CAMPOTOSTO: LIVELLO ACQUA, RISOLUZIONE UNITARIA IN CONSIGLIO REGIONALE

Pubblicazione: 13 marzo 2017 alle ore 12:10

La diga di Campotosto

L'AQUILA - "La Regione Abruzzo si faccia promotrice presso l’Enel al fine di ottenere un impegno formale nella comunicazione del livello di dotazione dell’acqua raggiunto della diga di Campotosto a cadenza settimanale, al fine di tranquillizzare il settore primario e consentire lo svolgimento delle normali attività agricole che oggi rischiano di subire irreparabili danni".

Lo chiede il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che ha presentato una risoluzione sottoscritta anche dai consiglieri Paolo Gatti (Forza Italia), Sandro Mariani (Partito democratico), Giorgio D’Ignazio (Nuovo centro destra), Mario Olivieri (Abruzzo civico) e Alessio Monaco (Regione Facile).

"Dopo il terremoto, i cittadini che abitano a valle del lago artificiale di Campotosto hanno avuto paura che le antiche dighe costruite un’ottantina di anni fa potessero crollare. Gli ingegneri del ministero delle Infrastrutture preposti alla sicurezza delle dighe e quelli dell’Enel hanno verificato con accortezza: nessun rischio, solidissime. Il presidente della Commissione Grandi Rischi, il fisico Sergio Bertolucci, in televisione aveva evocato la parola Vajont".

"E quindi le autorità, per placare i cittadini, hanno ordinato all’Enel di aprire le paratoie e vuotare quel bacino idroelettrico dal quale si ricava elettricità pulita. Ora è quasi vuoto. Resta nel lago poco più di un terzo dell’acqua, cioè solamente il fondo limaccioso. Quando furono costruite le dighe di Campotosto si sapeva benissimo che cosa fossero le faglie e dal 2009, dopo il terremoto de L’Aquila, quella faglia di Campotosto è analizzata a fondo e non interessa direttamente le fondazioni delle dighe. La diga non è studiata dalla Protezione civile (come invece aveva detto in tv Bertolucci) bensì dalla direzione Dighe del ministero delle Infrastrutture, che è l’autorità competente sulla sicurezza dei grandi sbarramenti".

"Questa situazione adesso causa numerose criticità sia al mondo agricolo sia al tessuto sociale. Infatti la  carenza idrica inciderebbe profondamente sull'economia in particolare nei settori: agricolo (per il solo comprensorio teramano) 63 milioni di mc di acqua utilizzata, 10.000 ettari irrigui, 85 milioni di euro di PLV diretta e/o indotta, e tanta manodopera, 4500 persone (tutta la rete di canali di irrigazione che prima alimentavano i terreni di pianura con il tempo, non avendo subito alcuna manutenzione sono oggi inutilizzabili ed oltretutto la portata irregolare dell'acqua regimentata da Enel, è priva di sedimenti di struttura quali ciottoli e pietrame, e ciò ha mutato completamente il letto del fiume; turistico: l'Acquedotto del Ruzzo ogni anno nei mesi estivi preleva circa 8 milioni di mc di acqua, potabilizzandoli ed immettendoli nelle condotte per soddisfare la maggiore utenza nella zona costiera".

"L'acqua ad uso potabile, per legge, ha la priorità su tutti gli altri usi, ed è per questo che il mondo agricolo vive questi momenti con grande apprensione e chiede che nell'invaso ricominci la fase di accumulo in vista della distribuzione che avviene in estate. Pertanto i sottoscritti consiglieri regionali impegnano il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ad intervenire immediatamente al fine di ristabilire al più presto la normale attività della diga al fine di ristorare sia le attività aziendali sia il tessuto economico di quell’area”.



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