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CARCERI: COSP, ''SOVRAFFOLLAMENTO A LANCIANO, VASTO E SULMONA''

Pubblicazione: 06 maggio 2019 alle ore 16:02

VASTO - "Criticità evidenti di sovraffollamento detentivo a Lanciano come a Sulmona e Vasto,chiedendo maggiori risorse per la sede di Lanciano sede penitenziaria maggiormente aggravata dagli ultimi arrivi".

A denunciarlo il coordinamento sindacale Penitenziario (Cosp), che torna a sollecitare  il sottosegretario Jacopo Morrone ad effettuare una visita parlamentare, il Provveditorato regionale del Lazio sede di Roma che si interessa anche dell’Abruzzo e Molise, "a maggiore presenza e attenzione".

"Alcune sedi d'Abruzzo e Molise - si legge ancora nella nota - ospitano anche detenuti affetti da patologie particolari che originariamente venivano trattate in ex Opg, ma che oggi trovano rifugio dipartimentale presso le carceri a regime normale con grave pregiudizio per la sicurezza e per la sanità tratta mentale degli stessi".

"E’ a tutti noto che reclusi con patologie di questa natura - spiega il Cosp - non possono e non devono essere ospitati in condizioni detentive normali o al peggio, presso case di lavoro come quella di Vasto e Lanciano.  Nonostante le ripetute denunce dei sindacati gli appelli restano inascoltati nonostante le innumerevoli segnalazioni di episodi di violenza contro gli operatori della sicurezza.  La Federazione  del  Coordinamento Sindacale Penitenziario ha in diverse circostanze lamentato il sovraffollamento del carcere abruzzese a causa della presenza di numerosi reparti detentivi tra i quali quelli di recente inaugurazione oggi il Penitenziario di Lanciano ospita circa 300 reclusi,per l’esattezza 290 contro una Dotazione Organica della Polizia Penitenziaria di appena 120 unità e di un Comparto Funzioni Centrali risicato numericamente e dai compiti assegnati".

A questa situazione si contrappone, a detta del Cosp "la mancanza di personale e l’eccessivo carico di lavoro con turni di servizio non tollerabili. Una situazione che finisce col compromettere i comuni standard di sicurezza oltre a determinare una scarsa qualità della vita degli operatori,come denunciato dal segretario provinciale del Co.S.P. Nicola Mattioli che lamenterebbe alla propria Federazione Generale una carenza di 80 unità di Poliziotti e 10 funzioni centrali, carenza nelle materie prime tecnologiche e di supporto ma preoccupato anche per una ipotesi non troppo lontana del rischio ferie estive anno 2019 non avendo possibilità al momento di alcun incremento degli organici ma resistendo in servizio con u  personale oramai ultra cinquantenne molti alle porte della quiescenza e delle Riforme per patologie stresso gene dovute alle incombenze multiple e ripetitive di servizio".



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