CAMPOTOSTO: NATALE DA TERREMOTATI, ''ORA NON ARRIVA NEANCHE IL PANE''

Pubblicazione: 24 dicembre 2017 alle ore 15:00

Luigi Cannavicci

CAMPOTOSTO - Sarà un Natale amaro quello che si festeggerà a Campotosto (L’Aquila), a quasi un anno dal sisma che ha colpito tutta l’Alta Valle dell’Aterno, per un comune alle prese con i tipici problemi legati alla ricostruzione, a cui si va ad aggiungere l’ennesima criticità, proprio nel periodo delle feste, con una frana sulla statale 2 che la settimana scorsa ha interrotto ogni collegamento con frazioni e comuni limitrofi, con conseguenti difficoltà per le botteghe alimentari nel reperire, per esempio, il pane, che non riesce ad arrivare quotidianamente.

“Non è stata organizzata alcuna iniziativa per le feste di Natale; ormai qui non c’è quasi più niente - racconta ad AbruzzoWeb il sindaco di Campotosto, Luigi Cannavicci - abbiamo trovato giusto lo spazio per due presepi simbolici, ma senza la chiesa principale, che è stata abbattuta dopo il sisma, i cittadini dovranno accontentarsi di una cerimonia religiosa all’interno di un container”.

Cannavicci, poi, togliendosi la veste istituzionale spiega, da comune cittadino, che questo sarà un Natale davvero molto triste, "perché sembra che i problemi non finiscano mai, siamo rimasti in poco meno di 100 persone in tutto il comune, gli altri sono ospitati nei progetti C.a.s.e. dell’Aquila, è tutto molto strano e diverso dagli altri anni”, ammette dispiaciuto.

“Purtroppo siamo alle prese con un altro problema che è arrivato proprio nel periodo natalizio e non ci voleva proprio - dichiara con voce sommessa il primo cittadino - Con la frana sulla provinciale restiamo quasi isolati, l’unica arteria ancora praticabile è la strada statale 80 per L’Aquila, ma in caso di neve abbondante rischiamo di essere comunque tagliati fuori. Abbiamo problemi a reperire il pane ogni giorno, abbiamo due alimentari in paese, ma i carichi non sempre riescono ad arrivare”.

Cannavicci si è detto molto preoccupato, soprattutto alla luce degli eventi del 18 gennaio scorso, in cui si è trovato a dover risolvere non solo le criticità legate al terremoto, il secondo per il comune dell’Alta valle dell’Aterno, ricompreso anche nel cratere sismico del 6 aprile 2009, ma anche l’emergenza neve, con la frazione di Ortolano totalmente isolata, i controlli alla diga e una viabilità ferma per giorni.

“Sicuramente gli eventi dell’anno scorso ci hanno segnato, na sapere che una delle due strade principali di collegamento con l’esterno non è fruibile non è certamente una bella notizia - dichiara - Nonostante iò piano neve comunale sia pronto, ci sono molti fattori che potrebbero peggiorare la situazione”.

Il primo cittadino manda quindi un messaggio di speranza in occasione del Natale, perché “nonostante le difficoltà, bisogna andare avanti, nessuno si può permettere di fermarsi”, ma l’auspicio per il 2018 è legato, ancora una volta, alla ricostruzione.

“Spero sua più veloce, con iter più snelli, siamo indietro con la parte privata, che non era partita neanche dal 2009 e tanti concittadini che devono rientrare nelle proprie abitazioni, ma sono certo che l’anno prossimo riusciremo ad avere risultati positivi su ogni fronte - le sue parole  - È ripresa anche la produzione del simbolo gastronomico per eccellenza, la Mortadella di Campotosto, anche conosciuta come 'coglione di mulo', un segno che ci fa ben sperare, perché è fondamentale per l’economia del territorio”.

Se il Natale dei terremotati dell’Alta valle dell’Aterno sarà parco, non si può dire la stessa cosa per il Capodanno, che riunirà l’intero paese per brindare tutti insieme al 2018.

“Il 31 dicembre saremo tutti insieme nella struttura che ci è stata donata dall’Associazione nazionale alpini, l’evento è organizzato dalla pro loco: faremo un cenone con chi è rimasto qui e chi vorrà tornare, per darci gli auguri, tra canti e balli, come ogni evento che si rispetti”, conclude. Alessia Centi Pizzutilli



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