PEZZOPANE: ''LEGISLATURA AGLI SGOCCIOLI, IL COMUNE NON NE PARLA AI TAVOLI''

CASETTE POST-SISMA 2009: ''LA SOLUZIONE
LA TROVERA' IL PROSSIMO PARLAMENTO''

Pubblicazione: 02 dicembre 2017 alle ore 08:00

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L’AQUILA - Sarà il nuovo Parlamento eletto al voto della primavera 2018 a occuparsi della risoluzione del problema delle “casette”, i circa 4 mila manufatti temporanei realizzati nel “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009, molti dei quali con autorizzazioni parziali o del tutto abusivi, e alcuni perfino in zone a rischio esondazione.

È quanto emerge dalla risposta data ieri dalla senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane a margine di una conferenza stampa, alla domanda di AbruzzoWeb su che cosa pensi di quanto affermato sul tema dalla nuova amministrazione comunale di centrodestra, in particolare dall’assessore all’Urbanistica Luigi D’Eramo, che per eventuali sanatorie o regolarizzazioni ha invocato una norma statale evidenziando che il Comune non ha potestà in tal senso.

“Nei tavoli di lavoro convocati dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, l’amministrazione comunale non ha mai posto questo tema - ha evidenziato la senatrice - È in quel tavolo che raccogliamo le esigenze, qualora verrà presentata si può fare tutto, anche se non voglio dare al cittadino furbo la possibilità di sistemarsi le sue vicende, comunque da parte mia massima disponibilità ad affrontare il problema”.

A fronte di questo, la Pezzopane ha ipotizzato “che il tavolo verrà riconvocato per l’anno nuovo, finito il bilancio, ma la legislatura sta comunque finendo”: dopo il decreto fiscale e la legge di stabilità “non ci saranno altri veicoli, il milleproroghe è già in questi provvedimenti, al massimo se si vota a maggio potrebbe esserci il dl Enti locali, ma non è sicuro”.

“Accelereremo le verifiche per capire quante e quali casette sono state realizzate in ossequio alle prescrizioni della delibera - ha detto D’Eramo in un’intervista a NewsTown - Al momento, siamo al 60-70% circa dei manufatti regolarmente ‘denunciati’ dai cittadini. Contestualmente, interesseremo i rappresentanti della Regione Abruzzo e del governo per individuare una soluzione”.

In campagna elettorale molti esponenti del centrodestra, come l'attuale presidente del Consiglio, Roberto Tinari, si sono spesi perché si trovi una soluzione che permetta alle "case-rifugio" di rimanere.



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