CARREFOUR: EX DIRETTORE FINITO IN CASSA,
''NOI PRESI DI MIRA, CASO L'AQUILA EMBLEMA''

Pubblicazione: 01 settembre 2017 alle ore 07:30

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L'AQUILA - “L'azienda Carrefour mi ha demansionato, dopo 35 anni sono finito a fare il cassiere. È una strategia, è il progetto 'Cavani' che prevede l'abbattimento dei costi fino ad arrivare a 'spingere' i dipendenti, specie quelli con più esperienza come i direttori, alle dimissioni, o a licenziarli al minimo errore”.

Questo un passaggio della testimonianza di Carlo Amadei, ex direttore Carrefour nel Lazio, nella terza parte dell'intervista che ha concesso ad AbruzzWeb insieme a Massimo Riscaldati, direttore di filiale del Carrefour su Roma, e al sindacalista Filcams Cgil Roma-Lazio Gianni Lanzi, che hanno raccontato a questo giornale la loro esperienza, con accuse gravi all'azienda francese, partendo dal caso aquilano, secondo loro emblematico per quel che riguarda la strategia aziendale.

Caso che ha sullo sfondo il suicidio del 28 maggio scorso di Franco Eleuteri, caporeparto macelleria del punto vendita dell'Aquila in via Panella, su cui la procura della Repubblica di Rieti ha aperto un'inchiesta contro ignoti per istigazione al suicidio, e il reintegro di una dipendente, iscritta alla Cgil, licenziata, ingiustamente, secondo il giudice del lavoro del capoluogo d'Abruzzo, nel dicembre dell'anno scorso durante la gestione del direttore Maurizio Panepucci, poi licenziato per far posto a Salvatore Cardella.

L'ombra, pesante, del mobbing sul luogo di lavoro, in uno scenario di guerra tra azienda, sindacati e lavoratori, che all'Aquila sarebbe esplosa definitivamente, anche secondo la moglie di Eleuteri, Marina Alberti, con la sindacalizzazione di massa nell'Ugl. E questo nonostante tra Carrefour e Ugl sia stata siglata a Roma lo scorso luglio, ufficialmente, una 'pax' aziendale.

Ugl ovvero lo stesso sindacato nel quale sono confluiti, a inizio 2017, Panepucci ed Eleuteri, entrambi dipendenti di lungo corso, insieme ad altre decine di lavoratori.

Nella lettera lasciata prima di togliersi la vita nella sua abitazione di Vazia, frazione di Rieti, Eleuteri avrebbe fatto dei nomi; i carabinieri dell'Aquila hanno a tal proposito ascoltato diverse persone, ma fino a oggi sull'inchiesta non è trapelato nulla.

“Nel marzo di 3 anni fa - racconta Amadei, che conosceva Franco Eleuteri - sono stato trasferito da Rieti al punto vendita di Villa Borghese, a Roma. Un mercato che fa parte di quelli difficili, anche prossimi alla chiusura, visto che poi in in effetti ha chiuso nel maggio del 2016 dopo aver tenuto per un anno”.

“Io e i miei collaboratori siamo stati in cassa integrazione per due mesi - prosegue - I dipendenti sono stati trasferiti tutti fuori Roma: all'Aquila, a Terni, Tarquinia, Rieti. I colleghi trasferiti all'Aquila, tra part-time e full-time con orari bloccati, tipo dalle 7 alle 10 del mattino, o dalle 18 alle 22. Chi doveva venire a lavorare all'Aquila si è licenziato, altri, dopo aver resistito, sono tornati a Roma con contratti a 3 mesi, sempre con orari bloccati per i contratti part-time. Poi, sono stati ricollocati”.

“Io sono andato nel punto vendita di Albano Laziale - continua nel racconto Amadei - Poi, dopo due lettere di contestazione, fonte di continuo stress, di tensione, è la lettera di dimensionamento da direttore a manager nel punto vendita di Pomezia. Dovevo fare un nuovo lavoro, senza preparazione, senza formazione. Il tutto durato 2 mesi, poi sono stato escluso dal ruolo di regia per finire a lavorare in un altro settore, anche con buoni risultati, ma nel marzo del 2017 ho avuto la valutazione di non adeguatezza al ruolo di manager senza mai averlo fatto”.

“Da lì, trasferito ad Anguillara Sabazia - dice ancora - ma come manager di 1° livello per lavorare però come controller, cioè una figura di 3° livello, e cassiere, in pratica un totale demansionamento. Da quando sono demansionato, non ho più fatto neanche un inventario”.

“È questo il progetto 'Cavani'", conclude Amadei senza spiegare il significato del termine. "Molti colleghi sono stati licenziati per errori amministrativi sugli inventari. Stessa fine per altri capireparto. Al minimo errore, ho paura di essere cacciato. Questa è la situazione che stiamo vivendo”.

AbruzzoWeb ha cercato di mettersi in contatto con il direttore di via Panella, ma senza successo. “Il direttore è in ferie, tornerà a settembre”, ci è stato risposto.



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