CASA ITALIA: GOVERNO CANCELLA IL DIPARTIMENTO, A RISCHIO SEDE DI SULMONA

Pubblicazione: 09 luglio 2018 alle ore 19:47

L'AQUILA - Il Governo Conte sopprime "Casa Italia", il dipartimento del progetto per la promozione e prevenzione della sicurezza in caso di rischio sismico, voluto dal Governo Gentiloni.

Comprensivo di fondi per l'edilizia scolastica e del sisma bonus, a partire dalle aree ad alto rischio sismico, il progetto prevedeva, nell’esperimento pilota, l’apertura di sedi in dieci città e, tra queste, una a Sulmona (L'Aquila).

Su Sulmona in particolare c’era l’intenzione di intervenire con uno dei 10 cantieri pilota per una prima tranche di 25 milioni di euro per l’intero progetto nazionale. La bozza del decreto legge, approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 2 luglio, attribuisce direttamente al Governo la gestione delle attività rientranti nel progetto Casa Italia, con la soppressione del dipartimento ad hoc - assorbito da Palazzo Chigi - ma non del programma. Non si sono fatte attendere le diverse reazioni degli esponenti politici abruzzesi.

Parla di un "progetto faraonico", la senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S), per il quale sono stati stanziati solo 3 miliardi "a fronte dei circa 850 che servirebbero al Paese per il solo adeguamento sismico e 25 milioni per i progetti pilota: una goccia in mezzo al mare". Mentre la deputata Dem Stefania Pezzopane, responsabile nazionale Dipartimento terremoto e ricostruzione, con il collega Camillo D’Alessandro, hanno predisposto una interrogazione urgente al presidente del Consiglio Conte relativamente alla soppressione. E il sottosegretario alla presidenza regionale Mario Mazzocca, neo sovrintendente dell’Ufficio speciale per la Ricostruzione, definisce "un gravissimo errore il declassamento della struttura di missione Casa Italia e la soppressione di 'Italia Sicura'". 
 
"Se il progetto avesse sviluppato un seguito, non ci sarebbe stato motivo, per la Presidenza del Consiglio dei ministri, di avocare a sé il dipartimento istituito ad hoc - commenta Di Girolamo -. Non nascondo che la macchina di recupero, adeguamento e prevenzione sismica, così come pensata da Renzi e Gentiloni, al M5S non sia mai piaciuta. Troppi proclami e pochi fatti concreti.  Un progetto faraonico se si considera la mole degli interventi necessari da porre in essere in Italia per limitare danni e perdite di vite umane. Dagli esiti della mappatura effettuata sul territorio italiano, risulta infatti necessaria, per gli adeguamenti sismici, una cifra che potrebbe raggiungere gli 850 miliardi di euro". 

"Ma degli 850 miliardi - aggiunge -, nel piano Casa Italia sono stati stanziati solo 3 miliardi, in 3 anni; a questi si aggiungono i 25 milioni di euro per progetti pilota. Una goccia in mezzo al mare, giudicata negativamente da tutta la stampa nazionale ed anche da un servizio di Report andato in onda proprio pochi mesi fa. E mentre si manifesta una locale inerzia politica sullo stata di avanzamento dei lavori di messa in sicurezza degli istituti scolastici di Sulmona, ci si stupisce della chiusura di un dipartimento che nella sostanza ha prodotto poco o nulla?"

"Ricordo a coloro che mi hanno interpellata sulla questione - continua la senatrice del M5S -, che nelle casse del comune di Sulmona sono fermi da anni circa 18 milioni di euro destinati a rendere sicuri quei luoghi identificati come strategici in caso di emergenza, quali le scuole cittadine. Inoltre invito sempre loro e la Giunta di Sulmona a rivolgersi ai parlamentari del Pd Pezzopane, D’Alessandro, Delrio e D’Alfonso per chiedere loro qual è stato il lavoro fatto in questi due anni per sollecitare gli organi preposti e far partire il programma Casa Italia". 

"Questo governo conosce le priorità e soprattutto l'equità secondo cui distribuire le risorse. Se a Sulmona, oltre ai convegni svolti in pompa magna per annunciare soluzioni sulla sicurezza sismica, sono state stanziate risorse, volte a garantire la sicurezza dei cittadini, esse non verranno toccate. Nel frattempo che venga convocato il prossimo Consiglio comunale ho dato disponibilità per incontrare a stretto giro l’assessore Angelucci", conclude la senatrice del Movimento 5 stelle.

Ma la deputata del Partito democratico, Stefania Pezzopane, richiede una interrogazione urgente. "Invece di costruire, migliorare, potenziare, rifinanziare, sopprimono una delle scelte più lungimiranti della scorsa legislatura, finalizzata a dare finalmente al paese un programma permanente di prevenzione sismica, non più soltanto giocato sulla risposta alle emergenze", contesta Pezzopane.

"Ora che fine fa la scelta strategica fatta per Sulmona, scelta tra le 10 città  d’Italia ad ospitare le strutture del Dipartimento? Lo vogliamo sapere e subito. Qualsiasi cosa abbiano deciso di fare - conclude la deputata dem -, vigileremo perché non si sacrifichi Sulmona, inserita nel programma con forza ed energia".

"Un gravissimo errore il declassamento della struttura di missione Casa Italia e la soppressione di Italia Sicura decise dal Governo. Scriverò a stretto giro al premier Conte”. Commenta il sottosegretario Mario Mazzocca -. Senza consultazione alcuna, ha decretato la fine di una delle poche esperienze positive che hanno caratterizzato la scorsa legislatura".

"In effetti – spiega Mazzocca - con Casa Italia veniva creato un fondo investimenti pluriennale destinato a finanziare lo sviluppo infrastrutturale del Paese in determinati settori di spesa tra cui trasporti, difesa del suolo, edilizia pubblica e riqualificazione urbana. Con la Manovrina 2017 al Dipartimento vennero assegnate tre competenze, con relativi fondi, per l’accelerazione delle attività di ricostruzione a seguito degli eventi sismici: la verifica di vulnerabilità degli edifici scolastici, intervento nei Comuni delle zone a rischio sismico 1 e l’attivazione di 25 cantieri sperimentali, tra cui quello di Sulmona.

 "Inoltre, fatto ancor più grave - aggiunge -, con la chiusura di Italia Sicura, che finora ha avuto un forte impatto sulla messa in sicurezza del territorio, fornendo soldi e consulenza ai Comuni, anche consentendo loro il superamento del Patto di Stabilità, si rischia di disperdere l’importante mole di lavoro che ha consentito in breve tempo di impiegare 5 dei 10 miliardi a disposizione".

"Il rischio vero è che, con questo decreto - continua Mazzocca -, il Governo intenda togliere agli interventi di ricostruzione post sisma, ovvero a quelli di mitigazione del rischio idrogeologico, il carattere di priorità. Sopprimere strutture o renderle più 'leggere' e con meno autonomia vuol dire andare in direzione contraria rispetto a ciò di cui si ha bisogno adesso: snellimento burocratico e celerità nell’opera di ricostruzione per impedire un secondo inverno fuori dalle proprie case anche a chi potrebbe tornarci prima in sicurezza, ovvero per scongiurare l’interruzione di un processo virtuoso, innescato dopo anni d’inerzia, sul piano della risposta concreta al tema sempre più diffuso del dissesto idrogeologico sul territorio".

"Occorre mobilitarsi perché, in fase di conversione in legge del decreto - conclude Mazzocca - si riesca ad impedire che venga cancellata con un tratto di penna un’esperienza positiva della quale hanno beneficiato in primo luogo le popolazioni colpite da eventi calamitosi".



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