CALL CENTER L'AQUILA: CRETAROLA, ''CGIL CISL UIL FANNO LICENZIARE LAVORATORI''

Pubblicazione: 06 ottobre 2017 alle ore 18:09

L’AQUILA - “Cgil, Cisl e Uil incitano le aziende aggiudicatarie della commessa Inps a licenziare i lavoratori delle cooperative e gli interinali”.

Lo afferma in una durissima nota Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione, nata all’interno del contact center Inps-Inail-Equitalia aquilano, [email protected] per L’Aquila, dopo la conferenza stampa di ieri tenuta da esponenti di Cgil, Cisl e Uil organizzata per parlare della situazione del sito del capoluogo d’Abruzzo.

Sito, uno dei dieci sparsi in tutta Italia, per cui lavorano 560 persone in attesa di conoscere il loro futuro dopo la recente apertura delle buste con le offerte relative al bando di gara Inps - base d’asta 151 milioni di euro per un affidamento da due anni più uno, con divieto di presentare offerte al di sotto dei 94 milioni di euro - per l’affidamento del servizio che è in proroga fino al 31 dicembre ed è tuttora nelle mani di Transcom e in subappalto dell’azienda Lavorabile.

A partecipare alla gara sono quattro associazioni temporanee di imprese (ati): Transcom-Covisian-Almaviva; Comdata-Network Contact; Abramo-Innova; e Gpi-Consorzio Lavorabile.

Dalla conferenza stampa è emersa, tra le altre cose, una vecchia strategia - quella fortemente contestata da Cretarola - delle tre sigle sindacali in questa vicenda e che si regge fondamentalmente sulla richiesta, rimasta fino ad oggi lettera morta, all’azienda Lavorabile di trasformare il contratto dei lavoratori delle cooperative in quello nazionale delle telecomunicazioni, affinché, secondo gli stessi sindacati, si garantisca, oltre ad un trattamento economico migliore, la clausola sociale per ottenere la continuità del posto di lavoro, qualunque sia il vincitore della gara.

Ma, commenta Cretarola, “i sindacati mentono sapendo di mentire, visto che ciò che affermo è scritto nero su bianco sul sito internet dell’Inps. Dopo mesi di latitanza, ieri hanno di nuovo affermato che ai 250 lavoratori di Lavorabile dipendenti delle cooperative sociali, non si applica la clausola sociale che dovrebbe garantire la continuità occupazionale con il nuovo gestore della commessa. Fortunatamente hanno torto, ma ciò che dicono quindi è ancora più grave.

Grazie alle battaglie portate avanti solo dall’associazione anche l’Inps ha chiarito formalmente che la clausola riguarda non solo le cooperative, ma anche i circa 60 interinali. Cgil, Cisl e Uil avevano anche sostenuto per mesi che i subappalti erano esclusi dalla clausola, ma sono stati smentiti anche su questo. Ieri i tre sindacati hanno sostanzialmente incitato le aziende aggiudicatarie della commessa Inps a licenziare i lavoratori delle cooperative e gli interinali”.

“Il vero problema - prosegue il presidente di [email protected] per L’Aquila - è che i tre sindacati in un anno non hanno mai nemmeno chiesto all’Inps di inserire nel bando di gara in corso la corretta applicazione della legge sulla Clausola prevedendo esattamente la stessa cosa prevista nel settore dei Trasporti Pubblici: nei bandi va chiarito che, nei cambi di gestione degli appalti, i contratti di lavoro del personale non cessano ma continuano con il nuovo gestore.

Oggi va chiesta la stessa cosa al ministro del Lavoro e all’Inps. Solo così si garantisce sia il mantenimento dell’attuale sede di lavoro che la tutela del trattamento normativo ed economico. I tre sindacati di questo si rifiutano anche solo di parlare: si limitano a fare l’elenco dei problemi, senza mai fare una proposta concreta di soluzione”.

LA NOTA COMPLETA

È incredibile! Cgil, Cisl e Uil dell’Aquila, dopo mesi di latitanza, ieri hanno di nuovo affermato che ai 250 lavoratori di Lavorabile, dipendenti delle cooperative sociali, non si applica la clausola sociale che dovrebbe garantire la continuità occupazionale con il nuovo gestore della commessa.

Mentono sapendo di mentire. Grazie alle battaglie portate avanti solo dall’associazione Lavoriamo per L’Aquila anche l’Inps ha chiarito formalmente che la clausola riguarda non solo le cooperative ma anche i circa 60 interinali. Cgil Cisl e Uil avevano anche sostenuto per mesi che i subappalti erano esclusi dalla clausola, ma sono stati smentiti anche su questo.

Ieri i tre sindacati hanno sostanzialmente incitato le aziende aggiudicatarie della commessa Inps a licenziare i lavoratori delle cooperative e gli interinali. Fortunatamente hanno torto, ma ciò che dicono quindi è ancora più grave.

Il vero problema è che i tre sindacati in un anno non hanno mai nemmeno chiesto all’Inps di inserire nel bando di gara in corso la corretta applicazione della legge sulla clausola prevedendo esattamente la stessa cosa prevista nel settore dei trasporti pubblici: nei bandi va chiarito che, nei cambi di gestione degli appalti, i contratti di lavoro del personale non cessano ma continuano con il nuovo gestore.

Oggi va chiesta la stessa cosa al ministro del Lavoro e all’Inps. Solo così si garantisce sia il mantenimento dell’attuale sede di lavoro che la tutela del trattamento normativo ed economico. Cgil, Cisl e Uil di questo si rifiutano anche solo di parlare: si limitano a fare l’elenco dei problemi, senza mai fare una proposta concreta di soluzione.

Cgil, Cisl e Uil non si sono nemmeno opposti alla scellerata scelta dell’Inps di non applicare il codice appalti che limita il punteggio della parte economica al 30 per cento, emanando il bando di gara tre giorni prima della sua entrata in vigore (ed era noto da mesi).

Cgil, Cisl e Uil non ricordano che il loro accordo nazionale di maggio 2016 ha consentito ai nuovi gestori di ridurre pesantemente stipendi, scatti di anzianità e Tfr dei lavoratori, usufruendo contemporaneamente di notevoli agevolazioni - dalla stessa Inps - per la riassunzione delle medesime persone che lavoravano fino al giorno prima.

Praticamente i lavoratori aquilani sono costretti a “difendersi” da quell’accordo, purtroppo applicato nell’ultimo anno in tutta Italia (e anche all’Aquila).

Oggi Cgil, Cisl e Uil fanno finta di accorgersi, dopo sette anni, che in Lavorabile esistono due contratti nazionali e fanno finta, solo finta, di chiedere il passaggio al contratto nazionale telecomunicazioni con un aumento del 5 per cento per poi ridurre lo stipendio del 20 per cento.

Ma che storia è questa? Poiché i lavoratori hanno ormai capito che da questi sindacati bisogna difendersi, piuttosto che essere difesi, hanno promosso l’adesione ad un diverso sindacato riconosciuto a livello nazionale, la Cisal comunicazione, che in pochi giorni ha superato i 170 iscritti, cioè più degli altri tre sindacati messi insieme.

L’unica risposta di Cgil, Cisl e Uil è stata una campagna di calunnia e terrorismo parolaio continuando ad evitare, da mesi, ogni confronto pubblico con chi la pensa diversamente, non avendo più il monopolio della rappresentanza dei lavoratori.

Nei prossimi giorni i lavoratori di Lavorabile per la prima volta eleggeranno direttamente i loro rappresentanti sindacali, mai fatto da Cgil, Cisl e Uil da anni, e riattiveranno iniziative forti per la loro tutela.



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