CANTIERI DELL'IMMAGINARIO: A PALAZZO DELL'EMICICLO
ALL'AQUILA IN SCENA IL FLAUTO MAGICO DI MOZART

Pubblicazione: 12 luglio 2018 alle ore 18:14

L'AQUILA - Opera immortale e conosciutissima, Il Flauto Magico, ultima composizione teatrale di Mozart, sarà di scena venerdì 13 luglio, alle ore 21,30 sul palco  davanti all'Emiciclo dell'Aquila, nell’ambito del festival “I Cantieri dell’immaginario”.

Protagonisti i giovani musicisti del Conservatorio Alfredo Casella con la collaborazione del Teatro Stabile d’Abruzzo.

Il Flauto Magico,  è una favola fantastica ambientata in un antico ma irreale Egitto. Un soggetto che bene si presta all’approccio entusiastico e generoso dei giovani studenti di un Conservatorio, cantanti e strumentisti orchestrali, la cui creatività in questa ultima produzione aquilana outdoor, con pochissimi mezzi ma tanta fantasia, riesce a restituirci una narrazione fresca e godibile – complice il fascino del rinato Palazzo dell’ Emiciclo – proprio da qui a suggerirci come forti motivazioni, dedizione e impegno possono rendere realizzabili anche gli obiettivi più ambiziosi e apparentemente irraggiungibili, nell’arte come nella realtà intorno a noi.
Saranno in scena: Sarastro, Gianmarco Di Cosimo; Regina della Notte, Lorena Grazia Scarselli; Tamino, Benedetto Agostino; Pamina, Beatrice Fallocco; Prima dama, Lorena Lepidi; Seconda dama, Katia Di Michele; Terza dama, Antonella Zampaglione; Papageno, Thomas Reay Mackay; Una vecchia, Chiara Boccabella; Monostato, Leonardo Chiaravalle; Primo fanciullo, Sara Smith; Secondo fanciullo, Aloisia de Nardis; Terzo fanciullo, Federica Pasquarelli.

Il Coordinamento artistico è di Antonella Cesari, Maestro collaboratore Enrico Arias con l’Orchestra degli studenti del Conservatorio diratta da Aurelio Canonici. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

IL FLAUTO MAGICO

ATTO I
L‘Opera inizia col principe Tamino inseguito da un enorme serpente che viene salvato da tre dame vestite di nero. Poco dopo si avvicina Papageno, uccellatore vestito di piume, che porta con se gli uccelli catturati per la Regina della Notte. Tamino crede che sia stato lui il suo salvatore; egli lo lascia credere fino all‘arrivo delle tre dame che, per punizione, gli chiudono la bocca con un lucchetto d‘argento.
Tra tuoni e fulmini arriva la Regina della Notte, che promette a Tamino la mano di sua figlia Pamina se egli riuscirà a liberarla dalla prigionia di Sarastro. Le tre dame gli donano un ritratto di Pamina e un Flauto Magico. Il giovane colpito dal ritratto, giura di liberare la fanciulla. A Papageno, che deve accompagnare Tamino nella spedizione, viene tolto il lucchetto e gli viene donato un Carillon magico.
Guidati da tre ragazzi, i due si incamminano verso il Tempio di Sarastro dove Pamina sta respingendo le molestie di Monostato. Nel fuggire, Pamina sviene proprio quando sopraggiunge Papageno che, dopo aver messo in fuga Monostato, rivela a Pamina che a breve verrà a prenderla il principe Tamino che, nel frattempo, giunto davanti a tre templi quello della Natura, della Ragione e della Saggezza, si vede aprirsi solo la porta di quest’ultimo. Da questa esce un oratore che lo avvisa che non troverà mai l‘amore e la Saggezza se in cuor suo brama vendetta contro Sarastro, dato che non conosce tutta la verità sul rapimento di Pamina. Sconcertato e disorientato Tamino suona il flauto per richiamare l‘attenzione di Pamina già in compagnia  di Papageno. Intanto all‘apparizione di Sarastro Monostato viene punito a bastonate per aver insidiato Pamina. Finalmente Tamino e Pamina si incontrano per la prima volta e subito si amano, ma vengono separati, poichè per entrare nel regno di Sarastro devono purificarsi superando tre ardue prove.

ATTO II
La scena si apre con l‘invocazione di Sarastro affinchè Iside e Osiride assistano Papageno e Tamino nelle dure prove che li attendono.
I due vengono fatti entrare nel Tempio della Saggezza dove vengono interrogati da due sacerdoti. Tamino vorrebbe trovare conoscenza e saggezza, Papageno invece una donna da amare.
Iniziano quindi la prova del silenzio. Riappaiono le tre Dame che li mettono in guardia dai falsi sentimenti dei sacerdoti. Tamino tuttavia non cede. Il perfido Monostato intanto cerca di baciare Pamina, ma viene allontanato dalla Regina della Notte che chiede alla figlia Pamina di vendicarla uccidendo Sarastro, poichè il suo sposo morendo le lasciò sì le sue ricchezze, ma diede a Sarastro il Cerchio del Sole. Sarastro invece convincerà Pamina che non la vendetta ma solo l’amore conduce alla felicità.
Proseguono le prove di Tamino e di Papageno, al quale si rivolge una vecchina che pare innamorata di lui eche dice di avere 18 anni. Si avvicinano anche i tre ragazzi che restituiscono loro rispettivamente il flauto e il carillon magico, e danno loro da mangiare. Pamina cerca di parlare a Tamino, ma il giovane – per la prova del silenzio - non può risponderle. Lei crede che non l‘ami più, e medita il suicidio col pugnale della madre, ma viene fermata dai tre fanciulli che le confidano che Tamino è ancora innamorato.
Papageno, invece ha fallito la prova del silenzio; non potendo ora più godere delle gioie celesti, gli viene concesso il piacere di una coppa di vino rosso, e dell‘amore della vecchia che si trasforma in un‘avvenente ragazza di nome Papagena, la quale però subito gli viene sottratta.
Pamina decide di accompagnare Tamino nelle due successive prove: la purificazione con l‘Acqua, la Terra, l‘Aria e il Fuoco nei sotterranei del Tempio.
Papageno, intanto, sconsolato per la scomparsa di Papagena, vorrebbe impiccarsi a un albero, ma viene fermato in tempo dai tre genietti che lo esortano a suonare il carillon magico per far riapparire la sua innamorata, che finalmente si concedrà a lui completamente.
Nel finale arrivano la Regina della notte, le tre Dame, e Monostato con l’obiettivo di uccidere Sarastro e impossessarsi del suo regno ma un terremoto li farà inabissare celebrando la vittoria del Bene sul Male.

 



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