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CARCERI: NARDELLA (UIL), ''PIU' CHE 'AL FRESCO' SEMBRA DI STARE IN UNA FONDERIA''

Pubblicazione: 13 agosto 2019 alle ore 11:57

L'AQUILA - "In un'era dove il fresco dei climatizzatori è praticamente entrato a far parte del corredo genetico degli uomini fa specie sapere di luoghi ove l'utilizzo degli stessi risulta quasi del tutto sconosciuto".

È quanto si legge in una nota del componente della segreteria confederale Uil Cst-Adriatica Gran Sasso, Mauro Nardella.

"Tra questi le carceri italiane in generale e quello di Sulmona in particolare. In valle Peligna come tutti avranno notato sembra di stare ai tropici  in questi giorni e più che al "fresco" di un istituto di pena la sensazione che si vive è quella di stare in un vero e proprio altoforno - aggiunge - Non ha aiutato e tuttora non lo fa il cambiamento climatico e con esso soprattutto i materiali che caratterizzano l'impianto strutturale di quel luogo che non può più concepire il detto " l'hanno mandato al fresco". Oggi un carcere compreso quello di Sulmona è  praticamente un misto di cemento e ferro sormontato da guaina attira calore. Il tutto in un contesto ove la limitatissima libertà di movimento ne accentua il disagio e con tutto ciò che ne consegue in ordine a stress e malesseri vari".

"Per quel che è stato possibile fare dobbiamo dire che la Direzione del penitenziario di piazzale vittime del Dovere l'ha fatto. Tuttavia ciò non è assolutamente sufficiente stante proprio l'impossibilità oggettiva di stemperare,con semplici climatizzatori e per di più allocati nei soli box riservati agli agenti, una struttura a massima conducibilità termica. Nel reparto infermeria, ove allo stato equiparare gli ambienti di una fonderia non è un eufemismo farlo,  si sta vivendo il maggiore disagio. Ciò rappresenta un autentico controsenso visto che è proprio in tale contesto, ove sono ricoverati appunto  detenuti con ldiverse patologie, che manca del tutto una tutela in termini di salubrità legata al caldo", prosegue.

"Lo Stato deve fare qualcosa e presto. Rivedere i parametri adeguandoli alle attuali norme in materia di salubrità è un passo che non può più procrastinare - conclude - Ne vale della salute  di chi in tali contesti è costretto svariati motivi a starci. Al garante dei detenuti chiederemo di partecipare in simbiosi con noi all'opera di rilevamento e rivelamento delle cattive condizioni alle quali sono costretti a sottostare detenuti ed agenti di polizia penitenziaria".



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