CALL CENTER L'AQUILA: CRETAROLA, ''CGIL CISL UIL E ALMAVIVA CI DANNO RAGIONE''

Pubblicazione: 13 ottobre 2017 alle ore 23:00

Venanzio Cretarola

L'AQUILA - "Cgil, Cisl e Uil nazionali e l'azienda Almaviva danno ragione a noi di [email protected] per L'Aquila".

Lo scrive in una nota Venanzio Cretarola, presidente dell'associazione [email protected] per L'Aquila ed esponente del sindacato Cisal comunicazione, polemizzando sulla vicenda del contact center Inps-Inail-Equitalia prossimo alla assegnazione di una nuova commessa oggi in proroga e nelle mani di Transcom e dell'azienda Lavorabile.

“Da un anno questa associazione – prosegue Cretarola, che nei giorni scorsi aveva avuto un duro scontro proprio con le tre sigle sindacali aquilane – che del già ex Consorzio Lavorabile era presidente – ha iniziato una battaglia per la tutela del settore dei call center aquilani, a partire dalla commessa Inps. L’associazione denuncia il comportamento dell’Inps (sprezzante verso i lavoratori e verso il Parlamento italiano) la latitanza di Cgil, Cisl e Uil provinciali del settore telecomunicazione e l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni locali, ma denuncia soprattutto l’accordo di maggio 2016 con cui i tre sindacati nazionali hannodisatteso la legge sulla clausola sociale, aprendo le porte alla 'totale e completa destrutturazione del settore' di cui oggi si lamenta perfino Almaviva (una delle aziende che partecipa alla nuova gara Inps, ndr), la maggiore azienda italiana del settore, che ne è però uno dei responsabili”.

“L’associazione – afferma ancora – da sempre si oppone alla diffusa pratica della riduzione del trattamento economico e normativo dei lavoratori quale unico metodo di riduzione dei costi e ai bandi pubblici, come quello in corso dell’Inps, che agevolano l’abbattimento di occupazione e stipendi. [email protected] per L'Aquila da un anno denuncia la sottoscrizione di numerosi accordi firmati da Cgil, Cisl e Uil che, non rispettando la legge sulla clausola sociale, stanno addirittura consentendo alle aziende di percepire agevolazioni pubbliche licenziando e riassumendo le stesse persone, con evidente danno erariale e dispendio di risorse pubbliche”.

Cgil, Cisl e Uil aquilani pochi mesi fa si sono rifiutati di denunciare insieme all’associazione il caso Almaviva, caso del quale fanno parte anche loro per aver consentito di licenziare 300 lavoratori di Roma impegnati nella stessa commessa Inps per sostituirli con altrettanti a Napoli con il 20 per cento di stipendio in meno. Almaviva, guarda caso, partecipa alla gara Inps insieme a T, come tempo fa avevamo profetizzato”.

“Due giorni fa, però, è accaduto un fatto clamoroso – fa notare – Nello scambio di lettere dell’11 ottobre, Cgil, Cisl e Uil azionali e Almaviva, che è la più grande azienda italiana di call center, danno ragione a [email protected] per L'Aquila. È incredibile come ciascuna delle parti accusi l’altra di favorire la concorrenza sleale fra aziende firmando accordi al ribasso sulle spalle dei lavoratori. Accordi che però hanno sottoscritto proprio loro!”,

Nella lettera, spiega a questo punto Cretarola, “i sindacati denunciano il comportamento di Almaviva, che però i loro segretari provinciali dell’Aquila hanno ufficialmente difeso. Gli stessi che hanno anche firmato nel 2016 l’accordo per  la ex Globe Network nel capoluogo d'Abruzzo cha ha tagliato gli stipendi fino a 150 euro mensili”.

“Almaviva – incalza quindi il presidente di [email protected] per L'Aquila –  accusa i tre sindacati., con i quali essa stessa ha firmato accordi di riduzione di stipendio in tutte le sedi italiane, di aver firmato 'per anni' con aziende concorrenti, che delocalizzano all’estero, accordi 'peggiori e pesanti per i lavoratori', facendo alcuni esempi di accordi scorretti fatti dai tre sindacati, fra i quali anche quello per Globe Network dell’Aquila, vantandosi di essere l’unica azienda che difende l’occupazione, pensate un po’, addirittura accusandoli di ignorare gli appelli dei loro stessi segretari provinciali di Milano scrivendo che siamo di fronte a un “comportamento gravissimo che certamente non aiuta i lavoratori. Ma che storia è questa?”.

“La cosa incredibile è che hanno contemporaneamente ragione (e torto) entrambi”, ironizza Cretaroa, che è convinto che questa vicenda somigli “maledettamente alla storiella del bue e dell’asino, però a parti invertite ed alternate. Anche tutti loro quindi oggi ci danno ragione!”.

“Per questo a Lavorabile già 200 lavoratori in pochi giorni hanno aderito alla Cisal comunicazione, sindacato rappresentativo a livello nazionale, che garantisce che i lavoratori si scelgano i loro rappresentanti e decidano del loro futuro. E tutto questo nella perdurante e assordante assenza delle Istituzioni nazionali e locali che si sono arresi anche a Inps, ma per noi si sta continuando a non rispettare le leggi di settore creando ulteriore disoccupazione”.



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