CALL CENTER L'AQUILA, PER VERTENZA INPS SI PUNTA A INCONTRO CON I VERTICI

Pubblicazione: 14 gennaio 2017 alle ore 17:27

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L'AQUILA - Continua all'Aquila la mobilitazione in difesa dei lavoratori del contact center Inps-Inail-Equitalia.

Con all'orizzonte, come annunciato dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso (che da novembre non si sentiva su questa vicenda), un incontro con i vertici Inps - visto che è da poco stato nominato il nuovo direttore generale, l'aquilana Gabriella Di Michele - in vista del bando di gara per l'assegnazione della nuova commessa ora a Transcom e in subappalto a Lavorabile.

Questa mattina, nella sala conferenze della Casa del Volontariato, c'è stato spazio per la seconda assemblea pubblica in pochi mesi.

Presenti un centinaio di lavoratori in rappresentanza dei 560 totali della commessa aquilana, alcuni rappresentanti sindacali, l'onorevole Lello Di Gioia, presidente della Commissione parlamentare Bicamerale di Controllo sulle attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di Previdenza e Assistenza sociale, Gianni Padovani, consigliere comunale aquilano dei Socialisti italiani, responsabile Patronato Enac Abruzzo – Agenzia per il Lavoro, la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, e il presidente dell'associazione [email protected] per L'Aquila Venanzio Cretarola, promotore dell'assemblea.

Sul tavolo, tra le altre, c'è sempre la questione del bando di gara per l'assegnazione della commessa che andrà a scadenza definitiva, dopo l'ennesima proroga di 6 mesi, a giugno, e che desta ancora preoccupazione in caso di mancata applicazione della clausola sociale anche per i subappalti (480 su 560 all'Aquila), per garantire gli stessi livelli occupazionali in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con lo stesso committente.

Mobilitata la politica aquilana, del resto d'Abruzzo e anche nazionale, insieme ai sindacati, la vertenza, "ormai nazionale" secondo la senatrice Pezzopane, non vede però ancora una via risolutiva, senza dimenticare che dei dieci contact center in Italia, l'unico a "svegliarsi" è stato quello aquilano.

"Seguo con passione e da tempo questa difficile vertenza, che è nazionale - le parole di Pezzopane - e che presto arriverà al tavolo di Palazzo Chigi. Abbiamo fatto in Parlamento un ottimo lavoro per tutelare i lavoratori dei call center con l'inserimento di una speciale clausola sociale per i call center e con l'approvazione in Legge di Bilancio dell'emendamento su delocalizzazioni e scorporo dei costi del personale dia massimi ribassi, due enormi passi avanti. Ma ora in attesa della stesura da parte dell'Inps del bando per la nuova gara per l'aggiudicazione della commessa Inps, dobbiamo attivare ogni spazio e luogo di confronto per fare in modo che Inps non solo rispetti le leggi approvate e produca un bando che tuteli il lavoro ed i lavoratori, che tutti abbiano a mente che questa città non si può permettere la perdita di  posti di lavoro". 

"Inps si metta in mente che non si risparmia sui costi del lavoro delle persone. Sia in commissione Senato che nella commissione bicamerale degli enti partecipati presieduta dal collega Di Gioia oggi presente in questa assemblea, audiremo sull'argomento i vertici Inps. E presto con i nuovi vertici e con la nuova direttrice generale apriremo un confronto che auspichiamo positivo nell'interesse dei lavoratori e della città", ha aggiunto la senatrice.

Furioso con il numero uno Inps Tito Boeri è Lello Di Gioia, furioso in generale con "i bocconiani che pensano di poter risolvere tutto".

"So benissimo in quali condizioni è la realtà aquilana post-sisma - ha detto ad AbruzzoWeb Di Gioia - è inaccettabile che ci possa essere la non riconferma di questi lavoratori in un territorio in così forte difficoltà. Metterò tutto il mio impegno affiché ci siano tutti gli strumenti di difesa dei lavoratori".

"Purtroppo, dal punto di vista economico - ha detto ancora Di Gioia - L'Aquila e il resto d'Abruzzo appartengono al Mezzogiorno. Ed è proprio per il Mezzogiorno che serve una nuova agenda per lo sviluppo, altrimenti si rischia una fuga di massa dei giovani ai quali va ridata una speranza".

 



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