MULTINAZIONALE CANADESE MINACCIA CAUSA AL 38ENNE CHIETINO CHE HA IDEATO LA DECLINAZIONE LOCALE DEL POPOLARISSIMO GIOCO DA TAVOLA

CARRI ARMATI CONTRO TRATTORI: LA BATTAGLIA
LEGALE TRA RISIKO E L’ABRUZZESE RUSTIKO

Pubblicazione: 12 aprile 2018 alle ore 10:36

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CHIETI - I trattori e le mietitrebbie abruzzesi di Rustiko, contro i carri armati di Risiko.

È la stupefacente battaglia che si sta consumando, non per gioco ma sul piano giuridico, e a suon di carte bollate, tra la multinazionale canadese Spin master, che ha i diritti d'autore del gioco di strategia militare famoso nel mondo Risiko, e Gregorio Angelucci, trentotto anni nativo di Chieti ma residente a Loreto Aprutino, inventore nel 2009 di un altro gioco da tavolo, Rustiko, grazie al quale sempre più appassionati si cimentano a conquistare l'Abruzzo, diviso in 43 territori, con le citate mietitrebbie e trattori, sperando nella buona sorte nel lanciare i dadi e nell'estrarre dal mazzo le carte con la pècure, la pecora, lu pitilive, la pianta di ulivo, lu travocche, il trabocco, e sopratutto il jolly, contrassegnato dalle rrustelle, i mitici arrosticini di pecora, a chiudere la filiera.

Risiko e Rustiko: effettivamente due giochi molto simili, ed è per questo che i legali della multinazionale Spin Master hanno avviato un'offensiva per presunto plagio, che però è sdegnosamente rispedita al mittente da Gregorio Angelucci, che argomenta con il suo legale, Massimo Di Muzio, del foro di Chieti, che di nessun plagio si tratta, ma solo di un'ispirazione ad un gioco di strategia esistente, che la norma consente. Del resto, si fa osservare, Risiko a sua volta si è ispirato ad un gioco molto simile, La conquête du monde, in voga in Francia negli anni ‘60.

Appassionanti le mosse tattiche e le fasi strategiche di questa battaglia, su un campo, quello della normativa sul copyright e il diritto di autore, estremamente complessa e controversa. Come è davvero originale la storia creativa e impreditoriale che l’ha originata.

“Il gioco - racconta ad Abruzzoweb Gregorio Angelucci - me lo sono inventato nel 2009, il primo prototipo ha visto la luce nel 2013, nel 2015 ho iniziato una produzione casalinga, le pedine erano realizzate in legno, una per una, come artigianale era il campo da gioco, le carte e tutto il resto. Rustiko ho cominciato a venderlo nei mercatini dell’artigianato, e l’idea ha avuto successo. Così ho deciso di fare le cose sul serio: ho depositato il marchio ad ottobre 2016 e l’Ufficio marchi e brevetti ha dato valutazione positiva nel luglio 2017. Ora di confezioni ne vendo a centinaia, in Abruzzo è nato un vero proprio fan club, e la cosa, da abruzzese verace, mi riempie di orgoglio. Non mi arricchisco di certo, sono davvero una piccola realtà, ma sono felice anche di smitizzare i linguaggi bellici di altri giochi di strategia militare, e di continuare ad usare materiale ecologico, le pedine ad esempio ora le produco con amido di mais, coniate da una stampante 3d che ho acquistato".

Molto in embrione, una versione abruzzese e "campagnola", delle saghe imprenditoriali da manuale, quella dei self made man che iniziano dentro un garage a  cimentarsi intorno alle loro start up, e poi creano multinazionali diventando miliardari.

Accade però che ad ottobre 2017 la Spin master, colosso canadese che sta acquistando nel mondo vari marchi di giochi da tavolo, tra cui appunto Risiko, dall’italiana Editrice giochi, ha intimato ad Angelucci di cancellare il logo, di cambiarlo completamente.

"A loro avviso - racconta Angelucci - il logo Rustiko induceva in confusione la loro clientela, e hanno minacciato di aprire un contenzioso legale. Con il mio avvocato abbiamo però subito negato questa evenienza, non può esserci una confusione, nè una violazione del copyright. Sono nomi diversi, e giochi diversi. Rustiko si può ispirare a Risiko, certo, ma anche a La conquête du monde, o anche ad Alliances and axies, che si ispira alla seconda guerra mondiale, molto diffuso anche in Italia". 

Gregorio Angelucci si è però detto disponibile a trattare l’eventuale acquisto del suo marchio da parte della Spin master, che a sorpresa a gennaio ha offerto 3 mila euro per cambiare la "K" di Rustiko con la "C".

"La mia risposta è stata che per una 'C' volevo non meno di 20 mila euro", rivela Angelucci. 

Richiesta forse un pò troppo esosa, per una sola lettera? 

"Assolutamente no - assicura Angelucci - modificare il logo significherebbe per me gettare nel cassonetto tutte le confezioni che ho in magazzino, e sopratutto dovrei cominciare da capo con l’azione di marketing e promozione, tenuto conto che il marchio si sta pian piano affermando".

A febbraio arriva una nuova mossa dei legali della Spin master: un'offerta di 7 mila euro, ma per cancellare tutto il logo, e sostituirlo con un altro completamente differente.

Scontata la risposta dell’agguerrito Angelucci: "Se per una ‘K’ ho chiesto 20 mila euro, fatevi voi i conti su quanto dovrei chiedere per le altre sei lettere del mio Rustiko…"

Non scoraggiati dalla cocciutaggine tutta abruzzese di Gregorio Angelucci, i legali della Spin master hanno dunque a marzo formulato l’ultima proposta: nessuna offerta economica, questa volta, ma l’intimazione di aggiungere almeno una scritta che caratterizzi Rustiko. Ad esempio, "battaglia di trattori in Abruzzo", o una cosa del genere.

"Mi hanno dato tre mesi di tempo per decidere - spiega Gregorio Angelucci - ma non credo che accetterò. Non voglio obbligarmi ad un nuovo investimento molto oneroso, anche in questo caso dovrei infatti rinnovare tutte le confezioni. Una cosa del genere del resto è accaduta con Rosiko, un gioco da tavolo ambientato a Roma. Anche in questo caso l’allora proprietaria del marchio Risiko, la Editrice giochi, intentò un contenzioso, che riusci imporre il cambio del nome in Rosicone. Non è un caso da quel momento l’iniziativa, da quello che so, è andata via via sfiammando".

Insomma, Gregorio non cede terreno.

"L’Abruzzo non lo conquisteranno mai, anche se hanno armate molto più potenti, resisterò con i miei trattori e le mie mietitrebbie!", assicura.

 



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