CASERME L'AQUILA: CIALENTE, ''NON CAMBIA NULLA, FATTI INTERESSI DEGLI ALTRI''

Pubblicazione: 07 dicembre 2017 alle ore 12:59

Massimo Cialente

L’AQUILA - “Il protocollo firmato ieri, senza la Provincia, nulla aggiunge, ma ratifica solo gli interessi dell’Agenzia del Demanio e del ministero della Difesa”.

A lanciare l’accusa, in un lungo post su Facebook, è l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ieri tirato in ballo nell’incontro con la stampa per la ratifica della riorganizzazione delle caserme cittadine, perché la sua amministrazione “rimandava sempre”, secondo le acri parole del presidente dell’Agenza del Demanio, Roberto Reggi, del Pd come lui, mentre quella nuova di centrodestra del sindaco (peraltro suo amico) Pierluigi Biondi “ha dato un nuovo impulso”.

“Forse Reggi ha ragione: io sono stato molto cauto, gli ho posto una serie di questioni - afferma Cialente - Questo perché le cose le voglio fare bene, precise, e una volta per tutte, con la sicurezza di non aprire altri fronti, in primis con gli studenti universitari che dobbiamo trattare con grande rispetto”.

E invece, a suo dire, “il protocollo firmato ieri non scioglie questi nodi, se non per un generico impegno della Regione a realizzare nuovi alloggi (Dove? Quando? Quanti letti?) e per un ipotetico impegno del Comune dell’Aquila a trasferire con propri fondi l’officina dei mezzi militari”.

Ovvero, due dei nodi principali che, fin qui, avevano impedito che si accelerasse sul percorso, come messo in luce da Cialente nella sua ricostruzione delle varie tappe. (alb.or.)

LA NOTA COMPLETA

Ieri, con gran risonanza sulla stampa, è stato firmato l’ennesimo protocollo d’intenti tra ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Comune dell’Aquila, Regione Abruzzo.

Si sono scordati la Provincia, che è quella che dovrebbe ricostruire le Scuole superiori nel sito della Caserma Rossi, ma ormai è così, fuffa per fuffa, si governa alla giornata.

Il direttore dell’Agenzia del Demanio, tutto contento, sfregandosi le mani, ha detto che finalmente c’è un’amministrazione seria, decisa, collaborativa, mentre la precedente, la mia, tergiversava.

Provo a ripercorrere la storia, per evidenziare i problemi tutt’ora aperti.

1) Decreto 39/2009 (decreto Abruzzo) dice che tutte le strutture e uffici senza più destinazione d’uso da parte dell’amministrazione proprietaria passano di proprietà dei Comuni del cratere. questo era il caso della caserma “De Amicis”, già sede del Distretto Militare.

L’ing. Santariga, del Provveditorato alle Opere Pubbliche, prepara allora, alla fine del 2010, uno splendido progetto di recupero dell’intero convento, e riusciamo a ottenere un primo finanziamento: mi sembra di ricordare 12 milioni. Volevamo farne una destinazione a funzioni culturali.

Ma l’Agenzia del Demanio fa la furba, e lascia decadere i tempi del decreto, facendolo modificare. Vengono da me e mi dicono che vogliono portarci la sede regionale dell’Agenzia delle Entrate, cosa alla quale mi oppongo, poiché il convento doveva avere una congrua destinazione, anche perché nel frattempo avevamo avviato il progetto del recupero di Porta Leone.

Quando si decide, finalmente, che invece andrà a ospitare il segretariato generale, la soprintendenza, il nucleo Carabinieri Tutela opere d’arte, e soprattutto l’Archivio di Stato, esprimo il mio consenso. (Spero che lì resti l’ospitalità per l’Archivio di Stato).

Quindi, sia ben chiaro, che la caserma De Amicis, già del Comune, se la sono ripresa. Ma, se la destinazione sarà quella che hanno detto, va bene, soprattutto per la presenza del Nucleo dei Carabinieri per la tutela dei beni artistici.

2) Caserma Rossi ed ex carcere minorile.

Su mia “intuizione?”, condivisa dalla Giunta, proponemmo all’allora ministro Profumo e intero governo Monti, aiutati dal ministro Barca, di recuperare sia la Caserma Rossi che l’ex carcere minorile, al fine di farne un grande campus degli studenti medi (collegato a quello di Colle Sapone), nonché il “civic center” e impianti sportivi.

Questo anche perché quell’area, nell’analisi della microzonazione sismica, risulta essere la migliore rispetto a problemi di accelerazione: perfetto per destinarla a scuole sicure!

Su questa proposta, nella penultima riunione del Consiglio dei ministri del governo Monti, ben sette ministeri, Regione, Provincia (io chiaramente la chiamai) e Coni , firmarono l’accordo. (Lo pubblico, per comodità sul mio blog).

Mentre avviamo il master plan esigenziale, esce il primo contrasto con l’Agenzia del Demanio, che voleva trattenere per sé la metà della Caserma Rossi per costruire migliaia, dico migliaia, di metri quadri di uffici.

Noi ci opponemmo, dicendo che la città, tra qualche anno, sarà piena di edifici pubblici restaurati in centro, utilizzabili come uffici e perché portare un centro direzionale dove già saranno presenti migliaia di studenti, genererebbe problemi di viabilità insostenibile. E perché basta di costruire e costruire.

Abbiamo rifatto, così, faccia alle pretese dell’Agenzia del Demanio che voleva programmare l’assetto funzionale e urbanistico della città. Forse Reggi è arrabbiato con me per questo.

Perché allora ancora non si chiude l’accordo per il passaggio della Rossi al Comune? Nell’ultimo incontro ufficiale svoltosi nel mese di aprile, alla presenza di generali del ministero e Adsu, sono emersi due problemi.

Il primo è che la Difesa si dice disposta a lasciare la Rossi solo se qualcuno paga il trasferimento dell’officina dei mezzi alla Campomizzi (che costerebbe oltre 10 milioni di euro) e sia se, da subito, si liberano gli alloggi che attualmente ospitano gli studenti dell’Adsu.

In quella riunione l’Adsu (Azienda per il diritto allo studio), affermò di non avere alcuna intenzione di lasciare, mai, quelle strutture. Io, per il mese di governo della città che mi rimaneva, comincio a cercare mediazioni e soluzioni.

Il protocollo firmato ieri (che pubblico sul blog) non scioglie questi nodi, se non per un generico impegno della Regione (non dell’Adsu) a realizzare nuovi alloggi (Dove? Quando? Quanti letti?) e per un ipotetico impegno del Comune dell’Aquila a trasferire con propri fondi l’officina dei mezzi militari.

(Si è andati avanti con la trattativa che avevo avviato io? quanto ci costerà alla fine la Caserma Rossi? Che fine farà l’ex carcere minorile?).

Siamo quindi fermi al mese di aprile 2017, e tutto viene rinviato, poiché il protocollo ribadisce quanto acclarato da anni.

3) Parcheggio Tribunale. Il ministero della Difesa voleva ricostruire le vecchie abitazioni crollate, vicine al tribunale, portando il numero degli alloggi dai 20 originari a 40.

Noi, sia perché il residenziale in mezzo al direzionale non ha senso, sia perché avevamo bisogno di un’area parcheggio al servizio del tribunale (addirittura già non sufficiente), proponemmo lo scambio con le case comunali di via Di Vincenzo, anche perché per i residenti di quelle case parcheggio il Comune dispone di oltre 90 alloggi nel grande condominio dei 201 appartamenti di Pettino.

L’accordo si è fatto, da tempo. Perché non partono i lavori per ricostruire gli alloggi di via Di Vincenzo, dove vi sono oltre 10 proprietari privati?

La mia amministrazione aveva risolto tutti gli aspetti legali. Manca l’appalto.

Quindi il protocollo firmato ieri, senza la Provincia, nulla aggiunge, ma ratifica solo gli interessi dell’Agenzia del Demanio e del ministero della Difesa.

I soldi per la Rossi servirebbero per realizzare le altre strutture, oltre le scuole: auspico il Convitto Nazionale, il Conservatorio, palestre, impianti sportivi ecc.

4) Sede Inps. Reggi è contento perché il Comune dell’Aquila gli risolverà un problema grande come un macigno. La sede Inps non è dello Stato, ma di un fondo privato, Fip.

L’Agenzia del Demanio lo “amministra” e lo affitta a enti statali pagando, credo, il 30%, lasciando il 70% all’ente locatario.

L’Inps dell’Aquila, e quindi l’Agenzia del Demanio, hanno un contratto con Fip sino al 2021. Ma l’Inps andrà via nella sede unica di corso Federico II nel giugno 2018. Chi ci va nella sede Inps, che se resterà vuoto dovrà continuare a essere pagato?

Il Comune. Ma questa cosa non si poteva fare, perché l’Agenzia del Demanio, per legge, poteva affittare solo a enti statali. Il governo ha chiesto a dei senatori di presentare un emendamento che permettesse di affittare anche ad altri enti. L’emendamento è passato, e così Reggi ha risolto un problema enorme. Ha trovato il locatario.

Può andar bene, purché si sappia se e quanto pagherà il Comune dell’Aquila, e quanto costa l’affitto al metro quadro dell’edificio Fip. Questo per la trasparenza. Queste cose sono fondamentali.

Forse Reggi ha ragione: io sono stato molto cauto, gli ho posto una serie di questioni. questo perché le cose le voglio fare bene, precise, e una volta per tutte, con la sicurezza di non aprire altri fronti, in primis con gli studenti universitari che dobbiamo trattare con grande rispetto.



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