LANZI (FILCAMS CGIL), ''ACCANIMENTO SU DIPENDENTI, CHIAREZZA SUL SUICIDIO''

CASO CARREFOUR, ''AZIENDA NON RISPETTA
SENTENZE, ALL'AQUILA PROBLEMI ACUITI''

Pubblicazione: 20 agosto 2017 alle ore 08:30

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L’AQUILA - “In Carrefour c’è un problema di relazioni sindacali, con un accanimento incredibile nei confronti dei singoli dipendenti che, però, fanno paura quando si uniscono, quando si aiutano a non restare isolati. Può darsi che Franco Eleuteri si sia sentito solo e non abbia retto la pressione. Non ne sappiamo di più, è bene che faccia chiarezza la magistratura”.

Così Gianni Lanzi, sindacalista Filcams-Cgil di Roma e Lazio, nella seconda puntata dell’approfondimento di AbruzzoWeb sul 'caso Carrefour', deflagrato dopo il suicidio del 28 maggio scorso di Eleuteri, il 62 enne per 12 anni a capo del reparto macelleria del supermercato di via Panella.

Eleuteri, cui mancavano due anni alla pensione e che aveva accettato una proposta di prepensionamento, si è tolto la vita sparandosi un colpo di fucile alla testa nella sua abitazione di Vazia, frazione di Rieti.

Su questo tragico episodio, la procura della Repubblica reatina ha aperto un’inchiesta per ora contro ignoti con ipotesi di reato istigazione al suicidio, inchiesta scattata al ritrovamento di una lettera che Eleuteri ha lasciato prima di compiere il terribile gesto; i carabinieri dell'Aquila hanno interrogato alcune persone, ma sulla vicenda fino ad oggi non è trapelato alcunché.

Questo giornale ha provato a rintracciare l'attuale direttore del punto vendita aquilano e altri esponenti aziendali per offrire un'opportunità di replica, ma fin qui senza successo.

Inoltre di recente una lavoratrice, una delle poche iscritte alla Cgil del punto vendita in questione, era stata reintegrata dal giudice del lavoro dell’Aquila per un licenziamento definito illegittimo; il reintegro aveva portato l’azienda a licenziare il direttore Maurizio Panepucci, iscritto, insieme a Eleuteri e a decine di altri dipendenti, al sindacato Ugl.

Proprio l’improvvisa e massiccia sindacalizzazione, avvenuta a inizio 2017, secondo la moglie di Eleuteri, Marina Alberti, avrebbe fatto precipitare una situazione già segnata all’interno del punto vendita, in un clima tesissimo e con l’ombra del mobbing che tuttora aleggia non soltanto su queste vicende.

Questo giornale ha quindi raccolto una lunga intervista a Lanzi, Massimo Riscaldati, direttore di filiale del marchio francese Carrefour su Roma e al suo collega Carlo Amedei.

I tre hanno deciso di intervenire pubblicamente per spiegare quello che secondo loro è un vero e proprio "metodo", giudicato particolarmente pesante, che l’azienda francese avrebbe messo da tempo in atto al fine di costringere i dipendenti, tra cui anche i direttori e altre figure con maggiore esperienza e nonostante buoni numeri e incassi, a dare le dimissioni, in un’ottica di abbattimento dei costi e anche di chiusura di punti vendita.

“Quest'azienda vive da anni di disdette di contratti integrativi, poi ripresi attraverso lotte, scioperi e tutto ciò che ne consegue. Anche in questa vicenda c’è un’ostinazione da parte di Carrefour nel comportamento antisindacale, che in Abruzzo e all’Aquila in particolare si acuisce - afferma Lanzi - A Roma e nel resto del Lazio la sindacalizzazione è molto alta e gli atteggiamenti dell’azienda, da anni, sono completamente antisindacali. La Filcams Cigl ha dovuto ricorrere a diversi articolo 28 dello Statuto dei lavoratori (repressione della condotta antisindacale, ndr), poi vinti”.

“Ma Carrefour tende a non rispettare le sentenze dei giudici! La lavoratrice dell’Aquila è stata reintegrata nel suo punto vendita, ma a Roma non è successa la stessa cosa ad alcuni lavoratori. La domanda, a questo punto, è: Carrefour e i suoi dirigenti, pensano di essere al di sopra delle leggi italiane? - si chiede polemico il sindacalista - Da me vengono tutti i giorni persone fisicamente e moralmente provate. C’è chi ha subìto spostamenti dentro Roma che mettono in difficoltà economica e psicologica i lavoratori. E nonostante i vari richiami e i tentativi di arrivare a un accordo, molto spesso siamo costretti a rivolgerci ai tribunali per veder garantite le nostre ragioni”.

Insomma, per l’esponente Filcams-Cgil “questo metodo sulle relazioni sindacali non è corretto. Le relazioni sindacali si fanno attraverso le rappresentanze dell’azienda e dei lavoratori. Carrefour, invece, ha deciso che specie nnel centro Italia si deve avere una direzione particolare, della quale, però, noi ci lamentiamo sempre - rincara - Ci sono persone che hanno responsabilità e il gioco dello scaricabarile a noi non piace: devono assumersi, queste persone, le responsabilità per il clima aziendale”.

Il sindacalista chiederebbe a Carrefour "come mai non pubblichi i risultati del sondaggio, il 'survey', sul clima aziendale. Noi di Filcams Cgil abbiamo fatto il nostro sondaggio, con 800 persone, ma non pubblicheremo i risultati fin quando l'azienda non renderà pubblico il suo, fatto in forma anonima - annuncia - Sappiamo che il clima aziendale è pesantissimo. Anche per capire quali sono le reazioni da parte dei livelli nazionali e internazionali dell’azienda”, conclude. 

Emissari dell'azienda e del sindacato Ugl si sono incontrati a fine luglio a Roma, stabilendo ufficialmente una 'pax' al fine di "restituire tranquillità ai lavoratori e alla clientela dei supermercati Carrefour dell'Aquila.

L'avvocato aquilano Fabrizio Giancarli, che difende Panepucci e la moglie di Eleuteri, ha annunciato di voler impugnare il licenziamento dell'ormai ex direttore che era molto amico del macellaio.

Il 16 luglio scorso, nel frattempo, una dipendente di via Panella aveva accusato un malore; iscritta e dirigente provinciale della Ugl, aveva tuonato il sindacato "dopo aver ricevuto, nel giro di pochi giorni, continui cambi di turni e di sede lavorativa ha accusato un malore sul posto di lavoro per cui è stato necessario l'intervento del 118 per il trasporto al pronto soccorso".

La diagnosi parlava di 'episodio sincopale durante l'orario di lavoro con cardiopalmo in paziente con stress psicofisico'. 

"Nel 2017 appare semplicemente assurdo che dei lavoratori debbano subire vessazioni di ogni genere solo per aver deciso di aderire ad una sigla sindacale invece che ad un'altra", le parole di rabbia di Giuliana Vespa, segretario generale Ugl dell'Aquila, la quale era già intervenuta chiedendo giustizia per Eleuteri.



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