CALL CENTER L'AQUILA: CRETAROLA, ''ESUBERI E-CARE E GUAI PER COMMESSA INPS''

Pubblicazione: 07 novembre 2017 alle ore 19:26

Venanzio Cretarola

L’AQUILA - “Scoppia inesorabilmente il problema dei 200 esuberi di E-Care, senza alcuna programmazione delle possibili soluzioni per una criticità nota da tempo, mentre i continui appelli di [email protected] per L’Aquila per chiedere l’intervento ministro del Lavoro per chiarire la corretta applicazione della clausola sociale relativa alla commessa del Contact Center Inps agli oltre 500 addetti restano inspiegabilmente inascoltati”.

È allarme lavoro nel capoluogo d’Abruzzo per Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione [email protected] per L’Aquila nata all’interno del locale contact center Inps-Inail-Equitalia, commessa in attesa di nuova gara ma attualmente nelle mani di Transcom e in subappalto dell'azienda Lavorabile. 

Lo stesso contact center - svela il presidente dell’associazione - “nel quale nei prossimi giorni, causa riduzione dei volumi di attività, saranno sospesi dal lavoro diversi lavoratori interinali addetti da molto tempo alla commessa Inps: qualcuno pensa che sia casuale?”.

“Proprio sulla riduzione dei volumi di attività - rincara la dose Cretarola - da mesi denunciamo l’operazione di ‘trasferimento’ ad Almaviva di Napoli e a Transcom di Lecce di pezzi interi dell’attività del contact center Inps dopo avere inspiegabilmente permesso il licenziamento di 300 operatori a Roma, che lavoravano per Inps da sette anni, in seguito all’accordo con cui Cgil, Cisl e Uil hanno consentito anche la sottrazione del 20 per cento di stipendio ai lavoratori. Argomento del quale i sindacati aquilani hanno rifiutato anche solo di parlarne”, rincara la dose.

“Anche per questo manciamo l’ennesimo appello alle Istituzioni locali e alle organizzazioni politiche e sindacali per affrontare i problemi del lavoro che non c’è e di quello che rischia di scomparire”, scrive quindi Cretarola, che con il sindacato Cisal ha raccolto oltre 200 iscritti proprio nel contact center Inps di via Antica Arischia.

“L’elenco delle situazioni di crisi - prosegue - si allunga sempre più e continua a mancare una iniziativa di ‘sistema’ in grado di anticipare i problemi occupazionali, soprattutto utilizzando una parte cospicua dei Fondi per lo sviluppo del cratere sismico legandoli direttamente alla creazione di lavoro stabile, come ripetiamo ormai da anni avanzando proposte operative attivabili immediatamente”.

“Nel settore dei call center, il maggiore bacino occupazionale all’Aquila, anche le poche iniziative avviate, tutte su spinta di [email protected] per L’Aquila, sono dimenticate”, polemizza il presidente dell’associazione.

“Questo - fa notare - nonostante da mesi chiediamo di  esigere che il ministro del Lavoro faccia semplicemente ciò che mesi fa ha già fatto il ministro dei Trasporti, chiarendo che nei cambi di gestione degli appalti i rapporti di lavoro degli addetti continuano senza interruzione, come previsto dalla Legge”.

“È l’unico modo per evitare anche all’Aquila, prima che sia troppo tardi, la illegittima riduzione dei trattamenti economici e normativi che Cgil, Cisl e Uil del settore telecomunicazioni considera incredibilmente scontati”, rincara la dose Cretarola.

“La battaglia per la tutela dell’occupazione nell’ambito della commessa Inps è ormai diventato lo snodo centrale per imprimere una svolta a livello locale e nazionale alla ‘destrutturazione’ del settore dei call center di cui, in assenza di concrete ed immediate iniziative, si renderanno responsabili istituzioni, politici e sindacati”, aggiunge.

“Nulla di tutto ciò è inevitabile. È ora di muoversi. Nessuno altrimenti potrà considerarsi innocente”, dice ancora Cretarola, che poi annuncia che la Cisal comunicazione "si è già attivata per chiedere a Lavorabile e a Transcom un chiarimento immediato sulle modalità di assegnazione dei volumi di attività fra le varie sedi. Si tratta di un aspetto che, a fine commessa, può precostituire evidenti danni a carico di una parte dei lavoratori, che rischiano di non essere considerati "addetti negli ultimi sei mesi" alla medesima commessa, perdendo quindi i requisiti della clausola sociale".

"Chiederemo alle Istituzioni e a tutti i sindacati di attivarsi con noi in tal senso anche nei confronti di Inps e Ministero del Lavoro, entrambi corresponsabili degli eventuali rischi.
Fino a quando qualcuno non ci darà un chiarimento, non dimenticate mai la domanda: quanto fa 300 di Almaviva Napoli più 250 di Transcom Lecce?", conclude. 

 

 



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