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IL PRESIDENTE DELL'ENTE DI TERAMO SCRIVE UFFICIALMENTE AL SUO COLLEGA AQUILANO SANTILLI: ''ATTENDIAMO CORTE COSTITUZIONALE SU LEGITTIMITA' LEGGE RIFORMA SISTEMA CAMERALE''

CAMERA COMMERCIO GRAN SASSO: ALTRO NO, LANCIOTTI E SANTILLI, ''FERMA LA FUSIONE''

Pubblicazione: 07 giugno 2019 alle ore 12:30

L'AQUILA - Nero su bianco il “no” alla fusione. Dopo l'atto ufficiale della giunta della Camera di commercio di Teramo, che ha deliberato la sospensione della fusione con i cugini aquilani, e lo scambio di accuse pubbliche tra i due presidenti, Gloriano Lanciotti, a capo dell'ente camerale teramano, e Lorenzo Santilli, che guida la Camera di commercio dell'Aquila, spunta una lettera ufficiale. Una richiesta precisa e puntuale a bloccare tutto.

A questo punto, solo un intervento delle istituzioni, in particolare della Regione che, con la Giunta di centrodestra ha messo le mani su una questione che sta diventando una telenovela per nulla appassionante, potrebbe sbloccare l’impass.

La missiva, spedita da Lanciotti, porta la data del 3 giugno scorso ed è indirizzata al collega Santilli. “A nome dell'intera giunta”, scrive il presidente Lanciotti, “faccio riferimento alla riunione che si è tenuta presso l'ente camerale teramano in data 23 maggio, alla presenza di tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria operanti nei territori delle due province di Teramo e L'Aquila.

"Nel corso dell'incontro - si legge nella lettera - soprattutto da parte delle associazioni teramane è emersa la necessità di procedere ad una sospensione del processo di accorpamento, in attesa che la Corte Costituzionale si pronuncia sulla legittimità della legge di riforma del sistema camerale".

"Tale decisione non incide in maniera definitiva ed irreversibile sul processo di fusione in atto, ma comsentirebbe ad entrambi gli enti di affrontare, in modo compiuto e consapevole tale percorso, tenendo conto di quelli che saranno gli effetti scaturenti da una probabile sentenza di accoglimento dei ricorsi depositati da alcune Camere di commercio. Solo in questo modo riusciremo ad assumere le decisioni più idonee a tutela di entrambi i territori”.

Lanciotti “invita” la Camera di commercio dell'Aquila a deliberare lo stop al percorso di fusione, come già fatto da Teramo: “Per quanto sopra”, scrive ancora il presidente della Camera di Teramo, “ti invito a rappresentare questa volontà ai consiglieri della Camera di commercio aquilana affinché l'organo assuma, nel più breve tempo possibile, un atto analogo a quello adottato dalla Camera di commercio di Teramo. Confido nel tuo impegno per la buona riuscita dell'iniziativa”, chiude Lanciotti.

Un messaggio chiarissimo all'indirizzo della Camera aquilana: nonostante la mediazione della Regione, con l'assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, che ha già incontrato i vertici dell'ente camerale aquilano e si appresta a sentire anche quelli di Teramo, per trovare la quadra, i teramani continuano ad opporsi. E lo hanno fatto mettendo nero su bianco, in vista del consiglio camerale dell'Aquila, fissato all'11 giugno, in cui si dovrà decidere sull'esecutività dell'accorpamento.

Le posizioni restano distanti in una questione giunta ad un punto di attrito, come hanno fatto notare in molti, “anche a causa dell'estrema lentezza del percorso istituzionale portato avanti dalla Camera di commercio dell'Aquila che, inspiegabilmente, l'ha tirata per le lunghe”. Del resto la ruggine che si è creata tra i due presidenti, arrivati allo scontro pubblico sulla stampa, è ormai cosa nota con Santilli che ha assicurato come “la fusione non sia a rischio.

Quella della sede è solo una strumentalizzazione. Se qualcuno ha motivi nascosti, lo cela molto bene auspicando che altri glielo risolvano”, ammettendo anche “un calo di passione. Sono convinto che nuovi entusiasmi facciano bene all'ente che nascerà”.

Dal canto suo, Lanciotti aveva dichiarato “la ferma volontà di bloccare la fusione” con chiari riferimenti “alla produttività dell'ente teramano, che ha erogato 2 milioni di euro per le imprese locali in due anni”, rispetto allo stallo della Camera di commercio dell'Aquila, finita in un vortice di polemiche “per la gestione definita, da alcune associazioni di categoria, personalistica e poco chiara”.

“Mi dicono che Santilli ha qualche problemino gestionale”, la parole di Lanciotti. Problemi e rilievi mossi al presidente dell'ente camerale aquilano da quasi tutte le associazioni di categoria: un pressing alla base, probabilmente, della sua voglia di lasciare al più presto l'incarico assunto nel 2011 e rinnovato nel 2016.

In queste condizioni e con vedute nettamente divergenti, sarà difficile trovare un accordo in tempi brevi. 



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