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SOCIETA' IN LIQUIDAZIONE, A RISCHIO OLTRE MILLE POSTI, COMPRESO L'INDOTTO NEL COMPRENSORIO TURISTICO PERSCARESE

CARAMANICO TERME: LAVORATORI SENZA RISPOSTE, ''DIVENTI PRIORITA' REGIONE''

Pubblicazione: 10 giugno 2019 alle ore 08:00

CARAMANICO TERME - Oltre 190 dipendenti direttamente impiegati ai quali si aggiungono tutti i lavoratori dell’indotto, costituito da 1100 posti letto alberghieri, altrettanti extra alberghieri, servizi di ristorazione, e i tanti operatori turistici e commerciali operanti e attivi sull’intero comprensorio.

Sono numeri che impongono un'azione immediata e che raccontano tutte le paure dei lavoratori delle Terme di Caramanico, ancora chiuse al pubblico da quando la società che le gestiva è in liquidazione volontaria, con ripercussioni drammatiche sull’intero comparto termale regionale.

Dopo l’appello lanciato al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Abruzzo dai sindaci di Abbateggio, Bolognano, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant’Eufemia a Maiella e Tocco da Causaria e il sindaco di Caramanico Simone Angelucci, che ha paralto di un "dramma per tutto il territorio", c' è stato anche un tavolo regionalenel quale gli assessori regionali alla sanità Nicoletta Verì, al Lavoro Piero Fioretti e al Termalismo Nicola Campitelli, hanno spiegato che bisogna valutare attentamente la situazione e trovare soluzioni, il caso è approdato anche in Consiglio regionale.

Ma secondo il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle, la risposta della Giunta regionale è stata finora insufficiente rispetto alla problematica.

"Prendo atto delle risposte degli assessori Verì e Campitelli in merito alla mia interpellanza sulla vertenza della Società Terme di Caramanico - spiega Pettinari -, ma non posso assolutamente ritenermi soddisfatto. Il motivo è che non ho capito quale sia il progetto che la Giunta di centro destra ha intenzione di portare avanti per trovare una soluzione. Stiamo parlando di un tema di straordinaria importanza per tutta la Regione quale è il termalismo, nel caso di specie la crisi in cui versa la società delle Terme di Caramico".

"In questo momento le strutture sono ancora chiuse nonostante la stagione sia già partita. I lavoratori e le loro famiglie vivono una situazione di insostenibile precarietà, così come gli imprenditori che operano nelle aree limitrofe, dagli albergatori ai ristoratori. Ci sono cittadini che avevano prenotato pernottamenti in strutture ricettive e, non potendo usufruire dei servizi termali, hanno dovuto disdire. Ciò provoca un danno molto ingente a tutto l’indotto".
     
Pettinari ricorda anche come ci sia "un territorio che sta lentamente morendo. Non abbiamo più tempo per aspettare ed è il momento che se ne accorga anche il centrodestra. Questa vertenza deve essere messa tra le priorità dell’agenda del governo regionale, al quale propongo di istituire il prima possibile un tavolo di ascolto insieme ai lavoratori della Società delle Terme di Caramanico. Parlare di un progetto di rilancio molto vago, senza dare spiegazioni nello specifico, non può essere sufficiente. Il tempo delle parole è finito, ora i lavoratori meritano di vedere proposte e risultati concreti dal centro destra, cosa che finora non è accaduta".

In merito alle criticità avanzate da Pettinari, però il capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci, tiene a sottolineare l'aspetto politico della vicenda, attaccando a sua volta Pettinari colpevole, a suo avviso, di aver sostenuto a spada tratta gli "alleati" di centrodestra.

Pettinari, dice Paolucci, "dimentica di dire come recentemente sia stato a Caramanico Terme a sostenere il centrodestra nella recente campagna elettorale insieme agli assessori regionali Fioretti, Febbo, Verì e Campitelli, al presidente del Consiglio Sospiri, al consigliere regionale Testa".

"Il consigliere Pettinari 'di lotta e di governo' dice di non capire quale sia il progetto che la Giunta di centrodestra ha intenzione di portare avanti per trovare una soluzione della vertenza termalismo e della situazione insostenibile Terme di Caramanico. Semplicemente non può, poiché non c’è alcuna proposta da parte dei suoi amici di governo", aggiunge Paolucci.

"I 192 dipendenti direttamente impiegati e relative famiglie, tutti i lavoratori dell’indotto e i tanti operatori turistici e commerciali operanti e attivi sull’intero comprensorio stanno vivendo una situazione di incertezza ormai difficilmente sostenibile. Se a ciò si aggiungono le centinaia di disdette di prenotazioni giunte a causa dell’impossibilità ad usufruire dei servizi termali da parte dell’utenza turistica - conclude Paolucci -, è evidente che il danno al comparto socio-economico del comprensorio sta subendo un danno che può rivelarsi letale".



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