CAMERA DI COMMERCIO L'AQUILA: BLOCCATI
900 MILA EURO PER TRE PROGETTI MAI PARTITI

Pubblicazione: 24 ottobre 2016 alle ore 07:30

L’AQUILA - Novecentomila mila euro di fondi della Camera di commercio dell’Aquila, per il rilancio e la promozione del turismo, bloccati. Soldi destinati a tre importanti progetti, mai partiti: la nascita di una Convention bureau all’Aquila, la valorizzazione dei cunicoli di Claudio, ad Avezzano, e un percorso legato alla figura di Ovidio, a Sulmona.

Iniziative messe in campo, e annunciate in pompa magna, dal presidente della Camera di commercio della provincia dell’Aquila, Lorenzo Santilli, al suo secondo mandato, che non hanno trovato alcun riscontro oggettivo.

Tutto fermo. Come l’altra idea che porta la firma di Santilli: il Laboratorio per lo sviluppo sostenibile delle imprese (Lab Abruzzo), promosso lo scorso anno dal sistema camerale, capofila la Camera di commercio dell’Aquila, in collaborazione con Sì Camera e con le Dmc.

Delle 850 idee progetto per il rilancio dello sviluppo turistico dell’Abruzzo, con particolare riferimento all’area del cratere del terremoto del 6 aprile 2009, avanzate dalle 250 imprese coinvolte, nessuna traccia.

Anche in questo caso, l’iniziativa targata “Santilli” si è arenata a metà strada. S tratta di flop che cadono in un momento storico delicato per l’ente camerale aquilano, in ritardo vistoso nella fusione con la Camera di commercio di Teramo, proprio a causa della differente visione delle due presidenze, che non hanno trovato un accordo.

Un quadro allarmante se si considera anche che tra Cresa, Agenzia per lo sviluppo, Centro interni e Centro esteri, il sistema camerale abruzzese rischia di perdere 32 posti di lavoro. Più eventuali tagli al personale, che scaturiranno dagli accorpamenti.

E mentre si gioca la partita delle poltrone, con Santilli che punta decisamente ad accaparrarsi la presidenza della futura Camera unica L’Aquila-Teramo, il tessuto economico aquilano, mai risollevatosi dalla tragedia del terremoto, deve fare a meno di sostegni e opportunità di sviluppo importanti.

Tra l’altro questo nel silenzio generale, a partire da Santilli per finire ai suoi più stretti collaboratori, che restano muti sulla delicata tematica, come sulla questione fusione.

Tanto da indurre Cgil, Cisl, Uil provinciali a chiedere chiarimenti sul processo in corso e alcune associazioni di categoria, in primis Api e Cna, a sollecitare il presidente della Camera di commercio dell’Aquila “a fare un passo indietro”. Ovvero, a rassegnare le dimissioni.

Il primo interrogativo riguarda i 900 mila euro a disposizione della Camera aquilana, da utilizzare per l’istituzione di una Convention bureau all’Aquila, un organismo che avrebbe dovuto coordinare gli interventi promozionali e di sostegno al mondo imprenditoriale, la valorizzazione dei cunicoli di Claudio, la prima, grande, opera idrica di epoca romana, e la realizzazione di un punto di accoglienza con museo per la promozione della figura di Ovidio.

Interventi mai realizzati, mentre non si conosce la destinazione dei fondi finalizzati alla promozione territoriale.

Anche il Lab Abruzzo, presentato, a febbraio 2015, nella sede della Camera di commercio aquilana, come “uno dei progetti di punta dello sviluppo turistico futuro del territorio”, è al palo.

“L’elevato numero di aziende che hanno aderito all’iniziativa, 250 finora - affermava Santilli durante la presentazione del progetto Lab - testimonia la partecipazione attiva del territorio a un percorso di condivisione di idee e proposte per arrivare a un’offerta turistica integrata, che punti su qualità e servizi innovativi”.

“Continueremo su questa strada per accompagnare le nostre imprese verso una nuova fase di sviluppo, che vede nel turismo uno dei punti di forza della nostra provincia”, aggiungeva.

Al Laboratorio per lo sviluppo sostenibile delle imprese avevano aderito aziende dei settori della ristorazione, ricettività, alberghiero, servizi per il tempo libero, artigianato, produzioni tipiche, agro-alimentare e impianti sciistici. Nessuna ha visto realizzata la propria idea progettuale.

Eppure Santilli aveva parlato dell’opportunità “di ripartire dal turismo come volano per un processo di riposizionamento dell’Abruzzo sui mercati globali, puntando sull’attrattività del territorio. Le attività di Lab Abruzzo - spiegava  - partono dalle istanze territoriali per arrivare alla creazione di prodotti turistici e di sviluppo capaci di contribuire fattivamente al rilancio dell’Abruzzo, coniugando modalità di co-progettazione tra i diversi attori interessati e l’expertice di tecnici specializzati nel settore turistico e nel marketing territoriale”.

La realtà è che, a distanza di poco più di un anno, il Lab è svanito nel nulla, insieme alla possibilità di creare progetti innovativi per le imprese locali.

Argomenti passati in secondo piano per il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, evidentemente troppo impegnato nella sua personale battaglia per ottenere la conferma alla guida della nuova Camera L’Aquila-Teramo, quando la fusione sarà operativa. (b.s.)



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