CALL CENTER L'AQUILA CONTRO BOERI, ''PENSI A RISPETTO CLAUSOLA SOCIALE''

Pubblicazione: 04 marzo 2017 alle ore 15:38

Tito Boeri
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L'AQUILA - Clima di rabbia e indignazione all'Aquila per quanto affermato ai microfoni della trasmissione La Gabbia di La7 dal presidente Inps, Tito Boeri, sul futuro dei 560 lavoratori del contact center Inps-Inail-Equitalia dell'Aquila in attesa di conoscere i dettagli del bando di gara Inps per l'assegnazione della commessa in proroga fino a giugno e gestita da anni in appalto da Transcom e in subappalto dall'azienda Lavorabile.

Le dichiarazioni di Boeri - "Come faccio ad assicurare che i lavoratori non perderanno il posto? Noi vogliamo aiutarli, ma ci sono delle leggi, ci sarà una procedura di gara. Volete dire che dobbiamo dare a tutti i costi la comessa a queste persone?" - hanno lasciato il segno, suscitando reazioni politiche e preoccupazione tra gli addetti di quella che è la più grande azienda aquilana e delle dieci commesse Inps in Italia.

"Nessuno sta chiedendo all'Inps di violare le leggi sulle gare di appalto per i call center. Gli si sta chiedendo il contrario, cioè di rispettarle", ha dichiarato ad AbruzzoWeb Giovanni Lolli, vice presidente della Regione Abruzzo con delega alle Attività produttive,

Per Lolli, "tra le leggi da rispettare c'è la clausola sociale (mai nominata da Boeri, lo stesso che per mesi non ha risposto alle sollecitazioni sulla vicenda 'piovute' dall'Abruzzo, ndr), che prevede che chiunque vinca un appalto di gestione di contact o call center debba tenere i lavoratori già impegnati. Logica, etica e decine di sentenze della Cassazione hanno stabilito fuori da ogni dubbio che la clausola sociale si estende anche ai subappalti. L'Inps, lo ribadiamo, deve soltanto rispettare le leggi". 

Addirittura sabato scorso, quindi prima che Boeri parlasse, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente - che nei mesi scorsi, senza riuscirci, aveva tentato (non solo lui) di avere delle delucidazioni proprio dal numero uno Inps - in un fuori onda 'pescato' da La Gabbia a margine dell'assemblea pubblica sul tema organizzata dall'associazione [email protected] per L'Aquila, si era lanciato in un'analisi durissima condita da qualche parolaccia.

"Tu sei un ente pubblico italiano – le parole del primo cittadino del capoluogo abruzzese – ma che c...o, veramente hai la faccia come il c..o. Vai a risparmiare in questo modo per poi avere disoccupazione. C'è mobilitazione, però funziona così: il governo chiama Boeri e dice 'Non rompere il c...o. Questa è la politica'".

Quanto detto da Boeri, ha spinto a intervenire anche la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane.

"Rivolgo un appello al Governo affinché vigili, nel rispetto dell'autonomia dell'ente, sul bando di gara per il call center dell'Inps - ha scritto in una nota l'esponente dem - che deve essere conforme alle normative sulla clausola sociale e sull'esclusione dal massimo ribasso delle spese per il personale, introdotte con il Codice degli appalti e con la legge di bilancio 2017. Non è possibile che sia proprio l'Inps a fare macelleria sociale sulla pelle dei lavoratori. Tutta questa vicenda del rinnovo del bando per il call center dell'Inps, che tanto clamore ha suscitato in Abruzzo per le dichiarazioni di Tito Boeri al programma La Gabbia, deve essere ricondotta alla razionalità, al rispetto istituzionale, alla solidarietà sociale e ovviamente al rispetto della normativa vigente in materia".

"È ovvio che la commessa per il call center dell'Inps - ha aggiunto Pezzopane - deve essere messa a bando. Non importa quale azienda vincerà, ma esistono norme precise per la tutela dei lavoratori, che a L'Aquila hanno in gran parte un contratto a tempo indeterminato. La 'clausola sociale' serve proprio ad evitare la precarizzazione continua degli operatori dei call center e a salvaguardare il know how, che nel caso dell'Inps è importante per l'efficienza di molti servizi agli utenti".

IL RESTO DELLA NOTA DI STEFANIA PEZZOPANE

Escludere il massimo ribasso per le spese di personale significa evitare il trasferimento all'estero dei call center e tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. E vanno garantiti sia i lavoratori in appalto che in subappalto.

"Aggiungo che non è conveniente per nessuno sostituire operatori già formati, con contratto a tempo indeterminato, con precari, anche perché a quel punto bisogna investire anche sugli ammortizzatori sociali, altri costi oltre ai prevedibili e gravissimi costi sociali. Credo che l'Inps, che è un ente autonomo vigilato dal ministero del Lavoro, abbia tutto l'interesse a tutelare i lavoratori, a prescindere dall'azienda che vincerà il bando.

Sull'argomento, si è fatta sentire pure l'associazione [email protected] per L'Aquila del presidente Venanzio Cretarola, che a La Gabbia ha parlato dello sperpero di soldi pubblici in caso di licenziamento dei lavoratori. 

"Boeri non è stato molto 'brillante' - si legge in un comunicato dell'associazione - con il giornalista de La Gabbia ed è apparso inutilmente sulla difensiva. Il giornalista gli ha semplicemente chiesto ciò che chiediamo noi da mesi e non ci si può limitare a ripetere 'Ma c'è la gara!'. Lo sappiamo bene, ma è lui quello che dovrebbe perlomeno spiegare 'come' l'Inps intenda scrivere il Bando e come, appunto, il Bando inserisca norme di garanzia occupazionali prescritte dalla Legge sulla clausola sociale. Se il presidente dell'Inps non sa cosa stanno facendo i suoi dirigenti, se lo faccia spiegare rapidamente. Il giornalista chiedeva semplicemente quale sorte sarebbe toccata ai lavoratori dell’Aquila, non quale azienda avrebbe vinto la gara, come affermato con fastidio da Boeri".

IL RESTO DELLA NOTA DI [email protected] PER L'AQUILA

Nemmeno a noi interessa sapere chi vincerà la gara, ma esigiamo di sapere come si intende garantire la legge sulla clausola sociale! Si può e si deve spiegarlo. Ci sono molti validi motivi per esigerlo, e soprattutto il fatto che l'Inps non è un'azienda privata, ma un ente pubblico.

Insomma, Boeri poteva esprimersi molto meglio: vogliamo pensare che sia stato preso alla sprovvista (questi giornalisti d'assalto!...) preso com'è da tanti impegni che gli rendono difficile concentrarsi sulle sorti di oltre 2.000 lavoratori. Dobbiamo dargli una mano ricordandoglielo spesso.

Noi abbiamo ampiamente spiegato a tutta Italia perchè un Bando che non assicura la continuità occupazionale degli attuali addetti è semplicemente illegittimo, oltre che causa di sperpero di soldi pubblici, oltre a mettere a rischio la qualità del servizio pubblico. 

Stiamo chiedendo semplicemente il rispetto della legge.

Vogliamo basarci sui fatti e sugli atti amministrativi, pertanto continueremo a tempestare l'Inps e le istituzioni locali affinché lo tempestino soprattutto loro.
L’INPS e i suoi dirigenti competenti devono esprimersi.

Non si illudano neanche di mettere le istituzioni ed i lavoratori davanti al fatto compiuto: un Bando scorretto provocherebbe una mobilitazine ancora più elevata, oltre che ricorsi legali ad ogni livello.

Noi però continuiamo a voler essere ottimisti. 

A "volerlo" essere, non semplicemente ad esserlo!



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