attività derivante da nuovi clienti ma al momento di modeste dimensioni e comunque non subito", dicono i sindacati, "ha invece balenato la possibilità di aprire una nuova procedura di licenziamenti collettivi se dovesse continuare questo stato di cose. Governo e Regione si sono impegnati a fare una ricognizione con alcune grandi aziende che operano o vorrebbero operare nella regione".

Per i sindacati, poi, occorre "verificare la possibilità di accedere a qualche strumento previsto per queste situazioni, in attesa della legge di stabilità (metà dicembre) che dovrebbe prevedere una proroga degli ammortizzatori sociali. Governo e Regione per queste verifiche hanno chiesto l’aggiornamento dell’incontro a lunedì 20 novembre alle ore 16,00".

"Le organizzazioni sindacali auspicano il successo degli impegni di Governo e Regione Abruzzo ma sono pronti alla mobilitazione per difendere anche un solo posto di lavoro all’Aquila come in altre sedi e diffidano l’azienda ad utilizzare questo tempo per spostare attività dal sito in questione", conclude la nota.



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