CASE POPOLARI INAGIBILI
INQUILINI PROTESTANO FUORI
REGIONE, 'VOGLIAMO I CANTIERI!'

Pubblicazione: 21 marzo 2017 alle ore 18:36

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L'AQUILA - Sono passati quasi otto anni dal sisma del 6 aprile 2009 e ancora attendendono a L'Aquila l'apertura dei cantieri della ricostruzione,centinaia di inquilini proprietari e assegnatari di ben 1.1054 alloggi popolari, sparsi tra via Amiternum, Via San Sisto e Santanza,Valle Pretara, Torrione, CansatessaPreturo, solo per fare qualche esempio.

Oggi una rappresentanza di questi inquilini si sono ritrovati a protestare, con cartelli e fischietti,  fuori palazzo dell'Emiciclo, mentre dentro l'aula, dove era in corso la seduta del Consiglio regionale, il consigliere  del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari ha presentato un’interrogazione. 

Tra i contestatori Antonio Perrotti, del Comitatus aquilanus, ed esponete aquilano dei pentastellati.

"Chiediamo certezze sui finanziamenti e sui tempi - spiega Perrotti -  pretendiamo un cronoprogramma che venga finalmente rispettato. Mancano all'appello 16 milioni per il 2015,  80 milioni per il 2016. Ci avevano garantito che i cantieri sarebbero partiti nel 2017, ma non si è visto nulla di tutto questo".

"La responsabilità di questo immobilismo  - incalza Perrotti - è dell'Ater, del Comune e anche della Regione,  che ad esempio dovrebbe intervenire finanziariamente ad per supplire ai mutui alle differenza tra affitti sociali e quelli che sono pagati dagli inquilini nel progetto C.a.s.e."

Hanno preso parte alla manifestazione, anche chi ha riscattato una casa popolare, e ora a differenza di altri privati è rimasto "intrappolata", nelle lungaggini burocraiche che impediscono di intervenire negli interi edifici. Come ad esempio la signora Francesca Salis, che ha un appartamento in via San Sisto a L'Aquila. 

"Sono otto anni che attendo la ricostruzione della mia casa - spiega Salis -  che ho comprato negli anni '80. E trovo insopportabile la discriminazione di cui siamo vittime: le case popolari evidentemente non sono le villa delle  persone ricche, che in questa ricostruzione hanno avuto un canale privilegiato, quando invece si doveva partire dalle persone più deboli".

Nella sua interrogazione Pettinari ha evidenziato che "sono oltre 400 famiglie aquilane dislocate in alloggi di fortuna che non possono rientrare nella loro casa Ater danneggiata dal terremoto del 2009. Cittadini in balia di un’altalena politica che da e leva fondi e che promette inizio dei lavori che non si vedono.  Eppure i cittadini che prima del sisma pagavano, perché aventi diritto, un canone sociale ridotto, oggi si trovano a dover affrontare una spesa ben superiore alle loro possibilità per garantirsi un tetto sopra la testa. Quello che questa Regione dovrebbe fare è prima di tutto sollecitare l’erogazione dei fondi necessari alla ricostruzione di queste abitazioni Ater e, almeno, garantire fino alla fine dei lavori che i cittadini paghino lo stesso canone sociale che pagavano prima del terremoto. Il centro sinistra - conclude Pettinari - governa la Regione, la città dell'Aquila e il Paese, non vengano a raccontarci che non possono farlo".



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